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A Como si celebra con le “Terzine from the world” il Dantedì. 20 poeti da tutto il mondo

Cade oggi, nel settecentesimo anniversario della morte del poeta fiorentino, la prima puntata di “Dante: terzine from the world”, disponibile sul sito YouTube della Casa della Poesia di Como organizzatrice e ideatrice dell’evento internazionale. Venti poeti da tutto il mondo leggeranno le loro terzine preferite dalla Divina Commedia. Ciascuno leggerà nella propria lingua e lo spettatore avrà così modo di vedere nell’immediato quanto la cultura italiana, a distanza di secoli, ancora influisce su culture e persone anche fuori dall’Italia.

Ad aprire le “terzine” sarà, questa sera alle 18, Roberto Galaverni, critico letterario de Il Corriere della Sera, parlando agli spettatori attraverso uno schermo, in un video registrato direttamente da Berlino: dietro di lui un piccolo parco di cui si scorgono le cime degli alberi è animato dal vocio dei bambini.

Inizia così questo progetto, con uno spaccato di vita quotidiana. «Non è certo la selva oscura in cui inizia la Commedia, né il bosco dei suicidi», sorride Galaverni gettandosi un’occhiata alle spalle. Sorride perché sa che in fondo, anche se lo scenario è diverso, c’è un motivo per cui il nostro oggi parla ancora chiaramente, dopo 700 anni, con la voce di Dante Alighieri. Ogni volta che facciamo il primo passo su uno dei tanti sentieri della nostra vita sentiamo con forza quella paura di perdersi che anima anche Dante all’inizio del «serpente di terzine», così lo definisce Galaverni, che è la Divina Commedia. «Quel grande poema, che è un poema di salvazione, insomma rappresenta la vita un po’ di tutti, come sidice nei versi iniziali: Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura, / ché la diritta via era smarrita» Questi versi li conosciamo tutti, li abbiamo impressi a fuoco nella nostra mente e nei nostri cuori e non solo perché a scuola ci hanno costretti a impararli.

C’è di più: la poesia che ha il dono di restare con noi lo fa perché è capace di attraversare il tempo. La freccia di Dante Alighieri, scoccata ormai 700 anni fa, giunge con precisione proprio qui, nel 2021, e colpisce a segno. Lo fa attraversando il tempo e, nel caso del progetto de La Casa della Poesia di Como “Dante: Terzine from the world”, anche attraversando lo spazio.  I venti poeti coinvolti provengono dai più disparati paesi del mondo. Conoscono Como per aver partecipato a diverse edizioni del festival internazionale di poesia, “Europa in Versi”, organizzato proprio dall’associazione comasca, e naturalmente conoscono Dante.

Come Roberto Galaverni in questa prima puntata, anche loro si mostreranno alla telecamera della Casa della Poesia di Como e presteranno la loro voce e le loro lingue per dare vita alle terzine dantesche che più amano. C’è dello straordinario nel condividere con poeti e scrittori provenienti da paesi e culture molto distanti tra di loro l’ammirazione per un unico poeta e per il suo strumento: la nostra meravigliosa lingua italiana.

Come evidenzia Galaverni «questi saranno prelievi, gocce che strappano un pezzettino dal grande fiume di terzine dantesche», ma vale davvero la pena prestare ascolto a parole talvolta per noi così familiari che grazie a La Casa della Poesia di Como potranno essere ascoltate in lingue con cui siamo poco abituati a interloquire. Da questo momento in poi, fino ad agosto, ogni primo lunedì del mese sarà disponibile una nuova puntata di “Dante: terzine from the world”: a voi scoprire da quale paese verrà il primo poeta, in quale lingua leggerà e quali saranno le sue terzine predilette.

È possibile seguire il progetto sulla  pagina Facebook e sul canale YouTube  della Casa della Poesia di Como. Buona visione, buon ascolto e buon Dantedì.

Martina Toppi

 

Chi sono i poeti del progetto Dante, terzine from the world?

Nuno Júdice, un curriculum da Nobel (Premio Reina Sofia e Premio alla carriera Europa in versi), amante di Pasolini, legge in portoghese accanto al monumento alle Scoperte di Lisbona. Rafael Soler, affascinante nella sua autorevolezza, ci introduce al Purgatorio con una lettura del Padre Nostro in spagnolo; è tra l’altro vicepresidente dell’Asociación Colegial de Escritores de España. Da Seoul Kooseul Kim recita terzine in coreano; docente di letteratura inglese all’Università di Hyupsung, è figlia del poeta Kim Daljin, alla cui memoria è stato dedicato un museo nella città di Changwon; mentre Gili Haimovich, israeliana con background canadese, legge in ebraico ed è impegnata sul fronte sociale. Sarà interessante ascoltare Dante in giapponese con Mariko Sumikura e Taeko Uemura responsabili della Japanese Universal Poetry Association.

Víctor Rodríguez Núñez ha vissuto in Nicaragua, Colombia e attualmente risiede negli Stati Uniti. Ha un figlio che studia fisica, per il quale ha scritto una poesia “Elogio del Neutrino”. È critico letterario, traduttore e ha vinto importanti premi letterari tra cui il Premio Internazionale della Fondazione Lowe in Spagna.

Doris Kareva legge Dante in a Tallin. È una delle poetesse più amate in Estonia è figlia del compositore Hillar Kareva, da cui ha ereditato la musicalità dei versi. È stato segretario Nazionale della Commissione  Estone UNESCO.

Maria do Sameiro Barroso, portoghese, medico con una seconda laurea in filologia germanica è pubblicata sull’antologia “Poesia e Libertà” del Festival  Europa in versi 2020.

Da Budapest Sándor Halmosi legge in ungherese. La chiarezza del matematico la si ritrova anche nei suoi versi. Rui Cóias legge dal canto terzo dell’Inferno le terzine  che gli studenti riportavano sulla porta dell’aula dell’Università di Coimbra, dove sostenevano gli esami di diritto con un professore particolarmente severo. Lui era tra quegli studenti.

Tuğrul Tanyol,vincitore tra gli altri del premio di poesia dell’Accademia statale di belle arti di Istanbul, pubblicato in Italia, si è momentaneamente trasferito a Washington per stare vicino al nipotino appena nato. Dal New Jersey, ecco William Wolak: è artista del collage, fotografo e scrive poesie  d’amore legate alle sue ricerche nel campo dell’erotologia. Non poteva che leggere la terzina del V canto dell’Inferno, dove Paolo e Francesca vorticano tenuti nel loro eterno abbraccio dalla potenza dell’amore.

Dante nella trafficatissima Hanoi con Kieu Bich Hau davanti a un tempio buddista. Kieu Bich Hau è giornalista, narratrice, poeta e nei suoi libri parla della difficile condizione della donna in Vietnam.

Jüri Talvet, docente di lingue comparate, ci porta con Dante in Estonia, nella città di Tartu, scelta come Capitale europea della Cultura nel 2024. Con Dmytro Chystiak, ucraino, legato alla spiritualità ortodossa e segretario dell’Accademia di Arte, Scienza e Letteratura di Parigi, andremo al  Parco “Colle di San Vladimiro” di  Kiev accanto alla statua di Dante di Luciano Massari.

Marisol Bohórquez Godoy interpreta teatralmente Francesca in colombiano; è ingegnere ma ha lasciato questa professione per dedicarsi completamente alla sua passione: la poesia. Tamer Öncül, un po’ timido di fronte all’obiettivo, da Cipro leggerà in turco: è un  poeta impegnato per la riunificazione pacifica della parte greca e turca dell’isola. Dall’Irlanda Helen Dwyer, presidente dell’Unione degli scrittori Irlandesi,  recita una terzina del Paradiso. Hughes Labrusse, legge Dante in francese. Figlio del romanziere Roger Labrusse, combattente della resistenza e attivista anticoloniale. Suo maestro è stato Jean Guitton, pilastro del pensiero cattolico, nominato da papa Paolo VI primo uditore laico al Concilio Vaticano II. María Elena Blanco, cubana, vive a Vienna ha risieduto in Argentina ,Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Cile,  Kenya. Ha partecipato come ricercatrice e relatrice a simposi accademici in Europa e in America Latina. Per più di due decenni, ha lavorato come traduttrice presso varie sedi delle Nazioni Unite. Maria Mistrioti, dalla Grecia, si ispira all’Odissea di Omero,  ed è membro a pieno titolo della Greek Literary Society. Masud Uzman, professore all’Università di Dacca ed editore, ci offre una lettura di Dante in bengalese

Le letture sono introdotte da Laura Garavaglia, poeta, traduttrice dall’inglese, presidente dell’Associazione La Casa della Poesia di Como e del festival internazionale di poesia Europa in versi.