Al via Futurae, per promuovere e conoscere le imprese migranti

L'obiettivo di Futurae è quello di formare e accompagnare l'imprenditoria migrante per dare il proprio contributo alla comunità ospitante

È stato presentato, lo scorso venerdì, il progetto Futurae, nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamerefinanziato dal Fondo Nazionale Politiche Migratorie, con l’obiettivo di formare, accompagnare nei primi passi e conoscere meglio l’imprenditoria migrante, volano di autonomia, occupazione, sviluppo dei territori e internazionalizzazione.

L’iniziativa promossa dal progetto Futurae prevede per migranti, seconde generazioni e cittadini dell’Unione Europea che intendono avviare un’attività in proprio, dei percorsi di orientamento e di valutazione della propensione imprenditoriale, al termine dei quali una parte di loro accederà a iniziative di accrescimento delle competenze tecniche, organizzative, commerciali e normative rispetto al contesto economico- imprenditoriale italiano. Dopo essere stati così formati, gli aspiranti imprenditori saranno affiancati nello sviluppo dei business plan, nell’individuazione di canali di finanziamento e nell’accesso al credito. Infine, verranno selezionati e accompagnati allo start up i progetti più sostenibili, per creare nuove aziende a titolarità migrante o mista.

progetto Futurae Camera di Commercio

A queste azioni previste sul territorio, il progetto Futurae ne affiancherà altre a livello nazionale per studiare le caratteristiche e le potenzialità dell’imprenditoria migrante, anche nei suoi rapporti con il resto del sistema produttivo, in modo da poter orientare meglio politiche e interventi. Sarà questo il compito di un Osservatorio nazionale sull’inclusione socioeconomica e finanziaria, che metterà a fattore comune i dati già in possesso delle Camere di Commercio, realizzerà ulteriori indagini e pubblicherà un rapporto con i risultati. Infine, verrà attivato un cruscotto digitale interattivo per navigare tra i dati delle imprese migranti e si darà attuazione al cassetto digitale dell’imprenditore con documenti e informazioni di interesse per i titolari stranieri. Secondo i dati estrapolati dall’Ufficio Studi camerale sulla base delle informazioni del proprio Registro Imprese, al 30 giugno 2020 le aziende straniere lariane sono quasi 6.900 (di cui 4.879 a Como e 2.000 a Lecco), pari al 9,4% del totale delle ditte registrate (Como 10,2%; Lecco 7,8%).

Secondo i dati della Camera di Commercio Como – Lecco, una quota importante di queste ditte è gestita da under 35: sono quasi 1000 (659 a Como e 311 a Lecco), rappresentano il 17,1% di tutte le imprese giovanili e il 14,1% delle imprese straniere lariane. Sul territorio le ditte straniere sono concentrate prevalentemente nelle costruzioni (quasi 2.000 imprese: Como 1.448; Lecco 528), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (quasi 1.700 aziende: Como 1.091; Lecco 595), nei servizi di alloggio e ristorazione (quasi 900: Como 619; Lecco 258). Per le realtà lariane gestite da under 35 stranieri, i settori principali sono gli stessi, ma in ordine diverso: 269 operano nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (Como 179; Lecco 90); 227 nelle costruzioni (Como 151; Lecco 76); 151 nei servizi di alloggio e ristorazione (Como 106; Lecco 45). Si tratta prevalentemente di ditte individuali: nell’area lariana questa forma è scelta nel 75,4% dei casi (Como 73,2%; Lecco 80,6%), e tale caratteristica si accentua con riferimento agli “under 35”: 80,7% (Como 79,2%; Lecco 83,9%). Tra i titolari stranieri di cariche in imprese individuali lariane, i Paesi d’origine più rappresentati sono, nell’ordine, Marocco, Romania e Albania; la graduatoria è la stessa a Como e a Lecco.