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La sfiducia a Fontana ed alla sua giunta: respinta dopo una accesa discussione in aula foto

Le critiche di chi l'ha presentata, le parole del Governatore. A coordinare i lavori il presidente Fermi.

E’ stato il presidente del consiglio regonale, Alessandro Fermi, a coordinare i lavori in aula oggi a Milano nella discussione sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione al presidente Fontana ed alla sua giunta. Alla fine la votazione ha dato questo esito: 47 voti contrari e 30 a favore (non hanno votato Patrizia Baffi, consigliera del Gruppo Misto-Italia Viva, la Consigliera leghista Selene Pravettoni in congedo per motivi di salute e il Governatore Fontana). La mozione avrebbe dovuto raccogliere la maggioranza assoluta (41 voti).

 

In apertura dei lavori il documento è stato illustrato dal consigliere M5S Ferdinando Alberti. Nel testo si parlava di “Sottovalutazioni del rischio” e “incapacità amministrativa con la quale è stata gestita l’emergenza” legata all’epidemia da Covid-19. Ma anche, atti e provvedimenti amministrativi, “che si sono rivelati del tutto inefficaci a fronteggiare la grave emergenza in atto”. Situazioni che, si leggeva nel documento, “hanno portato a una mancanza di credibilità in capo al Governatore” e “irreparabilmente compromesso la credibilità dell’istituzione regionale”. Veniva dato particolare rilievo, inoltre, ai presunti errori “nella comunicazione dei dati effettivi dei contagi”, che avrebbe comportato “pesanti contraccolpi economici dall’inserimento di Regione Lombardia nella cosiddetta zona rossa”.

Nel corso della discussione, i consiglieri dei partiti di maggioranza hanno rimarcato le mancanze del governo nella gestione della pandemia e “le troppe falsità diffuse in ordine al lavoro di Regione Lombardia”. Dai banchi dell’opposizione, invece, sono state ribadite le critiche circa le decisioni assunte da Palazzo Lombardia in merito all’emergenza sanitaria in corso.

“E’ davvero curioso – ha sottolineato il capogruppo azzurro Gianluca Comazzi in sede di dichiarazioni di voto – che ad ogni elezione, quando il centrodestra vince, ci sia qualcuno che cerca di ribaltare l’esito del voto popolare. Con l’atto di oggi – ha detto rivolgendosi ai banchi di PD e Cinque Stelle – abbiamo capito che non vi interessa far emergere contenuti e proposte, ma prendervi poltrone che non vi spettano”. Nel voto su questa mozione di sfiducia, ha invece sostenuto il Consigliere leghista Andrea Monti“non ci dividiamo tanto fra maggioranza e minoranza, ma fra lombardi che si sono impegnati anche oltre le competenze che ci dà la Costituzione per salvare le vite dei cittadini e, dall’altra, chi si è messo al servizio di un governo nazionale che per ragioni politiche non ha fatto altro che mettersi contro la Lombardia”.  Sulla stessa linea il Presidente del Gruppo Fratelli d’Italia Franco Lucente“Documenti come questo – ha dichiarato – non fanno altro che bloccare i lavori di un’Aula che invece deve occuparsi degli interessi dei lombardi”. Pollice verso anche dal consigliere Manfredi Palmeri (Polo di Lombardia): “Questa mozione va respinta, perché non è fondata, adeguata e motivata”.

Di tutt’altro avviso il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza Dario Violi (M5S): “Da lombardi siamo sempre stati abituati a vederci riconosciuta laboriosità e capacità di risolvere i problemi. Da un po’ di anni a questa parte, e soprattutto negli ultimi 12 mesi, i lombardi sono diventati lo zimbello del Paese. Siamo la Regione che ha comprato 150mila dosi di vaccino, pagandole sei volte tanto, da un piccolo dentista di Bolzano che le aveva importate dall’India. Abbiamo cambiato il Direttore generale del Welfare, poi abbiamo cambiato l’assessore alla Sanità e infine anche il DG della più grande centrale acquisti del Paese dopo Consip. Avete cercato – ha detto rivolgendosi al centrodestra – di aizzare i commercianti lombardi contro il Governo perché erano chiusi in Zona Rossa nel momento dei saldi, salvo poi scoprire che la vostra incapacità nel mandare i dati a Roma ci aveva condannati a un’ingiusta restrizione che ha causato perdite per centinaia di milioni. Questa Giunta – ha attaccato l’esponente pentastellato – non ha più credibilità e visione, non guarda al futuro, alle sue imprese, al lavoro”.

Dura presa di posizione da parte del Partito Democratico. “La vicenda della Zona Rossa ‘farlocca’ è paradigmatica”, ha messo in evidenza il capogruppo Fabio Pizzul. I colleghi della maggioranza, ha osservato, “aggrediscono per nascondere le loro inefficienze. La trasparenza e la correttezza istituzionale sarebbe il miglior modo per replicare alle nostre critiche. Peccato non siano nella condizione di poterlo fare. State mettendo la polvere sotto al tappeto, cambiando persone e facendo solo marketing politico”, ha detto rivolgendosi ai colleghi del centrodestra e sostenendo che in questa strategia ci sia anche l’annuncio dell’arrivo di Guido Bertolaso a sostegno della campagna vaccinale della Lombardia. “Oggi – ha concluso – non possiamo non sostenere questa mozione di sfiducia, perché la modalità con cui state gestendo questa Regione, non è compatibile con la fiducia dei nostri cittadini e con il prestigio e la storia della Lombardia”. In chiusura al dibattito, è intervenuto anche il Presidente Fontana, che ha rivendicato la bontà dell’operato della Giunta “sempre protesa a perseguire il bene dei cittadini” e ha ribadito la correttezza dell’iniziativa tramite la quale è stata chiesta una revisione del modello di calcolo dell’indice Rt. “Un’azione doverosa -ha detto- che proseguiremo se necessario fino alle sedi giudiziarie per difendere gli interessi dei nostri lavoratori”.