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Lo storico e scrittore Claudio Bossi ci racconta Margaretha Frölicher-Stehli e il Titanic foto

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Mrs Margaretha Frölicher-Stehli, ai suoi tempi conosciuta e benvoluta come madre, moglie e imprenditrice, oggi donna che è passata alla storia per essere salita con la sua famiglia, in un lontano ma ancora vicino 1912, sul Titanic. Lo scrittore e storico Claudio Bossi ci racconta la sua avvincente vicenda, narrata nel libro di recente pubblicazione: Margaretha Frölicher-Stehli, Germignaga e il Titanic, Macchione Editore.

claudio bossi titanic
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Scrittore e storico di fama internazionale, Claudio Bossi da più di un trentennio si occupa della storia del Titanic; un’attività di ricerca per la quale, nel 2015, ha ricevuto il Premio Nazionale Cronache del Mistero.

Il mio segreto? – dichiara lo scrittore – Un approccio colto ma confidenziale, divulgativo ma rigoroso. Cerco di portare il lettore dentro le vicende, conquistarlo, affascinarlo.

Un percorso, il suo, che passa attraverso anni di studi e ricerche, informazioni contenute nelle biblioteche che riportano testimonianze dei fatti dell’epoca, per aggiungere di volta in volta nuove pagine alla divulgazione di una storia che risulta sempre attuale, che ci incuriosisce e affascina ancora. Sentiamo il racconto che fa del suo libro

A questo libro ho deciso di dare un taglio ben preciso: Margretha Stehli (foto sotto), donna del suo tempo. Il libro è una biografia e quindi, nonostante sia uno storico del Titanic, non racconto solo la vicenda di quella nave: qui racconto la vita di una donna della Belle Èpoque. La famiglia Stehli, a quei tempi, era importante nel settore industriale, quello della produzione della seta. Quindi questo volume è un intreccio della dinastia di questi industriali e la storia del celebre naufragio, facendo leva su particolari aspetti emozionali della tragedia. E poi la località di Germignaga – che a quei tempi era nella provincia di Como – luogo adottivo della protagonista, una donna che non doveva lavorare per vivere; in queste pagine si scoprirà la sua vicenda, una persona che viveva nell’ombra della famiglia. Per questo aveva fatto delle scelte, compresa quella di farsi condizionare da una logica aziendale che, a un certo punto però, rischiò di pagare molto cara. Gli orizzonti commerciali di questa famiglia andarono oltre Germignaga, la zona dove avevano piantato un’azienda, arrivando fin negli Stati Uniti, motivo per cui la famiglia si imbarcò per quel fatidico viaggio. In quel periodo la borghesia era al massimo del suo splendore, amava l’alta moda, gli alberghi e i viaggi, come quello a bordo del Titanic, irrinunciabile vetrina sociale. Partecipare a quel viaggio era infatti visto come un segno di affermazione.

Claudio, vogliamo ricordare come ti sei avvicinato alla vicenda del Titanic?

 Non mi limito a dire che mi è piaciuto un film: il Titanic ha urtato l’iceberg alle 23.40 del 14 aprile del 1912 ed è affondato dopo 160 minuti. Io credo che, in quei 160 minuti, si andata in scena la rappresentazione della vita dell’uomo, nei suoi aspetti di ferocia, invidia, ma anche umanità ed eroismo.

 

Margaretha Frölicher-Stehli, Germignaga e il Titanic, Macchione Editore.

Sabrina Sigon

 

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