Voce e cuore della grande Fatoumata Diawara al Festival Como Città della Musica. Intervista foto

Il festival Como Città della Musica si sposta a Villa del Grumello per i due concerti della cantautrice del Malì

 

Compositrice, cantante, chitarrista e attrice originaria del Mali, Fatoumata Diawara è anche una grande amica della città di Como alla quale regalerà – martedì 30 giugno nella prestigiosa cornice di Villa del Grumello, per il Festival Como Città della Musica – un concerto di voce e chitarra.

La musica sul lago di Como riparte anche con lei, con la gioia e la determinazione che trapelano dalla sua voce; una voce che Fatoumata ha cominciato a far sentire sin da quando, ancora giovane, ha deciso che sarebbe stata la musica la giusta strada da percorrere. Una donna forte, impegnata, che ama fondere nella sua musica tradizione e sperimentazione; che, alla modernità delle linee pungenti della chitarra elettrica, combina le antiche corde africane di kora e kamel ngoni perché “Si possono mantenere radici salde ed influenze autoctone, ma si possono comunicare in uno stile diverso”.

fatoumata diawara

La musica sul lago di Como riparte dalla gioia di ascoltare la sua voce, in un concerto che non sarà convenzionale.

Questo sarà un concerto atipico”, dice Fatoumata; “infatti non mi presenterò con la mia band ma in versione ‘solo’, accompagnata dalla mia chitarra; nel concerto realizzerò brani tratti dai miei due album Fatou e Fenfo (che si può tradurre con: Qualcosa da dire). Ma ci saranno, in più, alcune sorprese, canzoni e cover: quindi per tutto questo vi aspettiamo domani, a Villa del Grumello”.

Una carriera che comincia con un film, La Genèse, premiato a Cannes nel 1999; com’è stata l’esperienza di attrice e come è avvenuto il passaggio dal cinema alla musica?

Per me, quello fra cinema e musica, è stato un passaggio del tutto naturale. Fin da giovane ho avuto la fortuna di lavorare in svariati film e rappresentazioni teatrali di vario livello, sia in Mali sia in Francia e in tutto il mondo. Ma la musica è sempre stata dentro di me, tant’è che nelle varie rappresentazioni teatrali e cinematografiche ho sempre proposto, ai registi con cui ho lavorato, di avere delle parti che implicassero l’utilizzo della voce e l’utilizzo del canto. Il vero passaggio, il cambiamento, è stato con la Compagnia di Teatro di Strada Royal de Luxe. Ho lavorato con loro per ben sette anni, in Francia e in tutto il mondo. Nei loro spettacoli c’è sempre una componente musicale, e questo ha permesso che mi creassi il mio spazio come cantante. Da lì, il destino della mia carriera è cambiato e sono diventata oggi prevalentemente una cantante, anche se mi piace ancora essere sullo schermo e fare cinema quando è possibile, quando me ne viene data l’opportunità”.

 

Le collaborazioni con il musicista Herbie Hancock, con il compositore guineano Cheik Fantamadi Camara, e con molti altri nomi di fama internazionale come hanno influenzato le tue composizioni?

L’opportunità di lavorare e collaborare con persone di grandissimo calibro come Herbie Hancok, Damon Albarn (fondatore dei Blur, leader dei Gorillaz, un video girato con Fatoumata proprio sul lago di Como, ndr), Matthieu Chedid in Francia, è stata per me una grandissima occasione non solo di crescita artistica ma anche di crescita personale. Questi artisti sono riusciti a darmi tanto, principalmente avendo fiducia nelle mie capacità. Sono contenta per tutto questo e penso di aver fatto del mio meglio per far sì che queste collaborazioni fossero fruttuose, cosa che mi riempie di grande stima e orgoglio e spero di poter continuare anche in futuro, con artisti sempre più celebri e importanti. A mia volta faccio quanto possibile, oggi che sono più celebre di un tempo, per collaborare con artisti “in erba”, ai quali posso passare un po’ della mia esperienza artistica e musicale”.

 

La tua viene considerata la Grande Voce dell’Africa contemporanea: cosa dice questa voce, che esprime amore ma anche impegno sociale per il proprio paese?

Essere portavoce e, in certo qual modo, ambasciatrice del mio paese, il Mali, e del mio continente, l’Africa, non è una cosa semplice. L’immagine che l’Africa ha nel mondo è spesso molto sbagliata, legata solo alla politica, alla povertà, alla fame. Io cerco invece di riequilibrare questa immagine portando sul palco e nelle mie opere, e attraverso la mia voce, un’immagine di un’Africa gioiosa, di un’Africa con tantissimo potenziale, di un’Africa con tanta energia. Non dobbiamo dimenticarci che l’Africa è anche questo: un continente bellissimo. Il Mali, in particolare, è un paese pieno di felicità e di energie vive, non solo culturali ma anche economiche e sociali. Quindi il mio obiettivo è riequilibrare questa immagine per fare sì che le persone che, purtroppo, non hanno ancora avuto l’opportunità di venire, sappiano che l’Africa ha comunque delle risorse e delle potenzialità enormi, nonostante quello che i media riportano”.

Le tue melodie nitide e suggestive, che hanno il coraggio di sperimentare: qual è la storia che raccontano?

Le mie canzoni sono, talvolta, particolari per la tradizione della musica del Mali. Nel mio paese si usano ancora tantissimi strumenti tradizionali che sono sviluppati solo ed esclusivamente nella nostra cultura. Penso al Kamel ngoni, alla Kora stessa, strumenti musicali vecchi più di mille anni. Hanno una storia ricca e nel mio paese cantanti e musicisti sono molto attaccati a questa tradizione e cercano di deviare il meno possibile da quella che è la cultura ancestrale di strumenti musicali che seguono i destini della nostra società. Io sono un ‘uccello un po’ fuori dal coro’ in questo senso, perché, credo, ho la capacità e l’opportunità, data anche dal mio passato internazionale, di mischiare la tradizione del Mali con gli strumenti più moderi come chitarra elettrica, basso e batteria. Anche in Mali si usano questi strumenti, ma la musica che faccio io ha la speranza di riuscire a combinare la tradizione ancestrale del mio paese  in particolare il sud del Mali, la regione Wassoulou da cui proviene la mia famiglia  con una tradizione più moderna di blues, rock e jazz. Quindi vi aspettiamo per questo concerto e ringrazio tutta la città di Como per accogliermi ancora una volta, per ballare e cantare insieme”.

Sabrina Sigon

fatoumata diawarra

Villa del Grumello – martedì 30 giugno ore 19.00 e 21.00

WORLD MUSIC

Fatoumata Diawara Solo

Fatoumata Diawara, voce e chitarra

 

I posti sono esauriti, ma potrebbero esserci nuove possibilità il giorno del concerto. Per aggiornamenti: www.teatrosocialecomo.it