Morto il critico d’arte Philippe Daverio, un grande amico di Como foto

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    E’ morto nella notte a Milano lo storico dell’arte Philippe Daverio, docente di storia dell’arte, critico e saggista, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, a ottobre avrebbe compito 71 anni. Era malato da tempo ma non lo aveva reso noto, si è spento all’Istituto dei Tumori di Milano.

    Grande amico del nostro territorio si era speso molto in favore del monumento “Life Electric” di Daniel Libeskid intervenendo nel dibattito pubblico sollevato dalla notizia della prossima edificazione sulla diga foranea. A Como Daverio aveva partecipato a quasi tutte le manifestazioni culturali ed artistiche, da Parolario al Festival della Luce che aprì nel 2017 (foto sotto), dal congresso nazionale della SNO (Scienze Neurologiche Ospedaliere) parlando del cervello da un punto di vista artistico, alla grande mostra dedicata a Magritte nel 2006 a Villa Olmo. Numerose le sue visite e conferenze in molti luoghi della provincia: Olgiate Comasco, Cantù, Lomazzo, Zelbio, il lago, in tanti anni di frequentazione del territorio comasco Daverio ha lasciato ovunque buoni ricordi e ottimi consigli.

    festival della luce 2017

    Il lago di Como, la città e la Brianza sono state menzionate in moltissimi del tanti libri d’arte e di viaggi scritti da Phippe Daverio per Rizzoli, in una delle guide “Sulla buona strada” Villa del Balbianello è in copertina. Nel libro “Grand tour d’Italia a piccoli passi” (Rizzoli), il critico d’arte racconta i luoghi, noti e meno, di quel grande museo che è il nostro Paese e tra questi annovera la basilica comasca di Sant’Abbondio modello per tutta l’architettura che i maestri comacini diffonderanno in Europa. Sant’Abbondio è, senz’altro, uno dei luoghi che Daverio ha apprezzato e citato di più della nostra città portandola spesso ad esempio delle magnifiche opere architettoniche realizzate nei secoli; in un’intervista al quotidiano La Provincia di Como dichiarò il suo amore per la basilica e per Como “Abitate nella città più bella del Nord Italia da un punto di vista artistico e paesaggistico. Ma mi fate arrabbiare: non sapete riconoscere il tesoro che avete in cassaforte. Prendiamo la basilica di Sant’Abbondio. Io la adoro, ci ho scritto libri, l’ho portata in tv a “Passepartout”. E’ un luogo fondamentale, il più importante d’Europa. Voi avete uno dei primi edifici della cultura romanica al mondo: perché non fare una mostra, una manifestazione che permetta di capire cos’è la storia della basilica di Sant’Abbondio? ” L’intervista risale al 2013 e l’invito di Daverio non è stato raccolto da nessuno, forse aveva ragione ad arrabbiarsi con noi comaschi.

    philippe daverio

    Prima di Como, nel cuore di Philippe Daverio c’era Milano, la città che lo ha accolto giovane studente e dove è sbocciato il suo amore per l’arte. Tra i tanti messaggi di cordoglio per la scomparsa dell’intellettuale, c’è quello del Sindaco di Milano Beppe Sala che ha scritto sul suo profilo facebook:

    “Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore. Grazie, Philippe, and ‘save Italy’

    festival della luce  2017

    Daverio, era nato a Mulhouse, in Alsazia, da madre francese e padre italiano. Dopo essersi trasferito in Italia, Philippe Daverio ha studiato alla Bocconi, università che abbandona senza conseguire la laurea pur avendo superato tutti gli esami, dopodiché apre la sua prima galleria a Milano, città che sarà per tutto il resto della vita la “sua” città. In quegli anni, il giovane Daverio scopre la sua vocazione da divulgatore dell’arte e in tal senso sono moltissime le pubblicazioni a suo nome. Daverio era anche un personaggio televisivo di grande notorietà. Tra i programmi di cui era stato protagonista, in Rai, ricordiamo in particolare “Il Capitale di Philippe Daverio” e il notissimo “Passepartout” con cui aveva portato l’arte nelle case degli italiani attraverso il piccolo schermo. Negli ultimi anni era stata intensa la sua partecipazione a “Striscia la notizia” dove indicava luoghi d’arte ad accesso gratuito.

    Nel 2012 lanciò, in modo provocatorio verso l’Europa, il movimento Save Italy con lo scopo di difendere, preservare, denunciare e proporre azioni e soluzioni che possano far splendere di nuovo lo straordinario patrimonio culturale e artistico italiano.


    “.

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