Quantcast
Como

Fanetti Pd: “La desertificazione della Cultura comasca è preoccupante.Occorrono risposte di qualità”

Il capogruppo Pd in Comune a Como a ruota libera sulla pochezza della Giunta Landriscina in materia di Cultura e turismo

Purtroppo una città non può vivere di sola ordinaria amministrazione. Ma questo non è chiaro a chi governa Como dove negli ultimi anni si è verificata una moria sistematica di iniziative culturali azzoppate da bandi in ritardo e dalla mancanza di supporto. Eppure, in questa fase di ripresa così complessa, servono spazi e iniziative che realizzino il pieno potenziale artistico e culturale di Como”. Non ci gira intorno, Stefano Fanetti, capogruppo Pd in Comune a Como, parlando del panorama culturale della città definito “desertificato” da una Giunta senza una visione in proposito e neppure disposta ad ascoltare le istanze che arrivano da operatori e cittadini.   
“Troviamo una risposta di qualità ai bisogni dei cittadini che hanno più volte chiesto un’offerta culturale in grado di colmare il deserto creatosi in questi anni – dice il capogruppo che aggiunge – se non lo si vuole fare per il benessere dei cittadini, lo si faccia almeno per il benessere dell’economia locale. Andiamo incontro a un futuro di intenso turismo domestico. Vogliamo continuare a ripeterci di vivere sul lago più bello del mondo o intendiamo dare dei contenuti in grado di attirare visitatori da tutta Italia e dal mondo?”
In una chiacchierata davanti al Teatro Sociale, Fanetti questa mattina non si è limitato ad elencare le “disfatte” culturali della Giunta Landriscina, nello specifico, Fanetti e il Partito Democratico indicano diverse proposte per il rilancio culturale di Como. 
Serve una riflessione importante sugli investimenti in spazi espositivi per ospitare delle mostre d’arte di nuova generazione. A Bordeaux in questi giorni Gustav Klimt ed Egon Schiele sono protagonisti di una fortunata mostra multimediale. A Lugano, nel 2019, l’evento virtuale Van Gogh Alive è stato un successo in piena regola. Queste nuove tendenze aprono scenari anche per Como dove i musei, seppur di estremo valore, mantengono spesso un’impostazione classica. Un domani potremo avere anche noi una “grande mostra” virtuale?”
Fanetti avanza poi delle proposte per il breve periodo: “Como ha dimostrato negli anni di avere una folta schiera di artisti di strada seri e preparati. Perché non coinvolgerli in un festival vero e proprio, come fatto a Ferrara dove a fine agosto si terrà il Ferrara Buskers Festival? Un altro rito molto caro ai comaschi è il cinema all’aperto. Già tempo fa avevamo proposto un drive-in a Muggiò, dove si potrebbe vedere un film dalla totale sicurezza della propria auto”.

“L’obiettivo dovrebbe essere il pensare a un investimento che radichi e attragga certe iniziative che altrimenti resistono sino a che c’è la buona volontà di chi li organizza – ha concluso Fanetti – Non c’è dubbio che, su tanti fronti, il vero antivirus sia il bello, l’arte e la cultura. Manca la visione? Mancano le capacità? Manca una strategia? Probabilmente tutte e tre le cose. Ma mai come ora Como ha bisogno che questa amministrazione dimostri di avere un piano”.

commenta