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Rinnovato il contratto per 1622 lavoratori del comparto agricolo florovivaistico

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    E’ stato rinnovato ieri, lunedì 29 marzo, dopo 12 mesi di trattativa e vari incontri, il contratto per gli operai agricoli, florovivaisti e giardinieri delle provincie di Como e Lecco.  Un accordo positivo, in un difficile momento, che conferma le relazioni sindacali e le dinamiche presenti nel territorio.

    Con il contratto sottoscritto circa 2,400 tra operai agricoli, florovivaisti, giardinieri a tempo indeterminato, determinato, vedono riconosciuto il loro contributo di professionalità e lavoro,  finalizzato al mantenimento e rafforzamento della filiera agro alimentare, fiore all’occhiello del made in Italy del nostro Paese. In provincia di Como, i dipendenti del comparto con contratti a tempo determinato e indeterminato sono 1622. I lavoratori dipendenti sono in prevalenza assunti nelle aziende del settore florovivaistico, circa l’80% del totale, nell’agriturismo circa il 15% del totale e il restante nelle altre attività.

    Il rinnovo del contratto rappresenta innanzitutto un atto di giustizia sociale economica condiviso verso i lavoratori delle province di Como e Lecco. Nel contempo, rafforza il sistema del settore primario dei due territori, in un contesto di compatibilità economica da salvaguardare e dentro un ambito di negoziazione se non difficile, quanto meno particolare e critico su diversi aspetti.

    Già mesi fa, ad ottobre 2020, le relazioni sindacali si sono implementate con la costituzione del comitato Covid per le aziende del settore agricolo di Como e Lecco, che va ad integrare il già esistente Comitato per la salute e sicurezza che ha al suo interno, già dal 2014, i appresentanti per la sicurezza territoriali. Merito di Flai Cgil Como/Lecco, Fai Cisl dei Laghi, Uila Uil e delle associazioni datoriali agricole Confagricoltura, Coldiretti e CIA aver saputo tracciare un percorso che rafforza la titolarità contrattuale dei soggetti che hanno raggiunto l’intesa.

    Nel merito dei contenuti, in rapida sintesi, è da considerarsi sicuramente positivo l’aumento salariale dell’1,8% a partire dal 1° gennaio 2021 con arretrati e con rivalutazione di tutte le indennità sulla base dell’aumento concordato. Importanti gli impegni assunti sui capitoli in materia di classificazione del personale, rete del lavoro di qualità in agricoltura, definizione di flessibilità oraria per gli agriturismi, un comparto agricolo oggi in seria difficoltà di ripresa.

    In definitiva un buon accordo che guarda al futuro dell’agricoltura comasca e lecchese con un ottimismo fondato su risultati concreti e positivi.

     

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