Le rubriche di CiaoComo - Cookin' Music

COOKIN’ MUSIC #008

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Musica nuova in cucina con i tre chef di COOKIN’ MUSIC: Cristiano Paspo Stella, il cantautore, Massimiliano Pini, il cuoco clandestino e Piergiorgio Ronchi, il beer sommelier, apparecchiano un menù in tre portate partendo da una canzone

#008 Marquee Moon – Television 

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Marquee Moon (1977) ha definito in un solo fulminante disco la parabola del rock chitarristico. Dove lo strumento, in primissimo piano, riporta la centralità del riff all’interno della canzone, scovandone nuove prospettive. Soluzioni semplici assoggettate al totale servizio della forma canzone. Le stesse che intraprendono senza paura i lunghi assoli di Verlaine, spuntando in ogni singolo brano di Marquee Moon. Prendete la title-track. Può un pezzo punk durare più di dieci minuti? In barba alle punk attack songs, Marquee Moon è lo stato dell’arte che s’inchina alla risolutezza del punk. Con quel riff portante che gira all’infinito, anche quando la corsa sotto “il tendone della luna” sembra essere terminata. Rientra progressivamente la sezione ritmica e poi il fraseggio in botta e risposta. Di nuovo. Con la stessa naturalezza del ciclo vitale che non si arresta. La lezione perfetta che i Television non replicheranno mai più.

Piatto: FOOD REVOLUTION (azz…) ma proprio un pezzo punk rock, che poi non è vero – Marquee Moon (lunghissimo) diventa quasi anti-punk, pezzo ponte tra almeno tre generi chitarristici, un passato di una rarefatta ballad, un presente istantaneo e un futuro da cross-over. Da qui ci viene il piatto: la cucina fusion è connubio tra tecnica occidentale e creatività asiatica. In continua evoluzione prende spunto da sapori e dettagli di gusto intorno ai quali si creano menù contaminati dalle diverse culture gastronomiche, come le impostazioni cross over che caratterizzano un menù nel quale dove possono convivere piatti cinesi tradizionali quali l’anatra alla Pechinese o un’ottima varietà di Dim Sum, ravioli al vapore di varia foggia e sapore, con sapori, colori e profumi decisamente più occidentali.

 

Ingredienti

 

Per la pasta

200 g farina

100 g acqua

 

Per il ripieno

 

300 g macinato di vitello

40 g lardo

1 carota

1 costa sedano

1 cipollotto

zenzero

1 cucchiaio vino bianco

 

foglie verza per la cottura

aceto balsamico

 

Preparazione

 

Fate la tradizionale “fontana”, acqua tiepida, un pizzico di sale e lavorate l’impasto fino a che non risulti più appiccicoso, ma liscio ed omogeneo. Coprite e lasciate riposare per 30 minuti

 

Tritare zenzero, cipollotto, sedano e carota, fatene un battuto con il lardo. Unitelo alla carne, salate, pepate e aggiungete vino bianco e poco aceto balsamico.

 

Riprendete la pasta, fatene una sfoglia di 2-3 mm di spessore e con un bicchiere o un coppapasta ottenete dei dischi di 8 cm. Mettete un cucchiaio di impasto e richiudete (benissimo). Disponete i ravioli sopra la verza facendo attenzione a non farli toccare tra loro e quindi cuocete al vapore per 15 minuti.

 

Servite caldo accompagnati da aceto balsamico.

 

La birra acconcia: se vogliamo possiamo andare sulla Tsing Tao una birra lager il cui nome deriva dalla romanizzazione della città di Qīngdǎo píjiǔ in pinyin, dove viene prodotta, ma se vogliamo una alternativa “nostrana” la 3+2 via dei birrai una birra leggera, speziata e con molto luppolo di alta fermentazione e rifermentata in bottiglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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