Vaccino anti-covid, l’approfondimento del dottor Claudio Sorino segui la diretta

Claudio Sorino, dirigente medico del reparto di pneumologia dell'Ospedale Sant'Anna di Como, ha fatto il punto della situazione sui vaccini

L’appuntamento con l’approfondimento di CiaoComo ha visto questa sera la presenza del dottor Claudio Sorino, dirigente medico del reparto di pneumologia dell’Ospedale Sant’Anna di Como, che ha voluto fare il punto della situazione sul vaccino anti-covid nella prima giornata di somministrazione della seconda dose per il personale sanitario. «In questa puntura così piccola sta racchiuso il sogno e la possibilità concreta di dire basta a tutto quello che abbiamo visto e vissuto fino ad ora» ha dichiarato il dottor Sorino che, prima di addentrarsi nel tema e rispondere alle domande degli ascoltatori, ha voluto chiarire cos’è un vaccino e a cosa serve.

Claudio Sorino vaccino anti-covid

«Il vaccino é, innanzitutto, un farmaco preventivo che ha lo scopo di indurre il nostro corpo a sviluppare un’immunità acquisita – ha commentato il dottor Claudio Sorino – ovvero un sistema di difesa contro un determinato microrganismo, come un virus o un batterio. In altri termini, ha il compito di far conoscere un nemico prima che questo arrivi. Quindi, un individuo che abbia una risposta immunitaria indotta dal vaccino, qualora incontri quello specifico microrganismo sarà in grado di contrastarlo immediatamente e di prevenire la malattia. Al contrario, una persona senza una precedente risposta immunitaria, avrà bisogno di alcuni giorni (nel caso del coronavirus un paio di settimane) prima di produrre gli anticorpi necessari e, nel frattempo, l’agente infettante provocherà la malattia».

«Con il vaccino possiamo prevenire l’infezione e bloccare la circolazione del virus, proteggendo noi stessi e i nostri cari. Abbiamo toccato tutti con mano gli effetti del covid e adesso, dopo aver sperato tanto, abbiamo a disposizione un vaccino che sappiamo essere altamente efficace e sicuro, che dà una risposta anticorpale soddisfacente nel 95% dei casi, una percentuale altissima se si pensa che nessun farmaco è efficace al 100%. L’unica cosa che ci auguriamo è che tutti possano riceverlo e nel più breve tempo possibile. È però impensabile aspettarsi una risposta immunitaria prima di 12/14 giorni dalla somministrazione, per questo motivo la valutazione dell’efficacia viene effettuata una settimana dopo la seconda dose».