Decreto ristori bis, ampliata la platea per gli aiuti. Ma per CNA non basta segui la diretta

CNA: “Il decreto amplia la platea ma penalizzati gli artigiani della ristorazione e ingiustificata l’esclusione delle lavanderie professionali. Forte preoccupazione per l’allargamento delle restrizioni”

Il nuovo decreto ristori pubblicato in Gazzetta Ufficiale introduce l’automatismo auspicato da CNA tra chiusure di attività per contenere il virus e il riconoscimento dei contributi a fondo perduto e, per questo motivo, la Confederazione ha accolto piuttosto positivamente il provvedimento, che ha ampliato la platea inserendo settori dimenticati nel precedente decreto come i bus turistici, i fotografi e le lavanderie industriali. La lamentela di CNA riguarda invece il trattamento riservato agli artigiani della ristorazione da parte dello stesso decreto, ai quali viene riconosciuto un ristoro pari soltanto al 50% del precedente. «Auspichiamo che in fase di conversione del provvedimento – sottolinea il Presidente nazionale CNA Daniele Vaccarinoil Parlamento alzi il contributo al 200% come per le altre attività della ristorazione. Allo stesso modo sollecitiamo il legislatore ad inserire le lavanderie professionali, ingiustificatamente escluse tra i beneficiari dei contributi». Artigiani e piccole imprese, infatti, guardano con preoccupazione alle restrizioni introdotte in altre sei regioni che lasciano prefigurare una fase molto difficile per l’andamento dell’economia con notevole incertezza sulla durata dell’emergenza e sugli effetti pesanti che avrà sull’intero sistema produttivo.

Decreto ristori bis

Tra le altre misure, il provvedimento dispone la rideterminazione del contributo a fondo perduto, già introdotto dal precedente Decreto Ristori (D.L. n. 137/2020), per le categorie di imprese e lavoratori le cui attività sono state colpite dalle misure di contenimento e, in materia previdenziale, il Decreto sospende il versamento dei contributi sia previdenziali sia assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020 per i datori di lavoro privati delle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, come individuate con ordinanze del Ministro della Salute.

Ulteriori misure sono previste anche a sostegno delle famiglie con esclusivo riferimento alle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, come individuate con ordinanze del Ministro della Salute. In particolare, in caso di sospensione della didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado, è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori lavoratori dipendenti, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, la facoltà di astenersi dal lavoro per  l’intera  durata  della sospensione della didattica in presenza, con previsione, in luogo della retribuzione, di un’indennità pari al 50% della retribuzione stessa. Medesimo beneficio è accordato anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura. A costoro, oltre agli iscritti alla Gestione separata o alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria, si accorda anche un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting fino a un massimo di 1.000 Euro. A sostegno del Terzo settore, infine, si segnala l’istituzione, nello stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di un Fondo straordinario con una dotazione di 70 milioni di euro per l’anno 2021.