Como, sale la tensione a San Francesco I giovani accusano i vigili:”Vietate le riprese” foto

Il comunicato dei ragazzi di Cominciamo da Como dopo l'intervento di sanificazione di questa mattina. Per il 30 protesta fuori dal Comune

Prosegue il braccio di ferro tra i giovani di Cominciamo da Como e l’amministrazione comunale di Como. In queste ore – anche su diversi social – i ragazzi hanno diffuso immagini di un video (che hanno spedito anche a noi) dove denunciano quello che per loro è un gravissimo episodio avvenuto in mattinata. La ricostruzione secondo Roberto Adducci, ormai considerato il portavoce del movimento

 

Questa mattina, giovedì 23 aprile 2020, siamo stati vittime di un episodio gravissimo durante le ormai consuete operazioni di “sanificazione” che si svolgono sotto i portici dell’ex-chiesa di S. Francesco alla presenza dell’ass. Negretti e dell’ass. Corengia. Come sempre, presenziamo a queste operazioni per impedire che vengano rimosse e smaltite le poche proprietà delle persone senza fissa dimora che trovano ricovero sotto i portici nell’assenza totale delle istituzioni, le quali anzi provvedono a sottrarre loro anche l’occorrente per dormire. Come sempre, cerchiamo di documentare audiovisivamente questa vergogna per impedire che la giunta faccia passare la questione sotto silenzio. La settimana scorsa, le istituzioni hanno reagito con un primo tentativo intimidatorio, comminandoci una sanzione ingiustificata e ridicola per aver sostato sul manto erboso prospiciente a S. Francesco. Ingiustificata, perché il calpestamento non è espressamente vietato da apposito cartello, come richiesto invece dal nuovo regolamento di polizia urbana. Ridicola, perché abbiamo constatato applicarsi solo a chi fa sentire la propria voce, mentre all’ass. Negretti e all’ass. Corengia è regolarmente consentito lo stesso comportamento, come abbiamo puntualmente documentato.

 

Per queste ragioni, nella conferenza stampa di ieri fuori dal Municipio abbiamo chiesto pubblicamente il ritiro della sanzione. La risposta non si è fatta attendere: questa mattina, dopo averci illegittimamente intimato di cessare le riprese audiovisive delle operazioni di sanificazione, un agente della Polizia Locale ha utilizzato violenza fisica contro una delle persone presenti, scaraventando a terra uno dei cellulari utilizzati per le riprese. In questo modo, siamo stati inspiegabilmente privati con la forza del nostro diritto a documentare un intervento di funzione pubblica che si stava svolgendo alla luce del sole. Non esistono giustificazioni possibili a questo gesto, a parte il desiderio di tenere nascosto l’operato inaccettabile della giunta e l’ovvia intenzione ritorsiva nei nostri confronti. Ad aggravare la situazione la presenza compiacente dell’assessore competente Elena Negretti. Fortunatamente ciò non ci ha impedito di documentare anche questo sopruso, come mostrato dal video che rendiamo pubblico. Constatiamo però che le nostre richieste continuano a rimanere in ascoltate, mentre le uniche risposte che riceviamo sono di violenza sempre crescente. Ci chiediamo fino a che punto le istituzioni siano disposte a giungere pur di non ascoltare la voce della cittadinanza comasca.

 

Chi pensa di silenziarci in questo modo otterrà come unico effetto quello di sentire la nostra voce ancora più forte. Con questi episodi, così come sulle proteste che si sono susseguite nell’ultimo periodo su un ampio spettro di problemi, la giunta ha mostrato definitivamente la corda. La sua incapacità di amministrare la città ascoltando le esigenze di chi ci vive è evidente a chiunque, e non può essere tollerata oltre. Indiciamo pubblicamente una manifestazione per giovedì 30 luglio, data dell’ultimo consiglio comunale, per chiedere le dimissioni della giunta Landriscina.

 

Nelle foto alcuni dei fotogrammi del video diffuso dai ragazzi oggi