Sant’Anna, situazione difficile anche per tante assenze:”Un impegno pazzesco di tutti” foto

Il direttore generale Asst Lariana Banfi fa il punto della situazione: posti letto, dispositivi di protezione e personale che manca.

La situazione è difficile e certamente non abbiamo bisogno di allarmismi e drammatizzazioni eccessive che non fanno altro che demotivare e alimentare conflitti e ingovernabilità. Serve equilibrio e serve che ognuno faccia la propria parte, a tutti i livelli. Serve una forte rete ospedaliera territoriale, un’alleanza, una sinergia vera tra strutture pubbliche e private accreditate. Serve che nessuno si sottragga di fronte all’emergenza in corso”. Questo il commento di Fabio Banfi, direttore generale di Asst Lariana, in merito alla situazione lariana che vede aumentare i contagi e la necessità di ricovero dei pazienti al Sant’Anna sicuramente, ma anche in altri ospedali del territorio.

 

Asst Lariana è impegnata nell’accoglienza dei pazienti Covid con due strutture non hub, l’ospedale di Cantù e quello di Menaggio (quest’ultimo attraverso il Pronto Soccorso), una struttura hub, l’ospedale Sant’Anna, una Degenza di transizione a Mariano Comense (27 posti letto) per i pazienti meno gravi.

 

LA SITUAZIONE DEI POSTI-LETTO

Sulla base della pianificazione predisposta dalla direzione e dall’Unità di Crisi, all’aumento dei contagi, è stata avviata una riconversione dei reparti. Ad oggi l’ospedale di Cantù ha attivato 19 posti letto Covid nell’area della Week/Day Surgery e 6 in Terapia Intensiva. La maggiore fatica grava naturalmente sul Pronto Soccorso che da giorni subisce una notevole pressione.

L’ospedale Sant’Anna vede dedicati all’accoglienza dei pazienti 320 posti letto in Medicina d’urgenza, Degenza Medica 2, Degenza Medica 3, Degenza Chirurgica 2, Degenza Chirurgica 3, Riabilitazione, Week/Day Surgery, Terapia Intensiva (27 posti letto) e Ostetricia (il Sant’Anna è stato individuato a fine ottobre, come Centro di Medicina materno fetale per l’assistenza a donne gravide e puerpere Covid positive, ndr). Anche il Pronto Soccorso del Sant’Anna registra un significativo aumento di affluenza da parte di pazienti con sintomi riconducibili al Coronavirus. Trattandosi di una struttura identificata come Dea di secondo livello, il Ps del Sant’Anna rientra, tra l’altro, tra le strutture che devono rispondere ai bisogni di pazienti con patologie acute di elevata complessità.

Totale posti letto attivati da Asst Lariana: 372. Considerando anche i pazienti che spesso restano in attesa in Ps prima del ricovero, si arriva ad oltre 400 posti letto. All’ultima rilevazione di ieri sono 119 i pazienti ricoverati al Sant’Anna e ventilati (27 dei quali in terapia intensiva), 192 quelli non ventilati; 12 ventilati all’ospedale di Cantù (6 dei quali in terapia intensiva) e 12 non ventilati; 33 in attesa di ricovero al Ps del Sant’Anna, 36 al Ps di Cantù; 27, infine, i pazienti ricoverati a Mariano Comense.

 

Posti letto ulteriormente attivabili

Compatibilmente con la disponibilità di personale e la riorganizzazione delle attività ospedaliere ed ambulatoriali, si sta lavorando all’apertura, nei prossimi giorni, di 20 posti letto a Cantù; è in fase di organizzazione anche l’attivazione, entro metà novembre, di una Degenza di comunità in via Napoleona (20 posti letto) per quei pazienti positivi con un buon livello di autonomia ma che necessitano di un monitoraggio.

 

Personale in malattia

Tra medici ed infermieri positivi al Coronavirus si contano 144 assenze; 52, tra medici ed infermieri, sono assenti in quanto risultati contatti stretti di casi positivi. Per malattie ordinarie, infine, risultano assenti altre 100 figure.

 

Dispositivi di sicurezza

I dispositivi di sicurezza continuano da tempo ad essere acquistati, su indicazione della direzione, in grandi quantità in modo da garantire delle scorte strategiche.

 

La fatica e la stanchezza che stanno affrontando medici ed infermieri non si possono neppure immaginare – conclude il direttore generale – E’ il loro lavoro, è vero, ma in questo momento sono chiamati a un impegno notevole perché devono sopperire anche alle assenze dei colleghi. Ed è per rispetto a questa loro fatica che tutti siamo chiamati a comportamenti responsabili, in linea con le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità e del Ministero della Salute”.