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San Bernardo, ritorno in campo amaro: a testa alta a Brindisi, ma poi si deve arrendere - CiaoComo
Basket a1

San Bernardo, ritorno in campo amaro: a testa alta a Brindisi, ma poi si deve arrendere

Senza Smith e Kennedy, pedine importanti, Cantù regge bene pòer quasi 30 minuti. In doppia cifra in quattro. Non basta

Il decimo turno della Serie A di basket maschile – alla ripresa dopo la sosta della nazionale – sorride alla Happy Casa Brindisi, vittoriosa tra le mura amiche contro una San Bernardo Cantù in partita per almeno 30’ di gioco, pur priva nel corso della serata di due pedine imprescindibili come Smith e Kennedy. Al rientro dalla pausa per le Nazionali, l’Acqua S.Bernardo non si fa trovare impreparata e, al cospetto della seconda forza del campionato, non sfigura, salvo poi, come detto, dover fare i conti con degli intoppi di natura fisica. A esultare al “PalaPentassuglia” è quindi Brindisi, compagine in grande forma, alle spalle in classifica della sola Olimpia Milano. Finisce 85-71 per i padroni di casa

 

LA CRONACA

A -1 dal traguardo delle 1000 panchine in carriera tra Serie A e A2, coach Pancotto sceglie di schierare per la prima volta in campionato contemporaneamente il duo Smith-Johnson, supportato da Pecchia nello spot di ala piccola; Thomas e Kennedy, invece, confermatissimi sotto canestro. I padroni di casa rispondono con Thompson in regia, Harrison e Bell sugli esterni, e la coppia Willis-Perkins sotto i tabelloni.

 

Avvio equilibrato con le due squadre in parità dopo due minuti e mezzo di gioco, sugli scudi Kennedy e Johnson: il primo consistente nel pitturato, il secondo subito concreto da oltre l’arco. Passato il 4’ arriva puntuale il sorpasso canturino: 13 a 12 per gli ospiti, Johnson ancora caldissimo in avvio. Immediata, però, la risposta dei locali, con Thompson protagonista del controsorpasso brindisino, 18 a 17 al 6’. La Happy Casa, poi, con l’apporto della sua panchina riesce a prendere il largo: Gaspardo piazza il canestro del più sei, fissando il risultato sul momentaneo 25 a 19, salvo poco dopo trovare anche i tre possessi di vantaggio grazie a un acuto di Perkins. A limitare i danni ci pensa Bayehe, autore di un 2/2 dalla lunetta in chiusura di fine primo quarto. 27-21 al 10’.

 

Nel secondo periodo cala il ritmo della partita, con gli attacchi delle due squadre meno fluidi e concreti. Coach Pancotto sceglie di affidarsi all’esperienza di Leunen, al rientro dopo un infortunio; pur non essendo al top della forma, il veterano dell’Acqua S.Bernardo dispensa assist importanti per i compagni, colmando ampiamente l’assenza di Smith, in panchina a rifiatare, assumendo quindi i suoi tradizionali panni di playmaker aggiunto. A metà quarto, Cantù si scatena dalla linea dei sei metri e settantacinque: Thomas, Johnson e Woodard mandano a bersaglio tre “bombe” una in fila all’altra, rimandando al mittente il tentativo di allungo brindisino. 34-33. Nel finale di primo tempo sale in cattedra Kennedy, determinante su entrambi i lati del campo, prima con una stoppata, poi con una poderosa schiacciata su alley-oop al bacio di Johnson. Tuttavia, Brindisi spinge forte aggrappandosi alla fisicità di Perkins e Cantù scivola sotto di cinque. 42 a 37 al 20’; due i giocatori in doppia cifra all’intervallo, Johnson da una parte con 12 punti e lo stesso Perkins per i pugliesi, a quota 10.

 

Partenza rabbiosa dei padroni di casa al rientro dagli spogliatoi, con Perkins, ancora decisivo in area, e Thompson sugli scudi. 50 a 37 al 23’, massimo vantaggio per la squadra di coach Vitucci. Cantù, però, accorcia prontamente le distanze, anche se la Happy Casa pare molto più pimpante e, grazie ancora una volta a Thompson, riesce ad allungare nuovamente sopra la doppia cifra di vantaggio. Con Kennedy e Smith out, la S.Bernardo trova freschezza dalla sua panchina, con un apprezzabile Bayehe sul parquet. L’attacco canturino, però, si raffredda e, complice le assenze dei due titolari sopracitati, non riesce a segnare alcun canestro per due minuti abbondanti. Ne approfittano i pugliesi, che chiudono avanti di dieci al 30’: 60 a 50.

 

In apertura della quarta e ultima frazione, i padroni di casa trovano con Udom il canestro +15, tentando le prime prove di fuga. Woodard non ci sta e, da tre, accorcia le distanze. Brindisi è però scatenata e con un Thompson particolarmente ispirato riesce ad andare sopra i venti punti di scarto. Nell’ultima parte di gara a Cantù mancano energie e durezza mentale, incappando sul momentaneo 81 a 57 a poco meno di 4’ dal termine. Nel frattempo, spinto dall’orgoglio, Woodard continua a “bombardare” la difesa di casa, limitando i danni. Nel finale spazio per il giovanissimo Lanzi, in campo per i restanti novanta secondi di partita. Finisce 85 a 71 per Brindisi. Canturini ora attesi da un altro impegno, in campo già mercoledì 9 dicembre a Cremona per il turno infrasettimanale con la Vanoli, recupero della settima giornata di LBA.

 

Happy Casa Brindisi-Acqua S.Bernardo Cantù 85-71
(27-21, 15-16; 18-13, 25-21)

Brindisi: Krubally 4, Zanelli 5, Harrison 9, Visconti 3, Gaspardo 7, Thompson 14, Cattapan, Guido n.e., Udom 4, Bell 10, Perkins 23, Willis 6. All. Vitucci

Cantù: Thomas 12, Smith 4, Kennedy 14, Woodard 14, Procida 3, Leunen, La Torre, Lanzi, Johnson 17, Bayehe 5, Baparapè n.e., Pecchia 2. All. Pancotto
Arbitri: Giovannetti, Sardella e Boninsegna

 

 

COMMENTO DI COACH PANCOTTO A FINE GARA

 

Nel primo tempo abbiamo fatto le cose migliori; nell’ultimo – conferma il tecnico – abbiamo cercato di giocare la partita come fossero i minuti più importanti, nonostante lo svantaggio sul tabellone, questo per creare mentalità. Chiaramente abbiamo avuto delle difficoltà difensive all’interno dell’area e nell’uno contro uno. Tuttavia, non dimentichiamoci che abbiamo giocato contro la seconda squadra del campionato, capace di conquistare nove vittorie consecutive e che fa pagare a caro prezzo tutti gli errori che un’avversaria commette. Siamo stati alla pari per venti minuti, perché chiudere a -5, pur sbagliando quattro liberi, era sintomo che la partita l’avevamo iniziata bene. Dobbiamo, però, capire subito che ci vuole una durezza mentale superiore, che serve in ogni partita, sia quando giochi contro la seconda in classifica, come oggi, sia quando giochi contro le altre. Ora occorre fare due salti in avanti: uno per quanto riguarda la durezza mentale e l’altro nella percezione dei 40 minuti difensivi».

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