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Le rubriche di CiaoComo - Cookin' Music

COOKIN’ MUSIC #012

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Musica nuova in cucina con i tre chef di COOKIN’ MUSIC: Cristiano Paspo Stella, il cantautore, Massimiliano Pini, il cuoco clandestino e Piergiorgio Ronchi, il beer sommelier, apparecchiano un menù in tre portate partendo da una canzone

#012 Tra demonio e santità A.Fortis

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E penso a te,

penso a te che forse non mi mangerai

e penso a te che,

forse, sazia piangerai

 

Fortis in questo secondo album del 1980 – un concept – un pezzo di 12 minuti (bella lunga) dove l’autore pone lo sguardo e lancia anche una invettiva contro la società, che è caduta all’Inferno; come un novello Dante, in questa sua personale Divina Commedia, dove c’è sì una caduta (all’Inferno) ma anche una assunzione verso la purezza, quasi una santificazione.

C’è questo racconto di lui e il Diavolo e nella terza parte (cito la canzone) “come va con questo caldo? Dopo quello che hai sentito…” “e per un attimo scattavo ma è passata. Ho resistito.” E il Diavolo continua “Sì è così che devi fare. Sì è’ così’ che devi fare, che morisse era destino ma dimmi un po’, papà’ demonio, ma non sarà che è un po’ meschino ho sprecato tempo e amori con la scusa di pensare. 

“Ma figliolo, vai a donne, vai a bere, va a mangiare

e penso a te penso a te che forse non mi mangerai”

 dopo la prima stampa del 1980, vedo una seconda edizione, in digitale nel 2008; tutto l’album è focalizzato sull’interazione e sul dialogo tra il bene ed il male. La suite che dà il titolo al disco nasce dalla rielaborazione di” È forse vita”, canzone di Fortis trascritta da Giorgio Santiano. Per altro esiste anche una poco nota citazione di Vasco Rossi nel suo brano “Siamo solo noi” (nei versi “Siamo solo noi / quelli che tra demonio e santità è lo stesso, / basta che ci sia posto”).

Piatto: dovendo avere delle sulfuree ispirazioni, quanto di meglio se non il peperoncino…

Ed ecco la bagna del diavolo. 

Un tempo, nelle case piemontesi, la polenta era in tavola tutti i giorni e veniva spesso accompagnata da una salsa (bagna, in piemontese) calda che poteva variare negli ingredienti da zona a zona ma che spesso in comune aveva l’uso dello Spagnolino, ossia un peperoncino piccante. Proprio per la sua piccantezza questa salsa veniva (e viene tutt’ora) chiamata Bagna del diavolo o Bagna dell’inferno (in piemontese, Bagna ‘d l’infern).

 

Ingredienti:

 

molto aglio almeno una dozzina di spicchi

altrettante acciughe dissalate

passata di pomodoro

olio EVO

almeno un paio di peperoncini piccanti (freschi)

 

Preparazione:

 

sbucciate gli spicchi di aglio, schiacciateli e affettateli sottilmente (per averli più leggeri togliete l’anima o il cervello come molti lo chiamano).

Dissalate e diliscate le acciughe, passatele sotto acqua corrente per eliminare il sale in eccesso, quindi mettetele in un tegame (meglio se di coccio o di ghisa) dal fondo spesso assieme all’aglio pestato e un paio di cucchiai di olio di oliva.

Fuoco al minimo e una cottura soffritto lenta fino al disfacimento delle acciughe, mescolate quindi fino a ottenere una crema morbida.

Tagliate i peperoncini (privati o meno dei semi – noi si mette tutto) e fatene un trito, quindi unitelo alla crema e aggiungete la passata di pomodoro; mescolate e lasciate sempre con il fuoco al minimo per 15/20 minuti.

Lasciate riposare la bagna e servitela su una bella polenta.

 

La birra acconcia la polenta si abbina bene la birra Ambar di San Biagio, una Stout Strong Ale (alla fine si torna sempre sulle Belghe) ispirata ai metodi tradizionali trappisti – birra cruda ad alta fermentazione e non filtrata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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