La purezza delle forme nelle opere di 14 artisti comaschi esposte a The Art Company foto

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Chi era Costantin Brancusi l’artista rumeno a cui è dedicata la mostra collettiva “La Fine del Mondo” in corso allo spazio The Art Company di Como fino al 30 settembre? Molti lo ricordano per il suo tragico viaggio dalla natia Peștișani a Parigi, oltre 2000 chilometri percorsi per la maggior parte a piedi vendendo l’orologio, unico oggetto di valore, per pagare il traghetto sul lago di Costanza. Durante il viaggio cadde malato e solo grazie all’intervento di un amico che gli pagò il biglietto del treno riusci a raggiungere la capitale francese. Parigi all’inizio del ‘900, un sogno che si avverò per Brâncuși che ebbe l’opportunità di frequentare l’Académie des Beaux-Arts. Altri conoscono il suo nome per il  “Caso Brâncuși” che occupò le pagine dei giornali americani quando l’artista e che oggi ricordiamo col sorriso, l’artista venne fermato alla dogana di New York perchè un solerte funzionario aveva identificato una scultura che Brancusi aveva con se come un utensile da cucina per il quale bisognava pagare una tassa d’importazione.

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Ben più importanti per la storia dell’arte sono stati i concetti che Costantin Brancusi applicò all’arte e alla scultura in particolare, stilemi che ancor oggi sono riconosciuti fondamentali dagli artisti contemporanei e che fanno di lui il primo grande scultore moderno. Si può dire che Brancusi ha introdotto nuove prospettive di metodo e nuove forme alla scultura, una grande innovazione che ha apportato è stata l’annullamento del rapporto tra l’opera e il piedistallo, che diviene parte integrante e fondamentale della scultura stessa, creando così un rapporto del tutto nuovo con lo spazio circostante. Tra le opere più famose  di Brancusi c’è l’ Inizio del mondo, del 1920, è un ovale di marmo bianco candido e liscio, senza traccia di scalpello, montato sull’acciaio specchiante e la pietra calcarea.

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L’inizio del mondo è anche il titolo della mostra collettiva dedicata al grande artista rumeno nello spazio The Art Company Como, in via Borgovico 163. Per celebrare il centenario della realizzazione della scultura omonima, sano esposte e visitabili fino a fine mese, opere di Roberto Biondi, Elena Borghi, Piero Campanini, Adriano Caverzasio, Matteo Galvano, Giulio Mantovani, Angelo Marsiglio, Carmen Molteni, Giovanni Padovese, Stefano Paulon, Carlo Pozzoni, Pierluigi Ratti, Gianfranco Sergio e Antonio Teruzzi. Una mostra multiforme, costruita sul talento di 14 artisti invitati dal critico Roberto Borghi per omaggiare il genio di Constantin Brancusi

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Roberto Borghi ci introduce alla mostra in questo video

 

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