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Vaccino anti-Covid, dubbi e tante paure: le spiegazioni dell’infettivologo dell’Insubria fotogallery segui la diretta

Paolo Grossi rispon de a 12 domande che in questi giorni circolano anche in rete. Precisazioni importanti anche per chi è scettico.

Dubbi e paure sul vaccino contro il Covid-19 in dodici domande: risponde Paolo Grossi, professore di Infettivologia all’Università dell’Insubria (foto sotto) e direttore delle Malattie infettive e tropicali dell’Asst Sette Laghi di Varese, membro del Comitato tecnico-scientifico di Regione Lombardia e del Gruppo di lavoro permanente sul Coronavirus del Consiglio superiore di sanità. Grossi è stato il primo a sottoporsi al vaccino il 27 dicembre all’Ospedale di Circolo di Varese.

 

paolo grossi docente infettivologia Università Insubria

 

Il vaccino è efficace al 95%: in quali casi non lo è?

Come tutti i vaccini non esiste un’efficacia del 100 per cento. Non ci sono elementi che predicano la non risposta.

 

Come possiamo essere certi che il vaccino sia efficace anche per la variante inglese?

Sono in corso studi ma la mutazione è puntiforme mentre il vaccino indice una risposta anticorpale diretta nei confronti dell’intera proteina spike e si ritiene pertanto che la mutazione non modifichi l’efficacia del vaccino.

 

E nel caso di nuove mutazioni del virus si dovrà ripartire da zero con il vaccino?

Dipenderà da quali mutazioni. I coronavirus sono soggetti a mutazioni ma se queste saranno dell’entità della variante inglese non dovrebbe comportare alcun problema. Teniamo anche conto che ci sono altri vaccini che saranno presto disponibili, sviluppati con piattaforme diverse e quindi non vedo problemi.

 

Il vaccino è davvero sicuro al 100 per cento?

In medicina non esiste il 100% in ogni caso la sicurezza è molto elevata e solo i pazienti poliallergici possono avere reazioni, come per qualunque altro vaccino o sostanza. La mia esperienza personale è stata priva di qualunque effetto indesiderato a parte un minimo dolore in sede di inoculo.

 

Chi ha patologie gravi, tumori o cardiopatie, o ha subito un trapianto d’organo o di cellule staminali, può sottoporsi al vaccino?

Sì con il vaccino Pfizer o Moderna, anche se non ci sono dati sull’efficacia essendo stati esclusi gli immunodepressi dagli studi registrativi. Il Centro nazionale trapianti ha chiesto priorità per i pazienti trapiantati e per i candidati al trapianto.

 

Se io faccio il vaccino ma la mia famiglia non lo fa, sono tutelato?

In teoria sì ma se il soggetto è immunocompromesso sarebbe bene che si vaccinassero tutti i familiari conviventi proprio in virtù dell’assenza di dati circa l’efficacia in questi soggetti.

 

Chi è stato già positivo al Covid può comunque essere portatore di contagio e deve fare il vaccino?

Chi è guarito non è portatore di nulla e non può quindi trasmettere nulla a nessuno. Circa l’opportunità di sottoporsi a vaccinazione non vedo controindicazioni ma non è chiaro se sia realmente necessario.

 

Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?

Non è noto quanto sia la durata del vaccino perché non c’è ancora un follow up.

 

Come posso sapere se rispondo al vaccino?

A una settimana dalla seconda dose di vaccino sarebbe opportuno sottoporsi al test sierologico per verificare se sono stati sviluppati gli anticorpi specifici.

 

Nel caso il vaccino non fosse stato efficace posso sottopormi a un altro vaccino?

Sì, posso fare un altro vaccino che abbia caratteristiche diverse.

 

I bambini possono sottoporsi al vaccino?

Al momento il vaccino è riservato a soggetti dai 16 anni di età.

 

Quanti italiani devono fare il vaccino per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge e quanto tempo di vorrà per vaccinare tutti e tornare alla vita normale?

Dal 70 all’80 per cento della popolazione. Non credo che ci vorrà meno di un anno.