Piano Scuola 2020/2021, tutte le indicazioni di ATS Insubria

Tutto quello che c'è da sapere sugli ingressi, la gestione dei casi sospetti e i rientri a scuola nel documento redatto dai Dipartimenti Sanitari

Gli operatori dei Dipartimenti di Igiene e Prevenzione Sanitaria, delle Cure Primarie e del PIPPS – Pianificazione e Governance Percorsi Sociosanitari Integrati, insieme agli Uffici di Piano e ai rappresentanti dei Medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia del territorio, hanno redatto il Piano Scuola 2020-2021, in coerenza con le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, MIUR e Ministero della Salute, che declina i percorsi per la prevenzione del COVID19 nelle scuole e la gestione dei casi sospetti, dei contatti stretti e dei casi accertati COVID19. Gli interventi sono previsti nelle scuole primarie e secondarie, scuole dell’Infanzia e servizi educativi dell’infanzia nei confronti di alunni/bambini, operatori della scuola e genitori-accompagnatori degli alunni/bambini, per prevenire eventuali contagi.

Ingresso alunni e personale:

È necessario che la scuola assicuri il mantenimento dei percorsi definiti e segnalati per il distanziamento fisico come da indicazioni ministeriali, per un efficace contenimento del rischio di contagio.

Per tutti coloro che accedono nella scuola a diverso titolo, visitatori compresi, vige il divieto di accesso nella scuola, con l’obbligo a restare presso il proprio domicilio, nei seguenti casi:

  • Temperatura > 37.5 °C o altri sintomi suggestivi;
  • Provenienza da Paesi/zone a rischio, secondo i DPCM vigenti;
  • Essere stato a contatto stretto di persona positiva al virus, nei 14 giorni precedenti;
  • Essere caso confermato COVID19

 

Rilievo della temperatura corporea: 

Non è dovuta da parte della scuola la misurazione della temperatura in ingresso degli alunni. Questa deve essere monitorata ogni mattina dai genitori prima dell’ingresso a scuola o alle attività didattiche. Le scuole che, in base alla loro riorganizzazione, sono in grado di garantire la misurazione della temperatura agli alunni in ingresso, devono assicurare l’utilizzo di termometri termoscanner, la fornitura dei DPI necessari agli operatori addetti e il mantenimento di misure fisiche di distanziamento e di igienizzazione previste dalla normativa.

Per quanto riguarda gli operatori, dovrà essere rilevata prima dell’accesso al luogo di lavoro la temperatura corporea del personale operante a vario titolo nella scuola (indipendentemente dal tipo di contratto/rapporto di lavoro), a cura o sotto la supervisione del datore di lavoro o suo delegato. Tale misurazione deve essere altresì attuata anche qualora durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro.

piano scuola 2020/2021

Gestione degli alunni con temperatura >37.5°C e/o sintomatologia suggestiva rilevata in ambito scolastico:

Si raccomanda alla scuola di posizionare immediatamente il bambino con sintomi in apposito locale isolato, misurare la temperatura dell’alunno e far indossare la mascherina chirurgica, se tollerata e se ha età superiore a 6 anni. L’alunno non deve restare da solo, ma con un operatore scolastico che deve indossare la mascherina chirurgica e nel rispetto del distanziamento fisico.

Nel caso di bambini di età inferiore a 6 anni che non indossano mascherina chirurgica e verso i quali non è possibile mantenere il distanziamento, l’ operatore individuato per la sorveglianza del bambino dovrà essere munito di adeguati DPI.

La scuola dovrà contattare i genitori affinché riportino al domicilio il bambino e avvisino tempestivamente il proprio medico o pediatra. Si raccomanda alla scuola di tener traccia scritta, tramite apposita informativa o registro, di aver dato indicazione al genitore di consultare il MMG/PLS: qualora il genitore si rifiutasse di sottoscrivere l’informativa/registro, se ne dia evidenza sul modulo stesso che mantiene il valore di Avvenuta Comunicazione e Informazione.

Senza una valutazione specialistica e attestazione del medico, il bambino non può rientrare a scuola, se allontanato per motivi di salute come descritti. Nel caso di allontanamento dalla scuola di un alunno con febbre e sintomi suggestivi, NON è data indicazione ad allontanare contestualmente fratelli/sorelle o altri conviventi che frequentano la medesima scuola/ classe.

Gestione degli alunni con temperatura >37.5° o con sintomatologia suggestiva rilevata al proprio domicilio:

Gli alunni che presenteranno al domicilio febbre superiore a 37.5° C e/o  sintomi quali tosse secca stizzosa, raffreddore con naso chiuso, secrezioni nasali chiare sierose o giallognole mucose, tosse, starnuti, cefalea, irrequietezza notturna, diarrea o sintomi gastrointestinali, rinite acuta, congiuntivite, faringodinia, dispnea o mialgia, dovranno contattare, per il tramite dei genitori, il proprio medico o pediatra affinché proceda a valutazione clinica (anche tramite consulto telefonico) e prescriva l’esecuzione del/i tampone/i diagnostico/i, se confermato il sospetto di infezione COVID19.

Rientro a scuola di un alunno allontanato per sintomi sospetti o gestito come caso sospetto:

L’alunno allontanato da scuola con sintomi sospetti che non viene confermato come caso COVID19 in seguito alle indagini diagnostiche (tampone naso- faringeo negativo) deve comunque rimanere a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del medico. La riammissione a scuola prevede la consegna dell’attestazione compilata dal medico.

In caso di riscontro di positività COVID19 (tampone diagnostico positivo), l’alunno potrà rientrare a scuola dopo aver completato il periodo di isolamento obbligatorio prescritto da ATS (due tamponi consecutivi negativi) e, a guarigione clinica avvenuta, con attestazione, consegnata al genitore da parte del medico, di idoneità alla ripresa della frequenza scolastica/ comunitaria.

L’alunno allontanato da scuola con sintomi sospetti che non viene altresì valutato come caso sospetto COVID dal pediatra, può rientrare quando guarito, con attestazione del medico di riammissione in comunità.