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Non solo formaggi, cinque motivi per andare in Valsassina foto

Con la regola del cinque si va fuori provincia a caccia di aria fresca, paesaggio naturali e buoni formaggi: la Valsassina

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Valsassina: l’origine del nome di questo solco vallivo che si estende ad arco tra  Lecco e Bellano è controversa,  l’ipotesi più accreditata è la parola latina saxum che vuol dire, ovviamente, sasso.  Dunque la Valsassina sarebbe la piccola valle dei sassi, ma il territorio, chiuso tra le Grigne e le Orobiche bergamasche segnato dal torrente Pioverna, è tutt’altro che una landa sassosa. Verde è il colore preminente della Valsassina, quello dei prati e quello di boschi e foreste sulle pendici dei monti, forse il sasso che ha ispirato il nome è la rocca Baiedo, lo sperone roccioso che si innalza nel bel mezzo della vallata.

valsassina 5 cose

In Valsassina ci si va per le escursioni, per un pic nic, in cerca dei formaggi per cui è famosa, in inverno per sciare a pochi chilometri da casa. Con la consulenza di Claudio Bolla, conoscitore e amante di questo luogo, ecco cinque cose che non dovete perdervi andando in Valsassina e, magari, percorrendola in bicicletta lungo la pista ciclopedonale che si snoda lungo tutto il fondovalle, immersa nel verde. Il percorso, più o meno pianeggiante, è interamente asfaltato e lontano dalla strada lungo il torrente Pioverna che spesso si attraversa su caratteristici ponticelli in legno. Diversi i punti di ingresso, ad esempio potete lasciare l’auto a Barzio in località Fornace, con ampio parcheggio presso l’ area Sagra delle Sagre (http://www.sagradellesagre.it/) e con 13,8 chilometri di pedalata arrivate a Taceno località Tartavalle.

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In bicicletta, a piedi, in auto, comunque decidiate di andarci non perdetevi la chiesetta dedicata a Santa Margherita  collocata su uno sperone roccioso nelle vicinanze del valico di Piazzo, poco fuori dall’abitato di Somadino a 865 m. s.l.m. Sul luogo di fortificazioni altomedioevali, in una posizione di particolare valenza strategica, l’edificio sacro si trova sul percorso che collegava la val Casargo alla Valtellina. Anzi l’antica strada passava proprio sotto lo stesso portico antistante fino alla costruzione dell’attuale carrozzabile nel 1880. Santa Margherita a differenza di tutte le altre chiese del territorio, che hanno subito molteplici trasformazioni nel corso dei secoli, conserva tutt’ora gran parte delle antiche formule romaniche, soprattutto nella parte absidale, dove sono custoditi i dipinti murali più antichi della Valsassina

L’edificio risale al XII secolo ed è da considerarsi il luogo di culto più antico della Valsassina. Al suo interno conserva un ciclo di affreschi di ascendenze bizantine ed un affresco di epoca rinascimentale. Per la visita contattare Pro loco Casargo: http://www.proloco-casargo.org/website/index.php?option=com_content&view=article&id=18&Itemid=119

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Se Dante fosse stato in Valsassina, avrebbe messo il paradiso al Pian delle Betulle, località a 1501 metri sul livello del mare in Alta Valsassina. Circondato dalle montagne del lago di Como, il piccolo altipiano è ancora oggi abitato tutto l’ anno da un ridotto gruppo di residenti che lo raggiungono con la funivia dal paese di Margno (info orari e costi sul sito www.pianidibobbio.com), oppure a piedi in 15 minuti di cammino dall’ Alpe di Paglio, e, ancora, in 1 ora e mezza partendo sempre da Margno o da Crandola. Qui le auto non possono arrivare.

Negli anni il Pian delle Betulle si è guadagnato il soprannome di Ultimo Paradiso: un luogo isolato e tranquillo, dove la natura è sempre stata rispettata e conservata, con il suo laghetto alpino, la caratteristica chiesetta degli Alpini e le piccole casette armonicamente integrate nel paesaggio. Circondato da bei boschi di faggi e betulle e sovrastato dal Monte Cimone (mt. 1800) è frequentato da turisti ed escursionisti durante tutto l’ anno. Da qui si possono godere splendidi panorami sulle cime circostanti e nelle giornate limpide la vista spazia fino ai laghi di Como e di Lugano e più in là fino alla catena del Monte Rosa e i picchi alpini.

Durante la bella stagione è il luogo ideale per le famiglie, per trascorrere giornate di relax sui verdi prati del piano e fare brevi passeggiate alla scoperta dei piccoli alpeggi dei dintorni. I bambini (e anche i grandi) possono divertirsi al parco avventura Jungle Raider Park e visitare l’ area faunistica naturalistica Il Bosco del CimoneE’ anche punto di partenza per escursioni di trekking e mountain bike più o meno impegnative, alcune delle quali sono:

  • Dal Pian delle Betulle alla Val Biandino: facile, 2 ore e mezza circa.
  • Dal Pian delle Betulle al Lares Brusaa: facile, 1 ora circa.
  • Gli Alpeggi del Pian delle Betulle (Alpe Ortighera e Alpe Oro): facile, 20 minuti
  • Dall’Alpe di Paglio al Pian delle Betulle: facile, 15 minuti
  • Da Margno al Pian delle Betulle: facile, 1 ora e mezza
  • Da Crandola al Pian delle Betulle: facile 1 ora e mezza
  • Dal Pian delle Betulle all’ Alpe Grasso e Alpe Piazza: facile 30 minuti circa
  • Dal Pian delle Betulle al Rifugio Santa Rita: facile ore 3 e mezza
  • Dal Pian delle Betulle al Rifugio Ombrega: facile ore 1 ora e 45 minuti circa

Da non perdere l’ appuntamento con la Festa degli Alpini in programma il primo weekend di settembre presso la chiesetta votiva con il Museo Alpino ” Casa della Memoria “ situato nei sotterranei, visitabile su prenotazione rivolgendosi all’ ANA di Lecco (telefonare al +39 0341 364108). Aperto  in occasione della Festa degli Alpini.

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Tutta questa attività fisica vi ha messo appetito? Sappiate che nella valle ci sono tanti ottimi ristoranti e trattorie. Ve ne suggeriamo due per la loro particolarità. RISTORANTE DA GIGI a Crandola in Valsassina “Chef Awards 2017”. E’ stata la rete internet a conferire il premio al ristorante valsassinese, attraverso le recensioni sui social e su TripAdvisor, ma Da Gigi è raccomandato anche dalla GUIDA DELL’ACCADEMIA ITALIANA DELLA CUCINACoordinata dallo Chef Carlo Maglia e dal suo secondo Alex Pensotti, la cucina del ristorante Da Gigi porta la montagna ed il bosco nel piatto attraverso tecnica e creatività, esaltando erbe selvatiche, bacche e radici, abbinate a prodotti di grande qualità. Una cucina moderna dallo spirito giovane che si rinnova costantemente.

Una personale e creativa reinterpretazione della cultura gastronomica Valsassinese /Lombarda, di cui vengono utilizzati i prodotti tipici (formaggi, funghi, selvaggina da pelo, erbe, bacche…) e i tradizionali metodi di conservazione, come affumicatura, conservazione in salamoie ed essiccazione. Una cucina che è dunque modellata sul profondo legame con il territorio, ma al tempo stesso moderna e aperta a sperimentazioni innovative, fino a spingersi ad accenni fusion. Ristorante Da Gigi – Piazza VI Novembre 4, Crandola Valsassina Tel  0341 840 124. Chiuso al Mercoledì

RISTORANTE LA CASCATA a Introbio segue dal 1985 un percorso basato sulla tradizione familiare, l’ospitalità come vocazione, la ricerca della qualità, la professionalità e la creatività in ogni occasione.
Il locale è curato, elegante e discreto. Il camino, sempre acceso, crea un ambiente caldo e accogliente. Un piccolo giardino con tavoli all’aperto, offre la possibilità di trascorrere un momento piacevole nella verde e fresca Valsassina.
Attraverso l’impegno quotidiano nella ricerca della freschezza, nella cura del particolare e nell’attenzione sempre discreta all’ospite, il locale vuole creare una cucina semplice e personale impostata sulla tradizione. La selezione dei formaggi della valle (taleggi, caprini, formaggi d’alpeggio, ricotta), le erbe selvatiche, i funghi, le castagne e il pesce del vicino lago entrano nelle proposte, così come la pasta fresca preparata giornalmente e la polenta, come vuole la tradizione. Ristorante La Cascata Via Vittorio Emanuele, 42 Introbio Tel 0341 980212. Chiuso il lunedì

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La natura è benigna in Valsassina e ci offre il quarto motivo per venire qui: il faggio del Piancone, in dialetto Ol fòo dol Piancòon.  E’ un albero che si trova sulle pendici del Pizzo D’Alben, sul versante che porta verso la Val Marcia, nel territorio comunale di Casargo. Il grande faggio monumentale vecchio più di 300 anni, ha un tronco che misura circa 10 metri di circonferenza e un’altezza totale di 28 metri, mentre la sua chioma ha un diametro che supera i 30 metri. Si narra che in passato un pastore fosse riuscito a mettere a riparo tutte le sue cento pecore sotto le fronde. Guardandolo si rimane a bocca aperta. Per raggiungerlo ci vogliono 3 ore e mezza lungo un itinerario abbastanza impegnativo che  parte dalla zona di Giabbo a Premana dove ci sono diversi parcheggi. Attraversato il torrente Varrone su un ponte in pietra si seguono le indicazioni per Alpe Chiarino sentiero n. 46, arrivati all’alpe si prosegue per Val Piancone lungo un sentiero stretto e senza protezioni, pertanto occorre fare attenzione, Le difficoltà nel raggiungerlo hanno fatto sì che non venisse danneggiato da visitatori “molesti” e si preservasse pressoché intatto. Purtroppo negli ultimi anni, alcuni rami di dimensioni considerevoli sono caduti per cause naturali, ma la bellezza del Faggio del Piancone è immutata.

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Ma non eravamo venuti per i formaggi? In effetti non si può tornare dalla Valsassina senza aver acquistato le specialità casearie in uno dei numerosi spacci e aziende agricole lungo tutta la vallata. I nostri consigli sono: AGRITURISMO Due Soli in frazione Cortabbio di Primaluna. Allevamento di capre da latte con annesso caseificio aziendale con bollo CE per la trasformazione del latte. Le capre vivono libere nella stalla con un paddock esterno in mezzo al bosco. Si può visitare l’agriturismo con percorsi di fattoria didattica rivolti alle famiglie e alle scolaresche. La produzione è esclusivamente formaggi di capra a latte crudo: ricotta, caprotto fresco, caprotto stagionato, formaggella di Primaluna (vincitore premio internazionale per formaggi di capra  di Milano “All’ombra della Madonnina” 2017), capreggio, blu di capra. In alcuni periodi dell’anno si possono acquistare salumi e carni di capra. Lo  spaccio aziendale è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13. Sabato e domenica meglio telefonare per accordarsi 0341981475 e  3382197469 AgriturismoDueSoliBergamini

INVERNIZZI E ROTA, invece, per il formaggio vaccino. Dalla stalla di Cornisella, a 1000 metri, per tutto l’anno, due volte al giorno la materia prima viene lavorata senza essere scaldata, in modo da non disperdere la sua assoluta qualità. La salatura è effettuata da mani esperte, la stagionatura avviene in casse di legno e procede per due mesi, anche se spesso prosegue fino toccare la soglia dei 90 giorni. Il formaggio che ne deriva è tecnicamente un quartirolo e non un taleggio, ma non c’è differenza, il prodotto si mostra abbastanza compatto, anche se non è orfano della golosa e caratteristica morbidezza e grassezza del sottocrosta che, nei prodotti più stagionati, tende a espandersi sino al cuore del formaggio. Da non perdere anche la Robiola Cornisella. Commercio produzione e vendita formaggi  via Trieste, 63 Pasturo tel 0341 955218 (chiuso mercoledì)

Dunque formaggi si, ma non solo quelli, una gita in Valsassina non vi deluderà. Parola di Claudio Bolla (membro Accademia della Cucina e maestro assagiatore Onaf)

 

 

 

 

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