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La motonautica ed il Lario piangono la leggenda della tuta rossa: addio a Giovanni Cima foto

Non solo un ottimo pilota, ma anche un imprenditore di spessore nel settore cartario. Le sfide con gli amici Abbate e Molinari e il " curvone" di Gravedona...

Il Lario e l’alto lago – tra cui la sua Gravedona alla quale era legatissimo – piange uno dei campioni di motonautica italiani più famosi: Giovanni Cima, 77 anni, scomparso da qualche giorno. Da ricordare le sue leggendarie sfide con l’amico Eugenio Molinari (al quale era legato anche da sincera amicizia extra competizioni) e Tullio Abbate, due dei più noti costruttori di barche lariani. Ha vinto ogni sorta di competizione, compresa la mitica Pavia Venezia, uno dei raid più importanti al mondo per la specialità. Inoltre, è stato un grande industriale cartario: ha fatto la storia di Gravedona e della Mila di Como.

imprednitore e pilota motonautica giovanni cima in azione anni fa con suo scafo

 

Se n’è andato a 77 anni qualche giorno fa, come detto, lasciando un grande vuoto tra chi lo ha conosciuto in questi anni. A Cima (qui sopra con la tuta rossa di qualche anno fa) legate anche altre importante competizioni di motonautica: molti raid vinti in tutto il mondo. Oggi lo ricordano con affetto anche il sindaco di Gravedona, Bongiasca, e tanti amici del mondo della motonautica.

imprednitore e pilota motonautica giovanni cima in azione anni fa con suo scafo

 

Una curiosità che lascia capire la bravura e l’attenzione di Cima nel preparare le gare: a Gravedona, durante le prove, diceva che girare a tutta velocità alla curva del palazzo Gallio era come passare intorno alla boa di gara. Preparato, preciso, attento anche a questi particolari. Per Cima la motonautica era la sua vita, tutta la sua vita. Altra curiosità: ha pilotato il suo mitico tre punti giallo con il numero 106 che sempre l’ha orgogliosamente distinto fino al 2019, partecipando alle rappresentazioni di barche storiche dal lago di Garda alla più vicina Porlezza.

Un grazie anche alla figlia Francesca, alla quale va un affettuoso abbraccio in questo momento triste, per le belle foto di papà che ci ha spedito in redazione: sopra anche un articolo della Gazzetta dello Sport di qualche anno fa che descrive la sua vittoria a Venezia