Cannabis, quali sono i prodotti legali e come acquistarli

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    Da diversi anni, ormai, anche in Italia è stato sdoganata la coltivazione della canapa, inclusa la variante nota in gergo come ‘cannabis’. La normativa, ed in particolare la Legge. n. 242 del 2016, non regolamenta ogni aspetto inerente al consumo ed alla produzione di questa specie vegetale ma consente, in maniera piuttosto vaga, di utilizzarla in diversi modi, incluso quello alimentare. Pur rappresentando un grosso passo avanti rispetto al precedente quadro normativo, la legge sopra citata resta lacunosa. Per questo, chi si approccia al mondo della cannabis legale potrebbe nutrire alcune perplessità circa la legittimità del prodotto che vorrebbe acquistare. In questo articolo, vediamo tutto quanto c’è da sapere in merito a questo particolare settore merceologico.

    La normativa di riferimento

    Come già accennato, il principale dispositivo in materia di cannabis legale in Italia è la Legge 2 dicembre 2016, n. 242 (“Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”). La normativa, in sintesi, stabilisce che è possibile coltivare solo le varietà di canapa incluse nell’elenco delle piante agricole ottenute da semi certificati.

    Dalle varietà di canapa ammesse alla coltivazione è possibile, stando a quanto stabilito l’articolo 2 della legge n. 242/2016, è possibile ottenere:

    • prodotti alimentari e cosmetici, nel rispetto dei settori di reciproca competenza;
    • prodotti semilavorati, come fibre, polveri, cippato, canapulo, olio e carburante;
    • materiale per il sovescio, i lavori di bioingegneria o per opere di bioedilizia;
    • materiale funzionale alla bonifica di siti inquinanti;
    • coltivazioni didattiche, a scopo di ricerca e per il florovivaismo.

    Ai fini della distribuzione e del consumo dei prodotti derivati dalla cannabis, è necessario fare riferimento anche al decreto emanato il 4 dicembre 2019 dal Ministero della Salute, che individua i livelli massimi di THC ammessi negli alimenti derivati dalla cannabis. Il dispositivo stabilisce che la quantità massima consentita è di 2 grammi per kg (0.2%) nei semi, nella farina e negli integratori alimentari mentre negli oli, la concentrazione massima consentita è pari a 5 grammi per kg.

    In aggiunta, va tenuto conto che il Ministero della Salute aveva, già nel 2015, emanato un altro decreto, mediante il quale dichiarava lecita la coltivazione di cannabis finalizzata alla produzione di cannabis per la realizzazione di preparazioni naturali e medicinali. L’importante distinguo fatto dal dispositivo ministeriale è che la cannabis per questi usi è derivata da piante diverse da quelle certificate per altri usi industriali.

    I canali di acquisto

    L’unico modo per acquistare prodotti a base in cannabis in completa sicurezza è quello di utilizzare canali di acquisto specializzati e certificati. È possibile reperire cannabis legale presso i negozi fisici e le farmacie accreditate oppure rivolgersi ad e-commerce di settore, come quello visitabile all’indirizzo https://prodotti-cannabis.it. In fase di acquisto è necessario controllare le specifiche del prodotto, ed in particolar modo la concentrazione di THC all’interno dello stesso, assicurandosi che rispetti i limiti imposti dalla legge.

    I prodotti a base di cannabis

    Dalla cannabis – la cosiddetta ‘canapa indiana’ – è possibile ricavare una vasta gamma di prodotti di ogni genere; le foglie e le infiorescenze, debitamente lavorate, possono essere impiegate a scopo terapeutico contro ansia, stress, insonnia e dolori muscolari. L’olio, invece, trova numerose applicazioni in ambito cosmetico mentre le fibre possono essere lavorate per ottenere tessuti ecosostenibili. I semi, invece, vengono impiegati prevalentemente in agricoltura, per via degli effetti benefici che la canapa sortisce per la riqualificazione dei terreni inquinati; in aggiunta, può essere impiegata nella coltivazione biologica come antiacaro naturale, in luogo dei prodotti di origine chimica. In ambito edilizio, infine, la canapa viene impiegata per ottenere vernici, calce, e bio-mattoni, mentre dal canapulo (il legno di canapa) si ricavano massetti, elementi strutturali e mobili per l’arredo.

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