Voce per cantare e piedi per camminare, autour du monde con Fatoumata Diawara foto

Intenso concerto di Fatoumata Diawara "solo" al Festival Como Città della Musica

 

festival como città della musica fatoumata

Compositrice, cantante, chitarrista e attrice originaria del Mali, Fatoumata Diawara è anche una grande amica della città di Como alla quale ha regalato – martedì 30 giugno nella prestigiosa cornice di Villa del Grumello, per il Festival Como Città della Musica – un concerto di voce e chitarra.

Il nostro pianeta non può essere tutto bianco, e nemmeno tutto nero o asiatico. questo pianeta meraviglioso è bello così, con tutte le sue diversità. È meglio così. La guerra che facciamo contro le religioni, contro i paesi, i colori, è una perdita di tempo. Oggi è urgente pensare che tutte le persone appartengono a una razza, quella del sangue rosso”, dice Fatoumata Diawara durante un concerto che ha compreso brani tratti dagli album Fatou e Fenfo. E proprio tratto da Fenfo, che può essere tradotto con “Qualcosa da dire”, il pezzo Nterini, all’interno dell’album, è una canzone sull’angoscia provata da due amanti separati dalla distanza, occasione per parlare del tema dell’immigrazione. “Partire è normale, siamo tutti migranti”, continua la cantante, “perché tutti abbiamo bisogno di partire per ampliare le nostre conoscenze e il mondo si deve aprire per noi, visto che abbiamo i piedi per camminare”.

Determinazione, ritmo e gioia, il concerto racconta di una donna che, in dieci anni, è passata dall’essere una promessa della musica a un’artista di fama internazionale, che non solo collabora con grandi musicisti ma, con un importante senso di reciprocità, affianca giovani ancora “in erba” per, come aveva raccontato durante l’intervista di CiaoComo, “passare un po’ della mia esperienza artistica e musicale”.

Due anni fa l’uscita di Fenfo, attraverso Wagram / Montuno. A seguito del successo registrato da Fatou nel 2011 – il disco fu definito da Pitchfork come un “album accattivante” che “ti avvolge con le sue atmosfere“, Fatoumata fu descritta da Gilles Peterson come “uno dei talenti più entusiasmanti ascoltati dopo molto tempo”. Fenfo è stato coprodotto da Diawara e Matthieu Chedid (meglio conosciuto con il nome d’arte -M) e registrato in Mali, Burkina Faso, Barcellona e Parigi.

Come aveva dichiarato la stessa Fatoumata: “Non volevo cantare in inglese o francese perché volevo rispettare la mia eredità africana, desideravo però un suono ed un ritmo moderni, che rispecchiassero il mondo in cui vivo. Amo fondere e contemplare simultaneamente tradizione e sperimentazione. Si possono mantenere radici salde ed influenze autoctone, ma si possono comunicare in uno stile diverso. Fenfo è un album che rivela chi sono e da dove provengo.”

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Senza la sua band ma in versione “solo”, Fatoumata durante il concerto oltre ai brani tratti dai suoi album, ha suonato la bellissima Sinnerman di Nina Simone, in una serata particolare e suggestiva, nella spettacolare cornice di Villa del Grumello; serata in cui la grande artista guarda con orgoglio alle sue origini africane con, allo stesso tempo, una visione di speranza e fiducia verso il futuro; il messaggio è universale, quello di una musica capace di conquistare. “Creiamo delle chance per i nostri figli; la diversità fa paura all’umanità, invece è una ricchezza”, dice Fatoumata alla fine del concerto, “e il mondo non deve temerla”.

La musica di Como è ripartita anche con lei, con la Grande Voce dell’Africa Contemporanea, con le sue melodie ossessive e ritmiche, che sanno infondere determinazione e speranza, qualità di cui oggi più che mai abbiamo bisogno.

Sabrina Sigon