LOCKDOWN COUNTDOWN – 22 Cosetta la teatrante popolare

di Sabrina Sigon

lockdown countdown

In vigore dal 6 novembre fino al 3 dicembre, il nuovo Dpcm impone una serie di restrizioni necessarie a contenere la pandemia ormai ben nota a tutti. Nella speranza, che è anche una convinzione visti i precedenti risultati, che nelle prossime settimane si possa assistere a un miglioramento della situazione, perché non trascorrere questo nuovo “tempo sospeso” restando in contatto con chi, in diversi settori e professionalità, ha animato o si apprestava a farlo, il tempo della quotidianità fino a ieri condivisa? Nel nostro “conto alla rovescia” vogliamo incontrarci – anche se virtualmente – raccontarci, condividere e occupare questo spazio per viverlo, nonostante le difficoltà, in modi diversi e interessanti, ascoltando insieme opinioni, consigli e curiosità.

Il nostro conto alla rovescia prosegue, siamo al numero 22 che, secondo la numerologia, è uno dei numeri più potenti, in grado di trasformare tutti i sogni e desideri in realtà. Un numero di precisione ed equilibrio. Nella sua piena capacità, questo numero è il capomastro, il che significa che fornisce il potere di raggiungere cose quasi impossibili.
Le persone che sono influenzate da questo numero sono ambiziose, sicure, disciplinate e pragmatiche; molto oneste, intuitive ed emotive, molto affidabili, oneste e responsabili.

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Ma bando alle chiacchiere, che il tempo passa, e cominciamo quindi con il nostro sesto ospite che, vista la sua professionalità, potrà darci da subito ottimi consigli.

Oggi siamo con Cosetta Adduci, attrice del Teatro Gruppo Popolare che, nonostante tutte le difficoltà del momento, proporrà alcuni eventi molto interessanti, il primo previsto online per venerdì 13 ottobre.

Reinventarsi, rimettersi in gioco con uno spettacolo online

Come sempre abbiamo fatto di necessità virtù. Come tutti i teatri, ci eravamo organizzati secondo le regole per ripartire: avevamo dimezzato i posti in sala, comprato macchine per igienizzare, insomma tutte queste cose. Poi è arrivato il nuovo stop a cui ci si deve adeguare; siccome, però, il teatro è lo specchio della società e va di pari passo con essa, abbiamo deciso di non rinnegare quelli che sono gli strumenti che abbiamo adesso a disposizione, ma di usarli anche noi. Quindi le piattaforme online, i canali Youtube, per cercare di mantenere un contatto con il pubblico, con i nostri spettatori. Lo spettacolo di venerdì fa parte di una piccola rassegna che si svolgerà online: abbiamo previsto, più o meno, un paio di spettacoli al mese, ogni due venerdì. Una parte sarà dedicata agli adulti e alle famiglie; poi, sotto Natale, avremo degli spettacoli dedicati ai bambini, e ci sarà una fascia oraria dedicata anche agli over 60”.

Un bel modo, per il teatro, di essere anche in questo momento vicino alle persone

Ci piace farci vedere disponibili e pronti per tutti, senza distinzioni. La rassegna sarà particolare anche perché faremo un primo video in “scuro”. Infatti il titolo è “Dallo scuro al chiaro”, per giocare un po’ con il pubblico. Lo spettacolo verrà quindi presentato una prima volta al buio, si sentiranno solo le voci perché vorremmo che lo spettatore giochi con la sua immaginazione. Ascoltando solo l’audio dovrà provare lui stesso a raffigurarsi quello che accade in scena. Vogliamo che sia lui a riempire lo spazio come si fa, di solito, con i libri. Poi la sera stessa, dopo qualche ora, metteremo disponibile lo spettacolo in chiaro, con il video. Così tutti potranno confrontare se ciò che avevano immaginato aderisce alla scena”.

Un pubblico che diventa, in parte, protagonista

“Si, è proprio questo lo scopo. Far sentire il pubblico parte attiva di quello che è il processo teatrale. Senza il pubblico il nostro lavoro non ci sarebbe. Vogliamo quindi valorizzarlo e renderlo attore il più possibile. Noi diciamo, appunto, Spett-attore, in modo che si senta anche chiamato in causa, per contribuire in modo attivo al processo teatrale. Questo è il senso della rassegna”.

Il pubblico che, quando è dal vivo, a un certo punto della rappresentazione viene quasi percepito come un’unica persona

Come puoi immaginare questa è, adesso, la cosa che ci manca di più. L’emozione di entrare in scena la si prova sempre; è un’emozione che contempla anche la paura che si ha di sbagliare. È sempre “buona la prima” e ogni volta, anche se rifai lo stesso spettacolo, ripeti la stessa battuta, sarà diversa dalla precedente. Dipenderà dal pubblico, dagli altri attori; quello che insegnano, nelle scuole di teatro, quello che uno impara nel proprio percorso, è diventare il più duttile possibile. Ascoltare ciò che avviene intorno a te, quello che sta succedendo in quel momento. Ogni volta, nonostante la frase, la battuta siano le stesse, se sei in contatto con tutto quello che c’è intorno a te, ogni volta sarà diverso”.

Cosetta Adduci, nell’intervista, ci racconta come si è avvicinata al teatro, quale, dai tempi dell’università, è stato il suo percorso e gli studi che, poi, l’hanno portata a voler sperimentare in scena quello che aveva appreso, e dei momenti di grande soddisfazione che si provano quando si raccoglie il frutto di tutti gli ostacoli che si sono superati. Figlia d’arte, il padre Pino Adduci faceva parte del Teatro Città Murata – teatro che ha fatto la storia del teatro della città – non pensava di seguire questa strada, anche per il suo essere timida e introversa. Ma con l’università, la facoltà di Scienze dei Beni Culturali, a Milano, si è avvicinata alla storia del cinema e del teatro e, da quel momento, lo studio ha alimentato poco alla volta la passione.

Il corso di teatro inteso anche come un aiuto per affrontare la quotidianità

Quasi tutti gli allievi che arrivano qui non hanno in mente di fare teatro come professionisti; poi qualcuno lo scopre strada facendo. Ma arrivano per diversi motivi, per esempio anche il fare un lavoro dove si ha a che fare con una sorta di “pubblico”, per cui si vuole migliorare la comunicazione. Oppure chi è semplicemente curioso, le motivazioni sono diverse. Sono sorpresa di vedere come, anche in questo periodo, la gente ha bisogno di fare teatro. Abbiamo un corso dei ragazzi delle superiori che, quest’anno, ha avuto molti più iscritti rispetto agli anni scorsi”.

Un grande in bocca al lupo, quindi, al Teatro Gruppo Popolare e alla gentile Cosetta Adduci per questa nuova avventura.

Gli eventi si potranno seguire sulla pagina Facebook, sul canale Youtube e sul sito: www.teatrogruppopopolare.it