Teatro e Memoria: “La farfalla sucullo” online con Pino Adduci e Sulutumana foto

Anche in tempi di grande apprensione come i nostri funestati dall’epidemia, la Giornata Internazionale della Memoria  verrà commemorata per far si che l’orrore del secolo scorso non ritorni. Il 27 gennaio si ricordano le vittime dell’Olocausto e, quando pensiamo a donne, uomini e bambini sterminati dai nazisti, immediatamente pensiamo agli Ebrai. Non tutti sanno che oltre ai sei milioni di ebrei nei campi di concentramento finirono migliaia di dissidenti politici, di minorati psichici e fisici, di omosessuali e di zingari.

E’ stato calcolato che tra il 1939 ce il 1945 il 25% della popolazione ROM Europea è stata spazzata via dalle pulizie etniche tedesche, circa 1 milione di zingari morirono nei campi o giustiziati sommariamente. La storia ufficiale si è occupata poco delle sofferenze di questi ultimi, probabilmente perché non ha trovato tra di loro chi avesse sufficiente voce e volontà di grido. Il teatro, come a volte succede, corre in soccorso dei meno potenti, ed è questo il motivo de     “La farfala sucullo“, spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Giuseppe Adduci del TeatroGruppo Popolare con le musiche e il supporto scenico dei Sulutumana che, venerdì 22 gennaio, sarà riproposto online sul canale YouTube di TeatroGruppo Popolare. 

la farfalla sucullo

“La farfalla sucullo” è stata insignita di numerosi premi e mette in scena la storia di un ragazzo zingaro salvato dalla madre durante un rastrellamento in un campo di nomadi.  Per salvare la vita del figlio la madre lo  affida a un medico nazista, mettendolo al suo servizio e prospettando al medico la possibilità di fare su di lui – zoppo – esperimenti che gli consentano la notorietà. Il medico lo porta con sé, di là della rete di un lager in cui sono racchiusi migliaia di ebrei.
Il ragazzo ha la capacità di fare racconti in grado di affascinare chiunque. Perseguitati e aguzzini vengono richiamati intorno alle sue narrazioni con la stessa intensità, in una sorta di sospensione del tempo. Tra gli ebrei c’è un bambino che fungerà da tramite tra lo zingaro e Miriam, anch’essa internata, di cui lo zingaro si innamorerà e di cui cercherà la salvezza con ostinazione e pervicacia. Il ragazzo si divincolerà dal sentimento di gratitudine verso il medico, che lo ha risparmiato dalla morte ma la diffonde a piene mani intorno a sé, e alla fine…

In scena un narratore con il contributo di canzoni originali dei musicisti sul palco alterneranno parola e musica.
Testo e regia di Giuseppe Adduci.
Con Giuseppe Adduci e trio Sulutumana.
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🗓 venerdì 22 gennaio, ore 15.00 in scuro (solo audio), ore 21.00 in chiaro
martedì 26 gennaio replica, ore 15
📍canale YouTube TeatroGruppo Popolare – sito www.teatrogruppopopolare.it
💻 accesso gratuito – chi vuole può fare una donazione libera, un’offerta per un biglietto solidale, mediante bonifico bancario o carta di credito, scrivendo a info@teatrogruppopopolare.it per i dettagli
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Il virus non può monopolizzare la nostra vita, è per questo che la battaglia della cultura va nella direzione di elevare il benessere di tutti diffondendolo ai più, anche e soprattutto in condizioni di disagio, e insieme costruire un presente possibile che informi di sé il futuro.
Lo scopo della stagione online non è evidentemente quello di sostituire la presenza fisica dello spettatore – insostituibile nel triangolo costitutivo del teatro: spettatore/spazio/attore -, quanto quella di sfruttare i mezzi consentitici dal progresso tecnologico per aprire parentesi utili alla compartecipazione e alla condivisione delle emozioni comuni. In attesa che il teatro nella sua forma più alta torni a manifestare la sua essenza compiuta.
Chiaro-scuro? Esatto! Un percorso artistico-culturale esperienziale in cui gli spettacoli proposti saranno dapprima fruibili in scuro (solo audio) e successivamente in chiaro nella consueta modalità. La prima fase in scuro ha l’intenzione di spingere lo spettatore a immaginare la scena, e quindi a essere “complice” della regia, e successivamente verificarne l’eventuale aderenza a ciò che vedrà nella seconda fase in chiaro. In questo modo lo spettatore diventa spett/attore, modifica e interagisce con quanto avviene facendo della propria immaginazione una fonte di creativa.

La rassegna è parte del progetto “La lingua svelata del presente” grazie anche al sostegno di Fondazione Cariplo. #conFondazioneCariplo