Parolario 2020, chiude in positivo l’edizione del Coraggio foto

È giunta alla conclusione la ventesima edizione di Parolario, dedicata al Coraggio. Glauco Peverelli: "ce l'abbiamo fatta, bilancio positivo"

C’é voluto Coraggio nell’organizzare Parolario in tempi così incerti. C’é voluto Coraggio nel portarlo avanti, nel trovare soluzioni alternative, nel non perdersi d’animo, nel confidare nell’importanza fondamentale della cultura e del suo significato, nel sentirsi vicini, nonostante la distanza.

C’é voluto Coraggio, ma l’edizione del Festival che si é conclusa stasera, domenica 1 novembre, sarà ricordata non solo per il suo anniversario, il ventesimo, ma anche per l’introduzione dello streaming e per i numeri di quest’ultimo, che a conti fatti sono più che soddisfacenti. Sono infatti circa 1800 le visualizzazioni che ogni incontro ha registrato sulle diverse pagine Facebook di Parolario e CiaoComo, con punte di oltre 2000 per gli appuntamenti con Stefania Auci, i coniugi Regeni, Giorgio Cosmacini e Paolo Di Stefano. A sommarli tutti, questi numeri, viene fuori una cifra da far girare la testa, che sfiora i 100mila contatti.

parolario fiera del libro coraggio

Una soluzione efficace, quella dello streaming, che non è però riuscita a sostituire (e per fortuna!) la bellezza degli incontri in presenza, il loro senso aggregativo e sociale, tra le magnifiche sale di Villa Olmo, lo stile liberty di Villa Bernasconi, il lussureggiante splendore delle Serre di Villa del Grumello o l’accoglienza della Biblioteca di Brunate, con la sua vista mozzafiato. Dal canto suo, lo streaming ha avuto il vantaggio di avvicinare alla manifestazione un pubblico più ampio, sia in termini geografici che anagrafici, aumentando la sua visibilità sui social, un valore aggiunto che, nelle intenzioni del presidente dell’Associazione Culturale Parolario Glauco Peverelli potrebbe essere riproposto anche in futuro, proprio per consentire ad un numero maggiore di persone di assistere agli incontri.

Parolario coraggio in streaming

«L’unico rammarico che abbiamo – ha dichiarato Peverelli – è legato a qualcosa che non dipende da noi: quando ci siamo ritrovati, in primavera, per pensare a questa edizione, abbiamo pensato che, vista la situazione pandemica, spostare il Festival ad autunno inoltrato sarebbe stata la scelta migliore. Se solo fossimo partiti una settimana prima avremmo potuto fare tutto come preventivato, nonostante gli ingressi contingentati, e anche la Fiera del Libro si sarebbe tenuta nei modi previsti. Purtroppo non è andata così, ed é un gran dispiacere non aver potuto sperimentare questa collaborazione in pieno. Speriamo di poterla riproporre in toto l’anno prossimo, se le condizioni lo consentiranno».