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La storia della città nelle sue pietre, parte la rubrica #pietreparlanti del FAI Giovani Como foto

Il Gruppo FAI Giovani di Como propone un nuovo appuntamento social su Instagram e Facebook con la rubrica Pietre Parlanti, in uscita ogni giovedì.

Tiziano Ramagnano, coordinatore del gruppo, diventa la guida di una passeggiata virtuale nel centro di Como soffermandosi su punti cospicui che stanno lì da decenni, addirittura da secoli: le pietre, e su di esse viaggiare a ritroso nel tempo per raccontare pezzi di storia della nostra città di cui le pietre sono testimoni.

Se sei anche tu uno di quei passeggiatori frettolosi e distratti, è tempo di fermarsi e di interrogare con noi le #pietreparlanti della città – scrivono i giovani del FAI invitando tutti a seguire la nuova rubrica online – aneddoti curiosi che narrano di un passato lontano, nascosto.. sotto gli occhi di tutti! Un viaggio inedito attraverso grandi e piccole vie del centro storico di Como dove ogni angolo parla a chi è disposto ad ascoltarlo e ad osservarlo…

Otto puntate a ritroso nella Storia, da quella recente popolata di tram e di carrozze a quella più remota dei faziosi palazzi nobiliari e di un duomo ancora tutto in cantiere. Un viaggio tra il sacro e il profano, dal bordello al camposanto, dal pubblico al privato alla ricerca del particolare, di quel “dettaglio loquace” che a molti ancora sfugge.

Per non perdere nemmeno una puntata

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https://it-it.facebook.com/faigiovanicomo

fai pietre parlanti

Puntata d’esordio dedicata alla Torre Demorata al no. 10 di Via Vitani, senz’altro una delle vie più defilate e suggestive del centro storico, riscoperta da molti comaschi durante le fasi di lockdown quale alternativa ai circuiti cittadini più frequentati: le massicce pietre angolari di questo edificio dimostrano in modo esemplare quanto quella del riciclo sia un’arte nobile e senza tempo. La duecentesca dimora dei Vitani — in parte abbattuta dalla rivale famiglia dei Rusca — testimonia come il prelievo di pietre già sbozzate, squadrate e decorate provenienti da edifici crollati, dismessi o fatiscenti fosse una pratica diffusa, soprattutto in epoca medievale, segnata dal degrado delle architetture classiche e da lunghi periodi di ristrettezza economica. L’antico anfiteatro romano che sorgeva nell’area dell’odierna piazza Perretta divenne così una preziosa cava a cielo aperto, capace di rivivere in strutture successive e di giungere, sotto altra forma, sino a noi.