Domenico Dara presenta “Malinverno”, un romanzo pieno d’incanto sui libri

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Domenico Dara possiede il talento dei narratori orali, unito a una scrittura che sospende il tempo. Dopo Breve trattato sulle coincidenze (Nutrimenti, 2014), e “Appunti di meccanica celeste” (Nutrimenti, 2016), la puntuale conferma arriva con  “Malinverno”, il suo ultimo libro, un romanzo pieno d’incanto sui libri, sul potere delle storie, dell’immaginazione, dell’amore.

domenico dara

Con “Malinverno” Dara approda in una casa editrice importante come Feltrinelli dopo la messe di riconoscimenti dei suoi romanzi precedenti: finalista al prstigioso premio Italo Calvino, premio Palmi,premio Viadana, premio Corrado Alvaro e il premio Città di Como e ancora premio Padula, il “Città di Rieti” e il premio Stresa.

La presentazione di “Malinverno” in giro per l’Italia toccherà domani, sabato  26 settembre, alle ore 13:00 il Lido del Segrino a Eupilio Via L. Panigatti in collaborazione con la libreria Torriani e, sempre domani, ma alle 17.30, seconda presentazione alla libreria Colombre Via Plinio 27 Erba. A ottobre sarà anche ospite al festival Parolario di Como.

Sabrina Sigon ha incontrato Domenico Dara negli studi di Ciaocomo Radio

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Ci sono paesi in cui i libri sono nell’aria, le parole dei romanzi e delle poesie appartengono a tutti e i nomi dei nuovi nati suggeriscono sogni e promesse. Timpamara è un paese così, almeno da quando, tanti anni fa, vi si è installata la più antica cartiera calabrese, a cui si è aggiunto poco dopo il maceratoio. E di Timpamara Astolfo Malinverno è il bibliotecario: oltre ai normali impegni del suo ruolo, di tanto in tanto passa dal macero, al ritmo della sua zoppia, per recuperare i libri che possono tornare in circolazione. Finché un giorno il messo comunale gli annuncia un nuovo impiego: il pomeriggio continuerà a occuparsi della biblioteca, ma la mattina sarà il nuovo guardiano del cimitero.
Ad Astolfo, appassionato lettore dalla vivida immaginazione, bastano pochi giorni al cimitero per essere catturato dalla foto di una donna posta su una lapide. Non c’è altro; nessun nome e cognome, nessuna data di nascita e morte. Solamente quella foto, lo sguardo candido e franco, i capelli divisi in due bande liscissime e l’incarnato pallido – per lui quella donna è da subito la sua Madame Bovary.
Mentre mescola le storie dei libri con quelle dei compaesani, dei forestieri, dei vivi e degli estinti, inventando per loro un nuovo finale, Astolfo si trova via via a inseguire il filo del mistero racchiuso in quel volto muto, di cui si va via via innamorando. Attorno a lui si muovono i lettori della biblioteca, gli abitanti di Timpamara e i visitatori del cimitero, con le loro vite comiche, tenere, struggenti – dal “resuscitato” alla promessa sposa che alla vigilia delle nozze si ritrova già vedova, e allora tinge l’abito nuziale di nero e sorprende Astolfo con una richiesta inattesa.

Domenico Dara (Catanzaro, 1971) vive e lavora tra Valbrona, in provincia di Como, e Milano. Cresciuto a Girifalco, ha
studiato alla facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa, dove si è laureato nel 1996 con una tesi sulla poesia di Cesare Pavese. Ha curato il volume Alessandro Verri, Lettere da un amore (Massimiliano Boni Editore, 2005). Nel 2013 è stato finalista al premio Italo Calvino con il romanzo inedito Breve trattato sulle coincidenze (Nutrimenti, 2014), per il quale ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra cui il premio Palmi, il premio Viadana, il premio Corrado Alvaro e il premio Città di Como. Sempre per Nutrimenti ha poi pubblicato il romanzo Appunti di meccanica celeste (2016), vincitore del Premio Padula, del Premio Città di Rieti e del Premio Stresa.

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