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Boom dello shopping online nell’ultimo anno – più 26%

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Nell’ultimo anno molti commercianti e rivenditori online hanno vissuto un veritginoso aumento delle vendite, in quanto le chiusure globali e l’aumento del lavoro a distanza hanno dato il via al boom dello shopping online.

 

Le previsioni ottimistiche che furono fatte per l’anno 2020 avevano proiettato i dati delle vendite degli e-commerce ad una espansione attorno al 18%. In realtà questa stima è stata ampiamente rivista, a causa della crisi sanitaria che ha fatto impennare le vendite online nell’ultimo anno, con un balzo del 26%.

 

Nel 2019 le vendite al dettaglio dell’e-commerce rappresentavano circa il 6% di tutto il commercio retail in Italia. Oggi, con i dati aggiornati al 2020, valgono l’8%, l’incremento più alto di sempre. Questa crescita si è verificata in tutti i mercati verticali, in particolare nei settori dell’alimentare, casa, bellezza ed elettronica. E con il mondo che continua ad abbracciare la tecnologia digitale e più di 30 milioni di italiani che nell’ultimo anno hanno acquistato in rete almeno un prodotto, tale tendenza è destinata a crescere.

 

«Le vendite del commercio online aumenteranno, anche se non con lo straordinario ritmo del 2020», racconta Marcello Brunaldi, creatore di Nnhotempo.it. «I dati da noi analizzati ci indicano come i consumatori italiani si siano ormai abituati ad acquistare online, indipendentemente dalla pandemia e dalle restrizioni imposte».

 

Brunaldi è convinto che il 2021 sarà un anno caratterizzato da un tasso di crescita positivo, nonostante la possibile minaccia di una recessione economica a livello mondiale. Malgrado l’inarrestabile crescita del commercio online, per le famiglie italiane rappresenta ancora una piccola fetta degli acquisti complessivi, seppure, durante il periodo del lockdown sia stato uno dei principali canali di accesso per alimentare il consumo nazionale.

 

Nel 2020 l’e-commerce fu un’ancora di salvezza per molte aziende. L’apertura di un negozio online ha permesso a molti imprenditori di evitare la chiusura dell’attività, con alcune realtà che hanno addirittura aumentato il fatturato.

 

Chi continua a scommettere in questo settore è Amazon, che nel 2021 aprirà nuovi magazzini in provincia di Novara, Modena e Perugia. Il colosso americano è ormai una realtà consolidata in Italia, anche se ancora in ritardo rispetto ai profitti generati da paesi come Germania e UK. «Per questo motivo ci aspettiamo un’ulteriore espansione nei prossimi anni», dice Brunaldi, «con l’obiettivo di raggiungere una quota di mercato dalle proporzioni simili a quella che si registra oggi negli Stati Uniti».

 

Uno dei progetti più interessanti del 2020 e futuro trend del 2021 è il Proximity Commerce, l’alternativa locale alle grandi piattaforme della rete. Esso rappresenta un’opportunità per i piccoli negozianti di raggiungere non solo i clienti delle zone limitrofe, ma anche i più lontani. Tra i vantaggi dell’offerta vi è la possibilità di fare squadra, raccogliendo in un’unica piattaforma diverse realtà commerciali; inoltre, sarà possibile esportare i propri prodotti oltre i tradizionali confini, grazie a piattaforme di delivery condivise.

 

Elementi come il fattore umano, l’esperienza personalizzata e l’autenticità dei prodotti locali rappresenteranno un forte appeal per i consumatori della rete. Il futuro non può che essere prospero per il nuovo decennio dell’ecommerce italiano.

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