Le balene di Lugano, urban art ecologista firmata Nevercrew foto

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Dal 2010, Arte Urbana Lugano (AUL) si impegna nello sviluppo di connessioni sempre nuove e sorprendenti tra i cittadini e lo spazio urbano. Grazie a questa iniziativa è favorito l’incontro tra la creazione artistica emergente, il particolare contesto urbano e tutti i cittadini che in esso vivono e crescono. Gli interventi proposti nel quadro di AUL permettono così di aprire nuove prospettive, relazioni e riflessioni rispetto all’ambiente che ci circonda.

balene lugano nevercrew

È in questo contesto che è stato realizzato il grande dipinto Close up su muro proprio in centro città. Il collettivo di street artists ticinesi Nevercrew composto da Christian Rebecchi e Pablo Togni durante 8 giorni tra venerdì 24 luglio e venerdì 7 agosto, ha dato alla luce la loro ultima opera, ubicata sulla facciata dello stabile di Viale Stefano Franscini 27.

Close up raffigura una composizione di balene in una sorta di parallelepipedo d’acqua. L’opera gioca con il contrasto tra l’ecosistema oceanico in cui vivono questi grossi cetacei e quello urbano circostante, il quale è sì estraneo ma allo stesso tempo connesso. Tutto fa parte di un equilibrio unico e globale in cui ognuno gioca un ruolo fondamentale.
L’opera rappresenta perfettamente il rapporto tra uomo e natura, legandosi al tema dello sfruttamento e all’inquinamento da parte dell’uomo. Un argomento attuale con cui la società si confronta continuamente.

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Il percorso artistico di Nevercrew si è sviluppato principalmente a livello internazionale nel contesto dell’arte urbana tramite la realizzazione di dipinti murali, installazioni e sculture. Il loro lavoro interroga principalmente il rapporto tra uomo e natura; in modo particolare si interessano agli effetti che il comportamento umano ha sull’ambiente, sugli animali e sulla società intera, che è letta nella sua complessità come un unico sistema interconnesso. Si occupano dunque di particolari “sistemi viventi”: visioni d’insieme che sono rese possibili nella loro totalità e struttura tramite l’uso della sezione, che consente di vederle per come sono internamente pur mantenendone percettibile la forma globale. Applicano e generano una “visione simultanea”, che ha inizio dalle singole componenti meccaniche o naturali fino ad arrivare alla composizione d’insieme data dall’associazione dei diversi soggetti, e che si espande quindi automaticamente in una relazione diretta e personale con l’osservatore e l’ambiente. L’obbiettivo è quello di interagire con le “prospettive”, evocando una partecipazione globale all’interno di un sistema, stimolando l’idea di una partecipazione attiva di ogni singolo elemento con i relativi causa ed effetto; l’interesse è quello di sviluppare un metodo per incorporare tutto in una tematica globale che possa mostrarsi come un insieme e che possa essere leggibile in tutte le sue componenti in una visione di totale ed inevitabile relazione tra ogni cosa, tra tutte le parti, dove solo il punto di vista, la posizione all’interno di un sistema, definisce una selezione.
Lavorando insieme da più di vent’anni, Christian Rebecchi e Pablo Togni hanno sviluppato la problematica del confronto ed allo stesso tempo, interagendo nello spazio pubblico, hanno esteso questo confronto all’esterno in modo diretto, rendendo questa perenne “discussione” uno dei punti cardine del loro lavoro. Da questo punto di vista, lavorando sulla comunicazione diretta insita nell’idea di arte pubblica, il loro messaggio percorre una via trasversale che incontra i diversi scenari su cui vive, quali politica, ambiente, società.

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