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La tragedia dell’ambasciatore brianzolo morto in Congo, il ricordo del presidente Fermi

Stamane in aula un minuto di silenzio e le parole del consigliere comasco:"Una vita al servizoo della Nazione. Onore a loro".

“Per l’Italia e per la nostra Assemblea oggi è tempo di onorare Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci per quanto hanno rappresentato in vita. Massima espressione dell’operare italiano nel mondo, emblema di quelle donne e uomini che dedicano la vita a servizio della nostra Nazione con passione e abnegazione, lontano dalla luce dei riflettori e che vedono, purtroppo, solo nella tragedia, la giusta riconoscenza”. Sono le parole del Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, che questa mattina ha aperto l’Assemblea lombarda commemorando le vittime dell’attentato di ieri in Congo, dove hanno perso la vita l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista congolese Mustapha Milambo.

Fermi, con voce emozionata, ha ricordato le figure di Attanasio e Iacovacci. In particolare ha ripercorso le tappe della carriera di uno dei più giovani ambasciatori d’Italia. Lombardo, 43 anni, Attanasio era nato a Saronno e residente a Limbiate, padre di tre gemelline. Alle spalle una “brillante carriera, alimentata non solo dalla sua competenza ma anche dalla sua passione e dal suo entusiasmo. Siamo colpiti, feriti, da questo atto – ha continuato Fermiè un dolore che non potrà facilmente essere dimenticato: Attanasio e Iacovacci erano, anzi sono, rappresentanti di quella capacità di contribuire alla stabilità, alla riconciliazione, all’assistenza umanitaria della nostra Nazione che li ha resi, di fatto, autentici costruttori di Pace”.

 

Nell’esprimere cordoglio alle famiglie e invitando tutto il Consiglio regionale a osservare un minuto di silenzio, che si è infine sciolto in un forte applauso, Fermi ha concluso: “E’ una tragedia che scuote l’Italia intera, per la quale il nostro Paese reclama giustizia: il loro sacrificio rimarrà impresso a futura memoria per tutti noi. Come diceva Luca Attanasio, che interpretava il suo ruolo come una missione, i rappresentanti delle istituzioni non devono mai dimenticarsi che hanno sempre il dovere morale di dare per primi l’esempio”.