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Teatro San Teodoro, l’imperativo è non mollare

Per la Giornata Mondiale del Teatro 2021 CiaoComo ha intervistato Dario Galetti, direttore del Teatro San Teodoro di Cantù

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro 2021, che ricorrerà sabato 27 marzo, CiaoComo ha intervistato Dario Galetti, direttore del Teatro San Teodoro di Cantù, che ha raccontato lo stato dell’arte in questo periodo, i passi fatti, quelli da fare e lo spirito che anima l’intero gruppo.

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«In questi giorni stiamo ospitando una produzione, in collaborazione con il Giardino delle Ore, che era già in calendario con una serie di artisti del territorio e le nostre insegnanti continuano con le narrazioni del teatro ragazzi sul nostro sito e sui canali social. Ieri è stato molto bello ed emozionanti vedere gli artisti di nuovo in un teatro vero, felici come solo possono esserlo i bambini la mattina di Natale».

«Da subito ci siamo interrogati sui corsisti, che sono il futuro del teatro, e con loro abbiamo portato avanti una sorta di didattica a distanza, senza programmi da rispettare, ma ripensando al modello di insegnamento. Per il pubblico più adulto ci siamo inventati dei percorsi più specifici, con argomenti condivisi. Per quanto riguarda la danza classica, è stato possibile tenere corsi per un periodo più prolungato».

Dario ha sottolineato la volontà di non mollare, anticipando qualcosa sulla prossima stagione del Teatro San Teodoro. «Diversi spettacoli di questa stagione saranno riproposti il prossimo anno, perché per noi è importante recuperare alcune produzioni che erano nate apposta per quest’anno. Abbiamo approfittato di questo tempo sospeso per partecipare a nuovi bandi, che speriamo portino esito positivo».

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Una battuta anche sulla Giornata Mondiale del Teatro e su “Occupiamoci del Teatro”, la manifestazione che si terrà online per l’intera giornata di sabato, alla quale parteciperanno moltissime realtà culturali e artistiche del territorio. «Abbiamo aderito volentieri alla maratona di interventi, con i quali si celebrerà il concetto proprio del teatro, più che lo spazio fisico. Sono convinto che il mondo culturale avesse bisogno di una scossa, di un momento di riflessione e spero che, dopo questo momento così complicato, potremo assistere ad una rinascita forte».