Realtà e utopia per Filosofarti, il festival delle arti e della Filosofia foto

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    Il mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo ha subito quest’anno un duro colpo, ma allo stesso tempo è emersa con forza l’identità e il potenziale che questo universo ha da offrire: ha infatti preso forma la consapevolezza del ruolo che l’arte e la cultura rivestono nella collettività. In questo scenario Filosofarti, pure fra mille difficoltà,  sente il dovere di riproporsi, come ogni anno, alla luce della vocazione che guida un volontariato culturale. Tracciare nel presente i percorsi che porteranno all’utopia, alla progettazione del futuro: il programma della diciassettesima edizione di Filosofarti, presentato martedì 2 febbraio, verte proprio sul binomio realtà e utopia.

    Il festival inizierà sabato 20 febbraio e proseguirà fino a sabato 6 marzo. Ovviamente gli eventi verranno avranno una fruizione online, sul canale YouTube del Festival oppure tramite delle videoconferenze in diretta su Zoom con ospiti come Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Carlo Sini, Piergiorgio Odifreddi  e molti altri testimoni della cultura e della contemporaneità.

    Il tema dell’edizione è il rapporto realtà-utopia: «L’utopia è partire dal concreto e realizzare ciò che è ora inattuale, ma non impossibile», ha spiegato Cristina Boracchi, anima del festival e dirigente scolastico, «vogliamo costruire le visioni del possibile. Vogliamo contrapporci alla logica della retrotopia, uno sguardo al passato come qualcosa di ineguagliabile, ma anche all’assenza di utopie. Vogliamo provare a disegnare il futuro con testimoni importanti della contemporaneità».

    Il nucleo organizzativo di Filosofarti è a Gallarate dove c’è l’Associazione Culturale del Teatro delle Arti, ma tutto il territorio ha raccolto la sfida. Illustri i patrocini, oltre ai Comuni aderenti, la Provincia di Varese, la Fondazione Comunitaria del Varesotto, La Fondazione Minoprio,  il Centro di Promozione della Legalità della provincia di Varese e quindi anche  Regione Lombardia e il Miur Ufficio regionale Lombardia e Varese, inoltre gli enti locali e universitari coinvolti e la Società Filosofica Italiana sezione Varesina.

    E’ bello vedere che molte manifestazioni hanno un principio importante: la gratuità“, ha dichiarato Carlo Massironi  di Fondazione Minoprio. “Si toglie a tutti l’alibi di non aver potuto usufruire di certe ricchezze culturali perché non c’erano i mezzi. In questo modo tutti sono messi in condizione di beneficiare di queste bellezze“. Infatti, Filosofarti è gratuito ma ha comunque dei costi che gli organizzatori – tutti volontari – devono sostenere.

    A tal proposito, è sempre stato importante il lavoro di crowdfunding. Un’operazione che rende sempre più “propria” la cultura. Una cultura che parte da ed è per il cittadino. Quest’anno il crowdfunding è ancora più importante a causa del Covid-19. “Speriamo di prendere insieme per mano il presente per accompagnarlo verso il futuro“, conclude Boracchi.

    L’iniziativa, che da sempre sposa la logica della rete culturale, offre esperienze di carattere filosofico, artistico – musicale, teatrale, visivo e fotografico:  grazie alla varietà e alla molteplicità dell’offerta il festival è fruibile da tutti, dal bambino all’adulto, dall’esperto al  semplice curioso.

    Il programma è ricco e articolato; il festival quest’anno si può definire pienamente diffuso, non solo nello spazio ma anche nel tempo. Infatti, è già partito a ottobre con un evento internazionale del Ted Circle al Maga e un incontro con Carlo Cottarelli il 16 dicembre. Il festival continuerà anche a giugno e luglio, dove sono concentrati momenti musicali sperando possano essere svolti in presenza. È un festival in fieri. Diffuso nel tempo e diffuso per i target di riferimento (scuole, età, settori) e in luoghi, per lo più virtuali.

    Tanti i nomi e gli eventi (qui il link per il programma completo): Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Carlo Sini, Piergiorgio Odifreddi, Umberto Curi, Roberta De Monticelli, Maura Gancitano, Matteo Saudino, Pier Aldo Rovatti, Alberto Pellai, Max de Aloe, Cosima Buccoliero, oltre a Gabriele Vacis, Matteo Inzaghi, Bruno Morchio, Sara Magnoli e molti altri. Il Maga, annuncia Emma Zanella, si impegna nel ricordo di Marcello Schiavo, scomparso lo scorso anno, che al museo e al mondo dell’arte ha dato moltissimo.

     

     

     

     

     

     

     

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