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Carmelina e le colleghe infermiere, in trincea da un anno:”Meritiamo dignità e rispetto” foto

Le sue parole:"Accellerare sui vaccini, noi ci siamo. Ma poi dare anche giusto valore alla nostra categoria"

Un intervento accorato. Per ribadire l’importanza ed il ruolo di chi è in trincea – contro il Covid ed altre patologie – da un anno. Senza sosta, pochi riposi, molti positivi e vittime anche tra di loro. La paura, la tensione di tornare in famiglia per non contagiare nessuno, lo stress di pazienti che oggi stanno bene e domani no. Peggiorano anche se tu stai facendo di tutto per salvarli. Sono le parole – che ospitiano con piacere e massimo rispetto – di Carmelina Di Lella, Coordinatore infermieristico al S. Anna e Presidente provinciale coordinamento caposala

 

carmelina di lella, coordinatore infermieri di como al sant'anna un anno di covid

 

Con il Decreto Sostegni è sospeso il vincolo di esclusività per gli infermieri
dipendenti, ovvero viene per la prima volta consentito di svolgere prestazioni
aggiuntive e remunerate a favore di soggetti pubblici e privati, fuori
dall’orario di lavoro. Questa misura permetterebbe di accelerare la campagna vaccinale per
raggiungere velocemente e in modo capillare la popolazione. Certamente la
direzione è quella giusta: meno vincoli, più salute per i cittadini.
Tuttavia se da una parte si chiede agli Infermieri, ancora una volta, di essere
in prima linea perché riconosciuti come figure essenziali nel panorama del
SSN , dall’altra è evidente che la sospensione del vincolo, non la
cancellazione definitiva, è una mezza vittoria perché è temporanea e
dunque non risolve il problema di sempre: dare il giusto valore a una
categoria sottostimata professionalmente ed economicamente.

I professionisti infermieri, in trincea da più di un anno, hanno dimostrato di
meritare un futuro diverso, anche per aver fronteggiato con immani sacrifici,
abnegazione e resilienza un’emergenza sanitaria senza precedenti offrendo
un’assistenza di alta qualità e pagando un prezzo altissimo in termini di
contagi e di vite umane. La storia della professione infermieristica italiana va riscritta cambiando la
considerazione che politica e istituzioni hanno degli infermieri, sono anni
che chiediamo quel riconoscimento che merita una professione intellettuale,
occorre valorizzare le competenze tenendo conto dei percorsi professionali,
il nostro obiettivo è quello di avere un riconoscimento giuridico -contrattuale
al pari dei colleghi europei.

 

Attorno alla nostra figura ruotano le solite
incongruenze, da una parte ci sono la Medaglia al Valore , l’Ambrogino
d’Oro, la Corona Ferrea , persino la candidatura al Nobel per la Pace e tutte
le altre onorificenze , gesti simbolici che certamente lusingano, dall’altra si
fanno ipotesi di rinnovo contrattuale con i soliti trattamenti di serie B che
certo non restituiscono la dignità che merita una nobile professione.