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Natale, l’infermiera anti-covid nel presepe 2020

Confartigianato e Coldiretti hanno consegnato al vescovo Cantoni una statuina realizzata dai maestri artigiani del presepe

Il nuovo personaggio del presepe 2020 è l’infermiera impegnata a salvare la vita delle persone colpite dal Covid-19 ed è raffigurata in una statuina realizzata da un laboratorio di arte presepiale di Napoli associato a Confartigianato. Il simbolo dell’impegno e del sacrificio di tutto il mondo della sanità per la cura delle persone colpite dalla pandemia, è stata consegnata oggi dal Presidente di Confartigianato Imprese Como Roberto Galli e dal Vice-Presidente di Coldiretti Como Guido Ratti al Vescovo di Como S.E. Mons. Oscar Cantoni, per integrare il Presepe diocesano con questa statuina che mette in evidenza i mestieri che aggiornano e attualizzano i personaggi del Presepe.

«Quest’anno – ha sottolineato Roberto Galli Presidente di Confartigianatosi è deciso di rendere omaggio agli operatori sanitari con la raffigurazione di un’infermiera e con questo gesto, Confartigianato ha voluto onorare tutti gli “eroi” della quotidianità che si sono impegnati e si stanno impegnando per gli altri in questi mesi così difficili, in sintonia con il messaggio di Papa Francesco che nei giorni scorsi ha ringraziato chi si adopera per gli altri nella pandemia, paragonandoli a San Giuseppe: l’uomo che passa inosservato».

«È un Natale di riflessione e preghiera – ha sottolineato il Vice Presidente di Coldiretti Como Guido Rattidove la gente riscopre la vera cultura del dono, che è gratitudine e solidarietà. Una voglia di rinascita che si concretizza anche nel “ruolo sociale e responsabile” delle imprese che, in questi mesi, hanno continuato a lavorare per assicurare vita e cibo ai cittadini».

Presepe con statuina infermiera - Cantoni

«Il Presepe – spiegano Confartigianato e Coldirettiè una tradizione molto italiana, la cui origine viene fatta risalire a quello realizzato da San Francesco nel Natale del 1223 a Greccio e che da allora si è sviluppato in tutte le aree del Paese per raccontare la devozione, ma anche la sofferenza, la gioia e l’impegno nel lavoro e in famiglia attraverso personaggi figli dell’ispirazione religiosa ma anche della modernità. Una tradizione favorita quest’anno dal maggior tempo trascorso a casa a causa delle limitazioni rese necessarie per combattere la pandemia che in molte famiglie ha riunito genitori e figli proprio nell’allestimento di presepi ed alberi di Natale. Un’esperienza sostenuta dal Santo Padre, che in Piazza San Pietro ha ricordato che proprio “in questi giorni anche in tante case vengono preparati questi due segni natalizi per la gioia dei bambini e anche dei grandi. Sono segni di speranza specialmente in questo tempo difficile».

Sua Eccellenza Monsignor Oscar Cantoni, nel ringraziare per il gradito omaggio, ha evidenziato la necessità di ritrovare proprio nei simboli del Presepe i valori della solidarietà e del mettersi al servizio degli altri, come hanno fatto appunto tutti i sanitari: medici, infermieri e tutti coloro che stanno lavorando nel sistema sanitario, che vengono rappresentati da questa statuina che verrà collocata nel presepio.