Il ritorno sulle piste forse da metà febbraio: queste le linee guida per tornare a sciare foto

Cosa è previsto per la ripartenza delle strutture anche in Lombardia. Migliaia di appassionati in attesa.

Conto alla rovesacia per gli appassionati di sci comaschi: lunedì 15 febbraio è prevista – almeno in linea teorica – la riapertura degli impianti sciistici. A prevedere la riapertura è l’ultimo decreto anti Covid che fra due settimane dovrebbe dare il via libera agli spostamenti tra regioni e, parallelamente, l’ok per lo sci amatoriale. La decisione definitiva verrà presa soltanto a ridosso della scadenza, con i dati dell’ultimo monitoraggio di venerdì 12 febbraio alla mano.

 

Queste sono tutte le linee guida indicate dai Governatori

Al momento, attenendosi alle Faq del Governo, c’è già il via libera alle attività sportiva sulla neve, come sci di fondo, scialpinismo e ciaspolate, con l’accortezza di mantenere i due metri di distanza e la possibilità di uscire dal Comune anche in zona arancione (su quella rossa resta il veto). La proposta delle Regioni è quella di tenere le piste da sci aperte anche in zona arancione, ma con una capienza dimezzata (al 50%) per tutti gli impianti, comprese le seggiovie e l’obbligo di mascherina FFP2.

Sarà quindi fondamentale contingentare le presenze mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, che tenga conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali. In tutte le realtà in cui il controllo degli skipass o delle altre tipologie di titoli di accesso, non possa essere svolta con modalità contact-less, dovranno essere adottate misure idonee ad evitare assembramenti e ridurre le occasioni di contatto, soprattutto nei prevedibili momenti di maggiore afflusso e comunque nel corso dell’intera giornata.

 

La portata massima al 100% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità. La portata è ridotta al 50% se le seggiovie vengono utilizzate con la chiusura delle cupole paravento”.

Per le cabinovie “riduzione al 50% della capienza massima del veicolo ed uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità”.

Per le funivie “riduzione al 50% della capienza massima del veicolo, sia nella fase di salita che di discesa, con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità”.

“Deve essere sempre assicurato il distanziamento interpersonale di 1 metro in tutte le fasi precedenti il trasporto. Il distanziamento si applica anche a nuclei familiari, conviventi e congiunti, ad eccezione dei soggetti che necessitano di accompagnamento (es. bambini al di sotto di 1,25 m di altezza, nel caso delle seggiovie) o di assistenza (es. utenti non vedenti)”.

Toccherà ai gestori degli impianti di risalita garantire l’organizzazione e la gestione dei flussi e delle code, l’applicazione di misure (anche visive) per il mantenimento del distanziamento interpersonale e l’introduzione, nei punti strategici (parcheggi, casse, tornelli, aree di servizio, stazioni di partenza, intermedie e di arrivo) di strumenti di comunicazione idonei ad informare tutti gli utenti in merito alle regole ed ai protocolli vigenti per la limitazione del rischio di contagio.

 

Il numero massimo di persone che possono essere presenti contemporaneamente all’interno dei locali è definito dalla singola struttura sulla base delle regole sul distanziamento definite nel protocollo ristorazione. Raggiunto il numero massimo predefinito di clienti nel locale, dovrà essere interdetto l’accesso ad altre persone. Si suggerisce di prevedere sistemi di prenotazione volti ad evitare che ci siano assembramenti in orari di massimo afflusso. E’ opportuno prediligere la consumazione di alimenti e bevande all’aperto, inclusa l’ordinazione e la consegna del cibo da asporto, anche adottando strutture provvisorie. L’après ski è consentito solo con posti a sedere nel rispetto delle regole già definite nei protocolli sulla ristorazione e pubblici esercizi.

 

Insomma, regole e indicazioni feree. Basterà per poter tornare in pista ? Gli appassionati ci sperano, il via libera atteso tra qualche giorno.