La birra antispreco: IBRIDA fatta con il pane foto

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di Andrea Zappa

Lo spreco alimentare in Italia, tra il 2018 e il 2019, era stimato oltre i 15 miliardi di euro, di cui ⅕, del totale, da imputare alla filiera alimentare (produzione e distribuzione), mentre i ⅘ rimanenti causati dallo spreco domestico.
Dal rapporto consegnato dall’ Osservatorio Waste Watcher, reso pubblico il 5 febbraio 2020, in occasione della giornata nazionale contro lo spreco,(dal 2020 la giornata internazionale contro lo spreco è stata fissata dall’ ONU e FAO il 29 settembre) si nota un incoraggiante -25% di cibo sciupato.

Nonostante la strada sia ancora lunga, questo risultato è positivo, ed è stato possibile per due motivi principali:

❏ Una maggiore consapevolezza e attenzione dei consumatori su come ridurre gli sprechi con semplici azioni quotidiane.

❏ il moltiplicarsi di iniziative e progetti che dichiarano guerra allo spreco alimentare,incoraggiando il recupero delle eccedenze o il riutilizzo degli scarti.
Il campo brassicolo non è rimasto a guardare, molti birrifici hanno dato vita a birre di qualità, recuperando le eccedenze di uno dei beni primari più sprecati, il pane.
A tal proposito mi ha colpito il progetto di birra Ibrida, un team composto da quattro giovani studenti del Politecnico di Milano, Francesca, Simone, Elisa e Ankanksha che sono riusciti a creare una sinergia tra spirito imprenditoriale e sociale, dando vita ad una birra contro lo spreco, utilizzando come ingrediente speciale, il pane invenduto e allo stesso tempo, promuovendo il consumo locale, offrendo la visibilità a piccole panetterie dei quartieri di
Milano.

ibrida birra

Così facendo, nasce la Ibrida Pale Ale dedicata al quartiere di Bovisa, utilizzando il pane secco invenduto dei panifici partner situati nella famosa zona universitaria e spostandoci in un altro quartiere, grazie alla collaborazione con il panificio Davide Longone, prende vita la Ibrida Porter, utilizzando un pane agricolo preparato con la segale coltivata nei campi di Chiaravalle.

ibrida birra

Ma Ibrida non è solo questo, ho incontrato il team e fatto qualche domanda, in occasione di un evento organizzato con La Breva Catering alle Serre di Villa del Grumello, per capirne di più e conoscere la loro storia.

Come è nata l’idea di Ibrida?
Ibrida non è solamente il frutto di un progetto realizzato da 4 designer, ma di una passione che ci ha accomunato fin dal primo giorno: la piccola e un po’ folle idea di combattere gli sprechi alimentari tramite un prodotto semplice, simbolo di socialità italiana e accessibile a tutti.

Ibrida è nata alla fine del 2018 al Politecnico di Milano, in particolare durante il Laboratorio di Sintesi Finale della laurea magistrale in Product-Service System Design.
Lo scopo del corso a indirizzo imprenditoriale era di realizzare una startup seguendo uno dei Sustainable Development Goals e il nostro team ha selezionato Produzione e Consumo Responsabile – il numero 12 – in quanto in linea con il nostro obiettivo di realizzare un progetto di economia circolare e creare un impatto sul sistema ecologico, sociale e ambientale.

Essendo quattro studenti, amici oltre che colleghi, ci ha permesso di capire velocemente dove volessimo arrivare.
Dopo una serie di analisi, interviste e ricerche, siamo rimasti (tristemente) sorpresi nel conoscere l’impatto che il pane ha sullo spreco alimentare.

Nella filiera produttiva, in Italia, vengono sprecate 220.000 tonnellate di cibo ogni anno, ovvero 2,89 kg a persona.
In particolare, il 19% dello spreco alimentare deriva proprio dal pane.
Con uno sguardo rivolto a Milano, nonostante il trend in crescita nella produzione, ogni giorno rimangono invenduti dai 3 ai 7 kg di pane in ognuno dei 500 forni della città.

Si tratta di numeri importanti e pensare di ridurli, per noi ha rappresentato la scintilla che ci ha fatto capire di voler fare la differenza.
Ibrida nasce dunque dalla volontà di dare una seconda vita a questo prezioso alimento, trasformandolo in una birra locale, sociale, inclusiva e circolare.
Il progetto si distingue inoltre per l’aggregazione e attivazione della comunità nei quartieri: Ibrida non è solo una birra al pane, ma una birra di quartiere al pane. “Ibrida x I Quartieri” è un modello scalabile e replicabile che fa leva sulle realtà del territorio, al fine di creare alti livelli di engagement, dare supporto ai collaboratori e coinvolgere
la comunità.

Qual’è la vostra mission?
Ibrida è un progetto circolare che ha lo scopo di cambiare il modo in cui le persone pensano agli sprechi alimentari con una birra artigianale al pane di alta qualità.
Il progetto si propone di attivare e connettere realtà disseminate sul territorio, promuovendo filiere corte e un approccio a km 0, diffondendo così una visione sostenibile.

Avete partecipato a qualche bando per start up, università vi ha dato una mano?
Aprile 2019 ha rappresentato per noi un mese importante, perché ci siamo spinti oltre le mura universitarie: abbiamo partecipato a GetIt!, un bando promosso da Cariplo Factory e Fondazione Social Venture GDA nella sezione Food & Environment.
Siamo risultati tra i 10 vincitori su 150 progetti in Italia, trasformando la nostra startup in una realtà competitiva sul mercato.
Abbiamo successivamente preso parte a un percorso di Incubazione con Make a Cube, incubatore sociale con sede a Milano e una fase di mentorship con l’esperto Andrea Monti, Program Director di Hatch CoLab. Il Politecnico di Milano ha svolto un ruolo fondamentale nel dare forma a questo progetto.
Con la guida esperta di professori e personaggi del settore, Ibrida ha arricchito la sua idea passo dopo passo. Avendo avuto il tempo e le risorse a portata di mano, ed essendo stati seguiti attraverso una metodologia intensiva, siamo riusciti a prototipare e iterare la nostra idea su più livelli di sviluppo. Questo ha fornito la validità del concept di cui avevamo bisogno in una prima fase di crescita.
Cerchiamo di prendere parte a bandi, eventi o iniziative per startup, in modo da crescere professionalmente e tenerci sempre aggiornati.

Perchè questo nome?
Fin dalla scelta del nome, abbiamo voluto sottolineare l’importanza di connettere realtà differenti, cercando di raccontare un progetto che vada oltre il significato della bevanda:
Ibrida come la perfetta sintesi tra la tradizione della preparazione della birra e i trend della produzione del pane; Ibrida come il format innovativo dei “bread bars” con cui collaboriamo;
Ibrida come attenta selezione dei canali di provenienza delle materie prime, dalle bakery gourmet ai produttori locali a km 0; Ibrida come il connubio tra lo spirito imprenditoriale e sociale.
Un nome, una storia da raccontare.

Come fa il pane a diventare birra?
Utilizzando del pane di recupero, si riesce a risparmiare sull’utilizzo di materie prime nuove come ad esempio l’orzo? in quali quantità?
All’inizio del nostro percorso, ci siamo immersi nel mondo della birra senza avere una conoscenza tecnica dell’universo brassicolo.
Dopo aver prodotto la nostra prima Ibrida in casa con l’aiuto di un home-brewer, abbiamo appreso le tecniche di produzione e sperimentato la ricetta con l’aggiunta del pane.
Il pane ha il potere “speciale” di fermentare come i grani e viene infatti inserito nella fase di macinatura. Ciò ci consente di ridurre il 30% del malto dalla ricetta tradizionale e sostituirlo con il pane invenduto, incentivando così l’utilizzo di materie prime non fresche in ottica circolare.
Per noi è stato fondamentale crescere e passare alla produzione su larga scala, collaborando con il Birrificio La Ribalta, il nostro partner produttore, a partire da Novembre 2019 con il lancio della prima edizione di “Ibrida x Bovisa”.

Ho visto sul sito la possibilità di collaborare con voi in varie modalità: organizzare un evento,vendere ibrida nel proprio beershop e per chi lavora in un birrificio l’opportunità di creare una Ibrida.

Visto l’ottimo progetto, avete molte richieste?
Per noi, la birra è un mezzo per costruire connessioni e incontrare realtà diverse condividendo valori e visioni comuni.
Questo approccio ci consente di crescere insieme al nostro network. Costruire una community attorno a un prodotto semplice come la birra è comunque una sfida. Abbiamo bisogno del messaggio giusto, del contenuto giusto e della birra giusta per fare la differenza!
Da parte dei nostri “Ibridi” (così ci piace chiamare la nostra community) stiamo ricevendo dei riscontri molto positivi.
Negli ultimi mesi, abbiamo collaborato con una serie di partner, tra i quali Cascina Cuccagna, Plug&Play, Coltivando, Le Polveri, Miccone, Longoni, La Breva Catering per citarne alcuni, e partecipato ad eventi online, per continuare a confrontarci con il nostro audience.
Siamo sempre alla ricerca di nuovi rivenditori e aperti a nuove proposte, nell’ottica di incontrare nuove realtà e influenzare altri business sul territorio. Questa vuole essere una chiamata a chi ha idee e ambizione di portare avanti qualcosa di “buono” per il proprio quartiere e per la propria attività.

Progetti per il futuro?
Noi di Ibrida siamo estremamente motivati e decisi a dar forma a un futuro che non sia solo per noi, ma per tutta la community.
Certo, vorremmo poter raggiungere più quartieri, città e persone possibili con la nostra birra, ma soprattutto con il nostro messaggio.
Per poterci confrontare su temi quali la riduzione degli sprechi, il riutilizzo delle risorse e sull’incontro di diverse realtà locali. Siamo sempre aperti a nuove collaborazioni, con panetterie, birrerie, bar, ristoranti, giornalisti,organizzatori di eventi e tanto altro.
Per chiunque avesse una proposta per noi, non esiti a contattarci! Saremo felici di ricevere un suo messaggio sul nostro sito web o sui canali social.

ibrida birra

Design e passione, non sprecare e dare nuova vita al pane, favorire il km 0 e dare visibilità ai piccoli produttori, sensibilizzare sugli sprechi e creare una community effervescente di “Ibridi”, il tutto tramite un prodotto semplice simbolo di socialità, la birra artigianale.
Questa è Ibrida.

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