Tutti i vincitori del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Europa in Versi

Venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 ottobre si svolgerà la decima edizione del Festival Internazionale Europa in Versi promosso dalla Casa della Poesia di Como, la manifestazione sarà solo online quest’anno, troppo rischioso far muovere i partecipanti da svariate nazioni, troppo complicato in uno spazio compresso come Villa Gallia attenersi ai protocolli di contenimento dell’epidemia Covid 19.

In attesa del festival, l’organizzazione ha reso noti i vincitori e i finalisti del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Europa in Versi, il concorso letterario che da cinque anni affianca il festival con lo scopo di dare una ribalta e valorizzare giovani (e non), poeti e scrittori. La giuria del premio, esaminate le moltissime opere pervenute in tutte le sezioni, e dopo aver effettuato una prima selezione dei lavori più interessanti (che trovate a questo link), è giunta quindi alla definizione della selezione dei finalisti e vincitori assoluti per le sezioni POESIA EDITA, POESIA INEDITA, NARRATIVA EDITA.

Tra i premiati anche due amici di Ciaocomo: Veronica Del Vecchio vincitrice con il suo romanzo “Un’invasione” nella sezione Narrativa inedita, ed Enrico Casartelli, nella sezione Narrativa edita con “Condannato da Internet”  . Complimenti.

Qui tutti i premiati e i finalisti:

Tra le opere pervenute per la sezione POESIA EDITA, ha deciso di proclamare VINCITORE ASSOLUTO:

CRISTIANO POLETTI , con “Temporali”,  Marcos y Marcos
e Finalisti a pari merito:
MARISOL BOHORQUEZ GODOY  con “La forma del vuoto”,  Lietocolle
ROBERTO PAZZI con “Un giorno senza sera. Antologia personale di poesia 1966 – 2019”,  La nave di Teseo
STEFANO PINI con “Mandato a memoria”, Interlinea

Tra le opere pervenute per la sezione POESIA INEDITA, la giuria ha deciso di proclamare due VINCITORI EX-AEQUO:
RAFFAELE FLORIS con i testi “Radici sconsacrate, I passi della resa, Assenza”
KSENIA LAGINJA con i testi “Lo spazio della ricostruzione, Tutti aspettiamo qualcosa, Stratigrafia della tana”
e Finalista:
MARIA ELENA BLANCO con i testi “Esperando a Ulises, Usos inusuales del huso horario, Fantasmalia”

Tra le opere pervenute nella sezione NARRATIVA EDITA, la giuria ha deciso di proclamare VINCITORE ASSOLUTO:
GIORDANO GIACOMINI con “Senza l’urgenza del presente” , presentARTsì
e Finalisti a pari merito:
ENRICO CASARTELLI  con  “Condannato da Internet” , Robin
ANDREA MAURI con  “Contagiati” , Ensemble

Tra le opere pervenute nella sezione NARRATIVA INEDITA, la giuria
ha deciso di proclamare VINCITORE ASSOLUTO:
VERONICA DEL VECCHIO, con il romanzo “Un’invasione”
e Finalista:
LUIGI RESTELLI, con la silloge  “I 54 racconti”

Tra le opere pervenute nella sezione POESIA E NARRATIVA GIOVANI, la giuria ha deciso di proclamare VINCITORE ASSOLUTO:
BABINI LORENZO con le poesie inedite “Vestibolo, labirinto, Eri grande e lucente, Questa parola è avvilita ora”
e Finalisti a pari merito:
ANNA CHIARA BASSAN con le  poesie inedite  “Avanzi, Narrazione distopica di un amore, P.O.”
DIMITRI MILLERI con il libro di poesia  “Sistemi”,  Internopoesia

La giuria ha infine deciso di conferire, fuori concorso, uno speciale PREMIO ALLA CARRIERA per l’impegno culturale in campo scientifico e letterario a livello internazionale, al Professor JEAN-PATRICK CONNERADE, professore emerito di fisica all’Imperial College di Londra e Presidente dell’Accademia Europea di Scienze, Arti e lettere di Parigi.

LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

POESIA EDITA – VINCITORE
Cristiano Poletti, Temporali, ed.Marcos y Marcos

Temporali di Cristiano Poletti approfondisce alcuni grandi temi della sua poesia: il viaggio, il ritorno, la morte, la storia di un’anima e quella di un’epoca, con particolare attenzione a ciò che resta nascosto, alla zona più segreta dell’esperienza, all’invisibile che la governa. È un viaggio nell’ombra della nostra vita, nella sua fragilità e nella sua incompiutezza, con un’ampia gamma di scelte espressive, che vanno dal tono colloquiale di alcuni testi a quello più lirico e verticale di altri. E questo viaggio ha la caratteristica di mantenere sempre vivo il dialogo con il lettore. Lo chiama in causa, lo interroga, lo invoca, esige la sua presenza sulla pagina, divide con lui quell’ansia di assoluto, quella domanda totale che è tipica della poesia di Cristiano Poletti e percorre tutti i luoghi e tutti i paesaggi a lui cari: fiumi, valli, montagne, città e idiomi del mondo, ma anche il dialetto della sua terra natale, a cui sono dedicati alcuni dei versi più appassionati del libro.

Milo De Angelis

POESIA EDITA – FINALISTA

Marisol Bohorquez Godoy –  La forma del vuoto, ed. Lietocolle,

Il volume di Marisol Bohorquez Godoy si apre in maniera suggestiva e potente presentando in epigrafe l’equazione di Dirac. Tale formula, considerata per la meravigliosa concisione e la ricchezza di implicazioni la più bella della fisica, e fondamentale per la scienza contemporanea, è comunemente citata per la connessione alla non località esibita dalla teoria quantistica che nel suo insieme è una teoria che contempla  paradossi connessi alla dualità esistenza/inesistenza. Questa presenza così in risalto può apparire strana in una raccolta di testi che tratta prevalentemente di amore. Ma proprio in questa collisione, nel mistero sotteso, si apre un ventaglio di possibili associazioni e ipotesi interpretative che va sviluppandosi come mappa sotterranea dell’opera. L’amore è trattato nelle sue varie declinazioni e da diversi punti di vista, in una rete fitta e sapientemente calibrata di stati d’animo, di prospettive temporali, di dialoghi e soliloqui, di sentimenti di rimpianto e di gioia, sfociando in un accorato interrogarsi sulla natura di questo sentimento così decisivo. Lo stile misurato, il dettato a volte sommesso, la fatica emotiva dell’aprirsi e del rendere il lettore partecipe di queste aperture costituiscono doni preziosi. I ritorni, le fughe, le delusioni, le nostalgie e le speranze sono attitudini interiori che si addensano e si compenetrano rendendo l’opera estremamente variegata. Riprendendo il riferimento all’epigrafe, si può dire che tali caratteristiche facciano assumere all’insieme di questi versi il mistero dell’emergere di connessioni nascoste e il fascino di eterna ricerca.

Bruno Galluccio

POESIA EDITA – FINALISTA

Stefano Pini – Mandato a memoria, ed. Interlinea

L’opera di Stefano Pini si presenta come un viaggio sul filo della memoria, declinato in modi che risultano particolarmente efficaci  per la ricchezza dei punti di vista, per la non comune originalità espressiva  e per una densità emotiva che, sebbene sia sapientemente controllata, emerge con forza proprio in virtù dei toni tenuti bassi, per la intuibile presenza di scenari più ampi dietro le parole e le descrizioni, per quel non detto che ci coinvolge e ferisce. Come in ogni viaggio nella memoria siamo di fronte ad una esplorazione di luoghi e a una riflessione sul trascorrere del tempo. I luoghi dell’infanzia e della prima giovinezza emergono con nettezza indimenticabile attraverso la descrizione di eventi legati alla storia personale o al più ampio orizzonte della storia collettiva.  E il raffronto tra un “allora “e un “adesso”, tra i fatti e le atmosfere che in quei luoghi si calano costituiscono il nucleo attrattivo forte della raccolta. L’esplorazione viene condotta in maniera impeccabile per equilibrio e densità espositiva lungo due itinerari che spesso si intersecano: la riflessione sui mutamenti socio-culturali e la consapevolezza del proprio percorso verso la maturità. Gli accostamenti tra passato e presente conducono in maniera naturale a far emergere i mutamenti (e le deleterie continuità) del clima sociale così come le evoluzioni (e le brusche discontinuità) degli atteggiamenti personali, degli ideali e delle scelte concrete. Una riflessione sui vari rapporti di causa/effetto tra gli eventi dell’esistenza osservati attraverso successive focalizzazioni. Emergono in questo modo gli snodi determinanti, le interconnessioni e le svolte, passi che osservati nel loro insieme generano la tentazione di stilare un bilancio personale ed intimo: come si sia strutturata la catena degli eventi decisivi dell’esistenza, a quali risultati abbia portato, quali vuoti abbia lasciato.

Bruno Galluccio

POESIA EDITA FINALISTA

Roberto Pazzi –  Un giorno senza sera. Antologia personale di poesia 1966 – ed. La nave di Teseo

Un giorno senza sera, l’antologia poetica personale di Roberto Pazzi, offre testimonianza di un percorso poetico ormai più che cinquantennale. Il titolo, tratto da un passaggio delle Confessioni di Sant’Agostino, rimanda al cuore più vivo di questa poesia: il sentimento del tempo, la percezione della fugacità della vita, il trascolorare dei giorni e delle ore, la perdita di ciò che si ama. Pazzi infatti – e questo lo colloca già su un piano di singolarità – ama straordinariamente la vita. Di qui una poesia sempre appassionata e coinvolta, ricchissima di persone, incontri, occasioni, eventi e luoghi definiti, a partire dalla sua Ferrara. Sempre estraneo alle mode o agli orientamenti espressivi predeterminati, Pazzi si è affidato piuttosto alla memoria degli amati classici o di alcuni maestri della tradizione novecentesca, dando vita a un percorso poetico assolutamente originale e persuasivo, in cui l’equilibrio tra la penetrazione dello sguardo e la capacità di risoluzione ritmica e musicale risulta la qualità più preziosa.

Roberto Galaverni

POESIA INEDITA VINCITORE A PARIMERITO

Raffaele Floris – Radici sconsacrate. I passi della resa. Assenza

La poesia di Raffaele Floris si fa apprezzare anzitutto per la notevole disciplina metrico-linguistica e per l’estrema concisione espressiva, che nulla concede a ciò che non sia strettamente funzionale alla  incisività di un dettato poetico che sembra intessuto, come dice un suo verso, «con ago e filo». I suoi endecasillabi procedono con una cadenza equilibrata e sicura, che obbedisce a una scansione interiore frutto di un’esperienza e di un’auscultazione della vita non occasionali ma maturate nel corso del tempo. Il risultato è un accordo molto riuscito tra le sollecitazioni immediate dell’esistenza e una necessità di natura conoscitiva, se non addirittura filosofica.

Roberto Galaverni

POESIA INEDITA VINCITRICE A PARIMERITO

Ksenia Laginja – Lo spazio della ricostruzione, Tutti aspettiamo qualcosa…, La stratigrafia della tana

Tra illuminazioni e abbacinamenti mnemonici, la poesia di Ksenja Laginja si muove stranita e circospetta in un mormorio quasi prosastico di vivide immagini. Talvolta fatte cozzare fra loro in un flusso di coscienza che cerca una possibile, ma sfuggente ricostruzione di senso, talaltra immesse in un flusso ragionativo che definisce uno scenario postapocalittico, ove costanti sono un senso di attesa senza soluzione e una necessità di difesa che passa per la reticenza o la confutazione, di fronte a mancanze o colpe archetipe, indefinite come peccati originali. Una poesia metaumana, che scava le profondità come un torrente carsico, per affiorare a tratti, nella parola, con una forte, primordiale visceralità.

Andrea Tavernati

POESIA INEDITA FINALISTA

Maria Elena Blanco – Esperando a Ulises, Usos inusuales del huso horario, Fantasmalia

Maria Elena Blanco sembra possedere una disposizione innata alla poesia. I suoi versi brillano infatti per un singolare calore emotivo e per la particolare intensità con cui i rovelli, il tormento, le premure, i sogni della vita vengono sollecitati e insieme rivelati a loro stessi. A colpire è soprattutto la necessità con cui questa autrice si rivolge alla poesia per chiarire a se stessa i nodi più vivi e irrisolti della propria esistenza. La stessa consistenza formale del discorso poetico di conseguenza viene messa alla prova. Il risultato è un dettato poetico estremamente vivo e reattivo, capace di assecondare con grande fedeltà le percezioni sensibili e le associazioni del pensiero.

Roberto Galaverni

POESIA GIOVANI – VINCITORE

Lorenzo Babini– Vestibolo, labirinto, Eri grande e lucente, Questa parola è avvilita ora

Lorenzo Babini presenta qui tre poesie ricche di fascino e di mistero, poesie notturne dove ogni creatura sente il richiamo della luce e si muove nella sua direzione, dando inizio a un pellegrinaggio incerto e tremante, ricco di pause, sospensioni, passi esitanti, lunghi silenzi colmi di attesa. La parola, vera protagonista di questo universo poetico, è costretta a un arduo cammino per trovare la sua via espressiva e la sua forma luminosa, per non rimanere muta, attonita, chiusa in se stessa. È una parola carica di domande, con un’ansia interrogativa che attende di essere colmata. Ed è una parola che non conosce tregua o riposo, sempre in pericolo, mossa da un’invisibile tensione e protesa a una meta assoluta: “ma questa parola conosce il tacere e si frange, / si disfa, si insabbia, scompare / nel turbine della tua luce”.

Milo De Angelis

 POESIA GIOVANI – FINALISTA

Anna Chiara Bassan-Avanzi, Narrazione distopica di un amore, P.O.

La parola rioccupa lo spazio sulla carta –in alternativa uno spazio ideale, virtuale di comunicazione- oppure lo sta perdendo? Anna Chiara Bassan folgora il presente in istantanee illimiti, collage di frantumi dai margini incerti, i cui pezzi hanno saldature formate da precarie assonanze. Pure, in tanta difficoltà di definire un io in rapporto con se stesso, le cose e gli altri, l’autrice mantiene salda la volontà del bricoleure di dare un senso al suono e al verbo. I testi collassano al loro interno come buchi neri, mentre la lotta vibra intensamente su entrambi i piani. L’esito rimane incerto, forse per sempre, ma sul crinale di tale precario equilibrio, la poesia trova il suo habitat naturale e si esprime con pienezza dolente e felicità espressiva.

Andrea Tavernati

POESIA GIOVANI -FINALISTA

Dimitri Milleri – Sistemi – ed. Internopoesia

Frammenti di vita quotidiana che mettono in luce dinamiche familiari a volte complesse, malattia e dolore, razionale e irrazionale, fisica e metafisica dell’esistenza si alternano e si contrastano nei versi di Dimitri Milleri, giovane che già evidenzia e conferma in questa sua raccolta, Sistemi, il proprio poiein. Milleri procede nella nostra proteiforme realtà cercando un “attrito” con le cose e gli esseri viventi, con la capacità di trasformare ogni incontro-scontro in quella che Maria Zambrano ha definito “parola del sentire” che è la parola del poeta. L’incontro-scontro tra il proprio mondo interiore e la realtà non può essere indolore, provoca incertezza, ansia. Lo sguardo attento sul mondo e il suo divenire, il senso di precarietà dell’esistenza, sono espressi nei versi di Milleri con parole cariche di energia, una scrittura animata, come musica (Milleri infatti frequenta il Conservatorio) da un sottile contrappunto.

Laura Garavaglia

NARRATIVA EDITA-VINCITORE

Giordano Giacomini, Senza l’urgenza del presente  ed. presentARTsì

Le vicende di un giovane studente, -divenuto ricercatore universitario e convinto che sia possibile creare il farmaco dell’eterna giovinezza- sono narrate con sapiente ritmo, così come la trama ben si innerva su un reticolato di nozioni tecniche, che rendono assai verosimile la scoperta del famoso orologio biologico e che sono certamente mutuate dall’esperienza professionale dell’autore, chimico industriale. Senza mai cadere nel didascalico o in digressioni saggistiche, il romanzo mantiene dalla prima pagina all’ultima una buona tensione e il finale, a sorpresa, evita all’autore di affrontare i delicati temi etici che sottendono alla messa in dubbio della mortalità umana.

Luciano Monti

 NARRATIVA EDITA – FINALISTA

Enrico Casartelli – Condannato da Internet – ed. Robin

Marco vive in Danimarca, ha ventitrè anni ed è un affermato youtuber che, con due amici, pubblica  filmati in cui spiega come superare i livelli dei videogiochi. Giovane, di successo e ricco, anche se non dimentica gli altri: parte dei suoi introiti li devolve ad un ospedale in Sudan dove lavorano i suoi genitori. Una vita che cambia quando un hacker riesce ad infilare – nei suoi video – immagini pedopornografiche. È costretto a cambiare vita, a lasciare la Danimarca e la donna che ama, mentre la polizia continua ad indagare.
L’autore, nato in Brianza nel 1955, ha la capacità di parlare di quella che per centinaia di migliaia di persone è diventata una vera e propria dipendenza, la pornografia in generale. Naturalmente ne parla da narratore e non da esperto, senza mai scadere nel retorico, riuscendo a incuriosire il lettore in un romanzo dal sapore di thriller.

Elisabetta Broli

NARRATIVA EDITA – FINALISTA

Andrea Mauri – Contagiati – ed. Ensemble

Quello che colpisce in primis del libro è leggere la data di pubblicazione, 2019, e la quarta di copertina: “La quarantena è il periodo di segregazione cui è sottoposto il contagiato, il diverso, una fase probatoria necessaria a smascherare la malattia, un luogo di isolamento in cui la salute è sospetta, spiata da dietro un vetro di diffidenza… l’untore va isolato”.  Pubblicato nel settembre 2019, quando il Covid 19 era inimmaginabile.
Andrea Mauri, giornalista romano, ha saputo raccontare le sue paure per le malattie, raccontando anche qualcosa di quello che sarebbe successo: la paura per, soprattutto, una malattia, invisibile ad occhio nudo, misteriosa, letale. Un virus, al quale l’autore non da un nome, che si potrá sconfiggere – ammonisce – solo con la scrittura. Nel suo caso mai banale, mai noiosa, capace di interrogare il lettore che, dopo le 125 pagine, si chiederá se Mauri – oltre che un bravo scrittore – sia per caso anche un abile veggente.

Elisabetta Broli

NARRATIVA INEDITA VINCITRICE

Veronica Del Vecchio– l’Invasione

L’autrice dimostra una non comune maturità narrativa. Il ricorso a due io narranti (con sorpresa finale in merito all’identità di uno di questi) e l’incedere rapido delle vicende di un Circo, ambientate nelle tormentate terre della Repubblica Sociale Italiana, propongono al lettore un appassionato inno alla solidarietà tra esseri viventi, dove l’abbattersi della guerra non distingue tra vincenti o perdenti, ma tra invasori e fuggitivi. Entrambi accomunati dall’essere sradicati dalla propria terra. A rendere ancora più pregiata l’opera, una meticolosa ricostruzione storica e una sofisticata ricerca lessicale che abbraccia i dialetti dei personaggi e i numerosi idiomi che rimandano alle radici comuni e dunque all’essenza dell’essere umano, indivisa anche in tempo di guerra.

Luciano Monti

NARRATIVA INEDITA FINALISTA

Luigi Restelli – I 54 racconti

“I 54 racconti – di stragi a venire e altre rivoluzioni” ha titolato l’Autore le novantanove pagine che ha scritto. Ma parlare di racconti è riduttivo, perché ogni “racconto” è la tessera del puzzle che si chiama vita, è il capitolo di un romanzo che avrebbe potuto titolare, appunto, “L’esistere”.

“Quando lo vedi arrivare lo devi prendere al volo (come si dice da noi in città), non puoi pensare, devi decidere d’istinto, o sì o no, mollare tutto e salire, lasciarti indietro o andare avanti. In un istante la vita può continuare o cambiare, perché sai che cambierà se salirai. L’autobus blu non ha un percorso, non ha direzione, non ha fermate, niente capolinea; vaga per la grande metropoli, senza senso, senza rotta, senza nulla che assomigli alla città che attraversa”, scrive l’autore: parla semplicemente di un autobus blu?

No, chiaramente. Parla e si interroga, scrive e si domanda. Cosa fare con le gambe a penzoloni e la voglia di suicidarsi? Perché le formiche esistono? Scrive e interroga, scrive dio in minuscolo ma Verità in maiuscolo: non dovrebbe essere il contrario o, per lo meno, entrambi in maiuscolo? Scrive e interroga il lettore, che non può restare indifferente.

“Memoria Rispetto Silenzio” l’ultimo racconto. Che chiude: “Un poeta a me caro scriveva senza compromessi, senza paura: “La morte / si sconta / vivendo” . Giuseppe Ungaretti e la sua Poesia.