Un cielo “Viola” sopra il lago nel nuovo video di Viola Nocenzi foto

Sette le tracce di un album – Viola Nocenzi – uscito ai primi di gennaio di quest’anno e anticipato a dicembre dal singolo Lettera da Marte, album che unisce originalità e tradizione, sia nella musica sia nei testi. Un progetto che Viola Nocenzi, figlia della musica (e non è un’allegoria),  ha  portato avanti con tenacia e determinazione, una tracklist che incanta nel suo incedere, per la sua capacità espressiva, per quella sintonia che, sin dalle prime note e parole, riesce a stabilire con chi l’ascolta.

viola nocenzi

Con Viola, secondo singolo dell’album, insieme al brano il regalo di un video molto interessante. “Nella mia musica c’è anche un po’ di Como”, aveva detto l’artista nell’intervista che avevamo fatto in occasione dell’uscita del suo primo pezzo. Ed è proprio affidata all’immagine del lago la prima inquadratura del video che però, dopo pochi secondi, dall’esterno porta all’interno, in quell’albergo che, come si vedrà nelle varie sequenze, diventa luogo di sentimenti, speranze e attesa. Viola compare subito, per accoglierci nella lussuosa residenza che non solo ospita le sue emozioni ma invita anche noi a provarle, perché diventino le nostre. Sono i momenti dell’attesa dell’amore al quale, in cambio della nostra dedizione, chiediamo totalità e attenzione, chiediamo di essere protagonisti non solo della mente ma di occhi, cuore e cielo.

Per un bar troppo stretto, per me e per te, davanti ad un caffè, ti aspetterò. Per ascoltare il tuo profumo io ucciderei, per darti un morso su quel bacio io accetterei di chiudere a chiave la mia voce dentro di te, per sussurrarti nell’orecchio, guarda un po’… non vedi che il cielo è Viola?’”.

viola nocenzi

Viola è un altro pezzo del ponte che unisce Viola Nocenzi al suo pubblico grazie ad un legame immediato ma non casuale, perché tutto è ben strutturato e curato nei minimi particolari. Quello che emerge dal suo lavoro, però, non è il desiderio di raggiungere solo la perfezione del quadro d’insieme, ma è l’espressione della cura, dell’attenzione e del rispetto che questa artista dalle grandi capacità canore ha verso il suo pubblico e verso l’arte. Le capacità di una voce che, attraverso un’estensione di quattro ottave, esprime l’autenticità della sua passione per la musica, quella d’autore, realizzata in questo disco con la produzione artistica e gli arrangiamenti dello zio Gianni Nocenzi, la collaborazione con lo Zoo di Berlino e Vittorio Nocenzi, padre di Viola e co-fondatore, insieme al fratello Gianni, del Banco del Mutuo Soccorso.

Un anno fa provavo a casa da sola. Nei miei occhi chiusi c’erano tanti cuori e visi ad ascoltarmi – scrive Viola sui social – ora che è davvero così, in umiltà e riconoscenza, comprendo quello che molti musicisti mi avevano detto. La musica spacca le barriere del corpo e quando la tua musica viene vissuta da altri si diventa tutti uniti come nodi di una rete”.

viola nocenzi

Tornando al secondo singolo Viola e al video che lo accompagna, sono tanti  gli oggetti, le frasi e i rimandi della sua vita personale che l’autrice dissemina nei 4 minuti e 27 girati dal regista Francesco Buccolieri, riferimenti che, promette, saranno svelati da lei stessa poco alla volta.

Quello che possiamo vedere sono la sua passione per il pianoforte insieme all’innata eleganza di Viola, che ben si accorda a quella del luogo dove è stato girato il video, l’Hotel Vista Palazzo del Lago di Como; quella che possiamo ascoltare è una musica di alto livello, con arrangiamenti curati nei minimi particolari. L’artista costruisce, scena dopo scena, un’attesa che acquista corpo e anima, che ha il sapore dell’amore e l’orgoglio di provare questo sentimento senza tuttavia sottomettervisi.

Un’attesa che non ci può non coinvolgere, quella di Viola Nocenzi, in un viaggio che porta attraverso le stanze di un vissuto, un viaggio del quale non conosciamo l’epilogo se non la possibilità di ritrovare, alla fine, sé stessi.

Un cielo Viola d’autunno un po’ retrò, mescolando il caffè, aspetterò, con un bar troppo stretto, per me e per te. Quando finisco il caffè, non me ne andrò”.

Quest’attesa ci piace, è un’attesa piena di dignità e bellezza; che lui arrivi o meno.

Album Viola Nocenzi (etichetta Santeria e distribuzione Audioglobe)

Sabrina Sigon