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Como, minacce e botte agli agenti che lo fermano: arrestato al cimitero monumentale foto

Violenta reazione di un 50enne del Ghana:"Nel mio paese vi avrei già tagliato la gola...". I vigili contusi e sotto choc.

Movimentato episodio ieri mattina quando una pattuglia della Polizia locale di Como è intervenuta in via Regina Teodolinda, nell’area di sosta davanti all’entrata del cimitero monumentale, in seguito alla segnalazione di un uomo che chiedeva denaro in modo insistente alle persone che parcheggiavano. Fallito ogni tentativo di convincerlo a smettere, i due agenti lo hanno invitato a mostrare un documento d’identità. L’uomo, invece di presentare i documenti, li ha insultati e ha minacciato loro e le loro famiglie, aggiungendo che «in Ghana vi avrei tagliato la gola» e che «in Italia la giustizia fa schifo e non potete farmi niente». Nonostante l’uomo sia stato nuovamente invitato a mantenere la calma, ha proseguito con altre minacce, iniziato a spintonare gli agenti e cercato di colpirli con calci, pugni e testate. Pur con difficoltà  – e riportando lesioni guaribili in cinque giorni – i due operatori sono riusciti ad arrestarlo.

 

Con la perquisizione effettuata al Comando è stata trovata una tessera sanitaria che corrisponde a un uomo di 49 anni, A.E., nato ad Accra (Ghana) e residente a Rozzano. Dalle banche dati del Comando di Polizia locale e dal Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Como, dove l’uomo è stato trasferito per i rilievi foto dattiloscopici e per ulteriori accertamenti sulla regolarità della permanenza sul territorio italiano, è stato accertato che a carico dell’indagato risultano procedimenti specifici per rapina, immigrazione clandestina, detenzione e spaccio di stupefacenti, occupazione abusiva di immobili.

 

Processato stamattina per direttissima in Tribunale a Como, ha patteggiato ed è stato condannato alla reclusione per un anno (la pena è stata sospesa) e al divieto di dimora in Como e provincia, per violenza e minacce, resistenza, ma anche lesione personale aggravate, rifiuto di declinare le proprie generalità ed ubriachezza molesta. «Esprimo la mia vicinanza e auguro una pronta guarigione ai due agenti – l’assessore alla Polizia locale Elena Negretti – L’episodio testimonia la prontezza e l’efficacia con la quale si interviene a tutela dei nostri cittadini, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica, rendendo esperienza concreta il concetto più alto e autentico di “servizio”, come nella migliore tradizione del corpo di Polizia locale di Como».