Le rubriche di CiaoComo - 5 cose su Lario e dintorni

Lario e dintorni, cinque opere d’arte per riscoprire il territorio

Da Giuseppe Bisi a Silvio Poma, cinque opere pittoriche dell'Ottocento che raccontano il paesaggio e la magia dei luoghi affacciati sul Lario

La bellezza paesaggistica del Lario e dintorni ha ispirato, nei secoli, artisti, pittori, musicisti, poeti e scrittori, che, attraverso le loro opere, ne hanno descritto e cantato i panorami lussureggianti e le viste mozzafiato. Sbirciando qua e là tra le collezioni nazionali, CiaoComo ha selezionato cinque opere d’arte che raccontano il Lario attraverso gli occhi e la sensibilità di cinque pittori dell’Ottocento.

Giuseppe Canella – Veduta di Sala sul Lago di Como

Giuseppe Canella – Veduta di Sala sul Lago di Como (1847)
olio su tela, 49 x 72 cm
Milano, Collezione Cariplo

Giuseppe Canella nacque a Verona nel 1788 e ricevette i primi rudimenti della formazione artistica da suo padre Giovanni, architetto, frescante e scenografo. Nei primi anni di attività si dedicò alla realizzazione di scenografie per teatri di Verona e alla decorazione pittorica, ad affresco, di residenze nobiliari, a Verona e a Mantova. Nel 1837, al suo rientro da un lungo viaggio in Europa orientale,  Napoli e Roma, l’artista avviò un’inedita sperimentazione pittorica di matrice naturalista, specializzandosi nell’esecuzione di opere dal forte potere evocativo di varie località del Lario, dei laghi Maggiore e Varese e della campagna lombarda. Il dipinto “Veduta di Sala sul Lago di Como”, presentato all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1847, riscosse l’apprezzamento entusiastico della critica. La connotazione romantica del paesaggio lacustre e, soprattutto, l’accento posto sulla quotidianità delle scene spinse la critica a istituire un parallelo tra la pittura di Canella e le opere letterarie di Alessandro Manzoni fin dal 1841, amplificando il successo riscosso dall’artista sulla scena artistica milanese come indiscusso caposcuola di una nuova pittura di paesaggio.

generica sala comacina

Adagiato sulla sponda occidentale del Lario, di fronte all’Isola omonima, Sala Comacina é famosa per la splendida vista, il suo centro storico, ricco di viuzze, arcate, balconcini e ponticelli, la Chiesa di San Bartolomeo di origine medievale e la settecentesca Villa Rachele, in cui soggiornò Alessandro Manzoni.

Giuseppe Bisi - Veduta di Torno

Giuseppe Bisi – Veduta di Torno (1860) 
olio su tela, 99 x 74 cm
Como, Musei Civici

Giuseppe Bisi nacque a Genova nel 1787, fu essenzialmente pittore paesaggista e delineò un proprio modo pittorico in cui la natura è osservata semplicemente nella sua quotidianità, nonostante l’epoca, in cui l’artista visse la sua giovinezza artistica, evocasse atmosfere più marcatamente romantiche. La veduta, che riveste un interesse storico poichè documenta un’ispezione della gendarmeria austriaca, raffigura la punta di Torno, sul lago di Como, dalla riva meridionale. Il dipinto rientra nella produzione specialistica del pittore, caratterizzata da opere ispirate al Lario, dalle quali furono tratte anche numerose litografie. Tra i suoi committenti si annoverano Napoleone III, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II.

torno vista da alto bandiera arancione touring club

Proteso nel lago tra Blevio e Faggeto Lario, Torno é di origine preromana, ricco di vicoli e incorniciato da ville e chiese antiche. Meravigliosa è la chiesa di Santa Tecla, di impianto romanico, che presenta uno splendido campanile ed un elegante rosone gotico, mentre al suo interno si possono ammirare affreschi del XVI secolo di Bartolomeo de Benzi. Molto bella risulta anche la chiesa trecentesca di San Giovanni Battista del Chiodo dal corpo rinascimentale, con un campanile romanico, mentre il portale finemente decorato è attribuito ai fratelli Rodari, celebri per i portali del Duomo di Como. Il borgo è caratterizzato da un animato porticciolo, dal quale ogni giorno salpano battelli, aliscafi e traghetti turistici che consentono di esplorare le bellezze circostanti, oltre ad ammirare gli scenari mozzafiato del lago.

Silvio Poma - La punta di Bellagio

Silvio Poma – La punta di Bellagio (1888) 
olio su tela, 73 x 133 cm
Montichiari, Museo Lechi

Silvio Poma nacque a Trescore Balneario nel 1840 e, dopo aver partecipato come volontario alla seconda Guerra di Indipendenza italiana, trascorse la giovinezza nei ranghi dell’esercito, dove incrociò l’amicizia di due pittori soldati, Giovanni Battista Lelli e Girolamo Induno, che furono determinanti per lo sviluppo successivo della sua professione artistica, maturata fuori dagli ambienti accademici e sostanzialmente da autodidatta. La sua notorietà raggiunse l’apice nel 1876, quando il pittore ricevette il premio Mylius dell’Accademia di Brera, il suo primo riconoscimento ufficiale. Da quel momento l’artista partecipò alle più importanti rassegne nazionali dove riscosse un immediato successo di pubblico. Questo dipinto fu creato proprio per una di queste occasioni. Nel 1888, infatti, a Bologna, presso i Giardini Margherita, si svolse l’Esposizione Universale, alla quale Poma partecipò con tre opere dedicate al Lario, tra le quali “La punta di Bellagio”, in cui l’artista immortalò sulla tela un’ampia visione panoramica – allungata fino al massiccio delle Grigne – presa dalle alture del piccolo borgo di Griante.

bellagio

Il territorio di Bellagio è piuttosto ampio e presenta una varietà incredibile di paesaggi e di scorci naturalistici per via della sua peculiare posizione, a cavallo tra colline, litorale lacustre e Alpi. Le vette più alte della zona sono il Monte San Primo, il Monte Palanzone e i Corni di Canzo. Tra gli aspetti più affascinanti di questo borgo ci sono senza dubbio le sue incantevoli ville, come Villa Serbelloni e Villa Melzi, celebri in tutto il mondo per il loro sfarzo e per i loro giardini curatissimi. Da non dimenticare l’importante basilica di San Giacomo, una chiesa edificata nel XII secolo, al cui interno sono ospitate numerose opere pittoriche di un certo rilievo. La basilica, strutturata su tre navate, presenta una bella torre campanaria, oggetto di numerosi rifacimenti, così come la facciata della chiesa. Tra le opere più importanti della basilica vi segnaliamo la pregevole Deposizione di Gesù nel sepolcro, attribuita con una certa sicurezza al Perugino.

Massimo D'Azeglio - Fontana alla Perlasca

Massimo Taparelli marchese d’Azeglio – Fontana alla Perlasca (1832/1833)
olio su tela, 42,6 cm x 35,8 cm
Milano, Accademia di Belle Arti di Brera

Massimo Taparelli d’Azeglio nacque a Torino nel 1798,  dalla nobile famiglia Taparelli di Lagnasco, nell’attuale provincia di Cuneo. È stato un politico, un patriota, un pittore e uno scrittore italiano. Il dipinto venne presentato a Brera in occasione della mostra del 1833 insieme a “Case alla Perlasca”. All’Esposizione di quell’anno, tra le diciasette opere presentate, quasi metà dei suoi dipinti furono opere che raffiguravano il Lario, confermando la passione per quel luogo, ricco di suggestioni poetiche da tradurre in immagini. Del dipinto non esistono disegni preparatori, a testimonianza dell’esecuzione en-plen-air dell’opera.

villa Tanzi-Taverna

Perlasca, insieme a Rasina, Montepiatto e Piazzaga, é una località nei pressi di Torno, famosa per la presenza della suggestiva e imponente Villa Tanzi-Taverna, circondata da un ampio parco e affacciata sul lago. Il complesso fu costruito per volere dei conti Tanzi, di Milano, nel 1787, ed ospitò il membro più illustre di questa famiglia, il conte Antonio Tanzi di Blevio, gentiluomo milanese che aveva fatto fortuna con la nascente industria serica. I Tanzi, premiati dall’Imperatore Giuseppe II con il titolo Edler von Tanzi, scelsero la scogliera Perlasca per la suggestiva posizione, rendendo la loro dimora una meta imprescindibile per il Grand Tour in territorio lariano. Nel 1835, la dimora fu acquistata dal conte Gaetano Taverna, quindi al suo successore conte Lodovico Taverna, che le conferiscono l’aspetto attuale, per poi passare in eredità a varie famiglie aristocratiche del milanese, tra cui i principi Borromeo, i Poldi Pezzoli e i Trivulzio. Nel 1941 fu acquistata dai conti Gerli, ed è attualmente adibita a residenza privata. Villa Tanzi-Taverna è costituita da un blocco centrale, affiancato da due ali simmetriche, di più antica edificazione. Prestigioso il parco, realizzato da Giuseppe Balzaretto, la cui originaria estensione superava i quattro ettari, ricco di pregiate essenze arboree ed ispirato ai dettami del Romanticismo inglese ottocentesco. All’interno del parco è presente un mausoleo in stile neogotico destinato ad ospitare le spoglie di Giacomo Poldi Pezzoli, realizzato dall’architetto Carlo Maciachini.

Ercole Calvi - Veduta di Menaggio

Ercole Calvi – Veduta di Menaggio (1879)
olio su tavola, 25 x 44,5 cm
mercato antiquario

Ercole Calvi nacque a Verona il 24 febbraio 1824. Formatosi all’Accademia Cignaroli di Verona, nel 1844 si trasferì a Milano dove completò i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Prosecutore della pittura di paesaggio di gusto romantico, si distinse alle esposizioni milanesi per un repertorio di vedute lacustri e paesaggi brianzoli ispirati ai modelli allora in voga di Giuseppe Canella.

spiaggia menaggio e menaggio generica da lago

Menaggio è situata sulla sponda occidentale del Lago di Como, all’inizio di un’ampia valle che la collega al Lago di Lugano. Grazie alla sua posizione centrale, Menaggio è un ottimo punto base per scoprire il Lario ed è caratterizzata da una piazza centrale e dallo splendido lungo lago. Grazie alla sua posizione centrale, fra lago e montagne, Menaggio è un ideale punto di partenza per qualsiasi tipo di escursione: in battello si può accedere alle le sontuose ville del Centro Lago con i loro bellissimi giardini, in autobus oppure in automobile si possono percorrere le numerose vallate con i loro insediamenti rurali e antiche vie di comunicazione,  a piedi oppure in mountain bike si possono scoprire i sentieri del Parco Val Sanagra, ampio polmone alle porte di Menaggio. Gli sportivi possono avventurarsi sulla Via Ferrata del monte Grona o sulla palestra di roccia sito tra Menaggio e la frazione di Nobiallo. Il comune vanta la presenza di un esclusivo campo da golf di 18 buche, fondato nel 1907,  e di un Lido, con piscina e una spiaggia con una vista spettacolare sul lago. Il paese dispone anche d’una spiaggia pubblica a libero accesso e diversi impianti sportivi.

Alessia Roversi