Le rubriche di CiaoComo - Le api dell'invisibile

L’aiuto a non morire: sogni e profumi di realtà nella poesia di Arianna Vartolo

Martina Toppi conduce per il terzo anno la rubrica di creatività giovanile "Le api dell'invisibile"

Ultima puntata del 2020 per le nostre Api dell’Invisibile e noi chiudiamo in bellezza, ovvero in poesia, con i versi di Arianna Vartolo. Classe 1998, romana di nascita, attualmente studentessa di Lettere Moderne presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Arianna Vartolo esordisce in ambito poetico con L’aiuto a non morire, raccolta edita da Cultura e dintorni Editore nel 2019.

Sogno, Silenzio e Sacro, le tre S della poetica di Arianna, si intrecciano in una serie di componimenti capaci di trasportarci in un viaggio onirico nell’inconscio umano. È stato liberante per me leggere questi versi in questo tempo di isolamento e solitudine, perché non solo essi richiedono un tempo dilatato per essere pienamente apprezzati, ma anzi donano un’ulteriore sospensione del tempo.

Balsamiche, le parole di Arianna, parlano agli strati più profondi dell’io. E di cosa parlano? Di incontri, dialoghi e monologhi, al margine della realtà, conversazioni spesso giocate, come dice la poetessa stessa, all’ “oriente del / Silenzio”. Lo spazio indagato dalla poesia di Arianna è al contempo lontano e vicino: un oriente i cui profumi agrodolci il vento, protagonista di questi versi, porta verso di noi. Ma è un oriente che sta oltre, al di là dei “fini veli” della realtà. Leggendo, a me è sembrato spesso l’Oriente delle Mille e una notte, un luogo di magia e sogno. D’altra parte, la poesia di Arianna scava voragini, si infiltra come le radici a fondo nel tessuto denso della realtà, in cerca di una verità nuda, un mistero muto, che prende voce e senso non tanto nelle parole, quanto piuttosto negli spazi bianchi che le parole di Arianna creano tra l’una e l’altra. Il senso del mistero indagato dai suoi versi si incunea tra gli enjambement sapientemente usati, si costruisce nel fiato sospeso della voce che legge questi versi che a loro volta leggono le storie incastrate tra le trame della vita. Come una lama di luce – vi sfido a contare i riferimenti alla luce, in tutte le sue forme e consistenze, così com’è presente in queste poesie – la poesia taglia la carne viva della vita.

Non è un poetare astratto, metafisico, quello di Arianna, anzi, ha a che fare con una realtà liquida, che ci scorre incessante tra le dita, ma che pure ha una sua corporeità e un suo peso sulla nostra carne. E proprio perché la realtà è liquida, Arianna coi suoi versi non si propone di intrappolarla, anzi ne segue il corso: le parole scivolano in parole, i versi in versi, le poesie stesse, prive di titolo, scivolano l’una nell’altra in una grande costruzione che le abbraccia tutte. Molte cose sono liquide nei versi di Arianna Vartolo, quasi come se la parola non riuscisse a cristallizzare la corrente del tempo inquieto e misterioso. Il tentativo è semmai quello di scorrere con lui, immergersi nella vita per vedere cosa stia sotto le apparenze della realtà. Scavare a fondo in cerca del sogno, governarlo con i redini formali del verso, incanalarlo nello spazio bianco della pagina. Una poesia inquieta, vibrante di luce, densa di musica, come ci racconta Arianna nel podcast, perché nasce proprio nella pausa tra suono e silenzio, dalla penna di una poetessa che è anche musicista. Ma anche una poesia essenziale, finemente ricercata, che non abbisogna di troppe parole, accontentandosi, anzi, aggrappandosi al silenzio, senza il quale la poesia come la musica non potrebbero esistere. Se anche voi vi sentite “quasi arrivati”, se in questo tempo di lunghi silenzi e grandi solitudini volete provare a “sfiorare l’impossibile”, lasciatevi guidare dalla voce di Arianna lungo le “strade ampie” della sua poesia e non perdetevi il nostro podcast per scoprire tutte le chiavi di lettura, gli enigmi, le canzoni e i percorsi nascosti nell’opera di un’autrice giovanissima, ma decisamente ispirata.

Per ascoltare la nostra chiacchierata tra musica e poesia vi basta cliccare qui sotto e se, come me, siete rimasti affascinati dalle poesie di Arianna, potete acquistare la sua raccolta cliccando qui. L’ultima ape dell’invisibile è passata dalla radio di Ciao Como, ma non temete: ci sentiamo nel 2021 per un inverno pieno zeppo di giovani creativi diretti al nostro alveare!

 

Scegliere con

cura il Silenzio

cui donarsi; sfiorare

lo spazio d’esistenza, e

i tuoi capelli

alle prime

luci del vento.

 

“Colpa dei Radiohead”, pensasti quando

i tuoi occhi – intrisi

di ricordi e di

ubriachezza – trovarono

culla in quei sensi

sanguigni; nella carne

di dolore dormiente.

 

A cura di Martina Toppi

podcast api dell'invisibile

Questa è una rubrica dedicata a tutti coloro che scrivono, in particolare poesie. Se  volete venire a raccontarmi il vostro progetto, la vostra scrittura e le vostre parole, scrivete a martinatoppi43@gmail.com: “Le api dell’invisibile” vi aspettano!

«…il nostro compito è quello di compenetrarci così profondamente, così dolorosamente e appassionatamente con questa terra provvisoria e precaria, che la sua essenza rinasca invisibilmente in noi. Noi siamo le api dell’invisibile. Noi raccogliamo incessantemente il miele del visibile per accumularlo nel grande alveare d’oro dell’Invisibile.»  R. M. Rilke