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Teatro Presente! Piazza piena per il pride day dei lavoratori dello spettacolo foto

Flash mob dei lavoratori dello spettacolo di Como davanti al Sociale. Il teatro esiste, ascoltateci

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Giovedì 15 giugno alle 18.30 in piazza Giuseppe Verdi, a Como, c’è stato un incontro per celebrare il teatro e, soprattutto, affermare l’esistenza di tutte le persone che lavorano nel mondo dell’arte. Un evento promosso da Teatranti Uniti Como, un gruppo di appassionati professionisti del settore, che si è unito in questo delicato momento, ma che da sempre è presente nel tessuto cittadino. Perché il teatro esiste e chiede un dialogo sia con la cittadinanza – per renderla consapevole dell’importanza e del ruolo della cultura e dell’arte nella vita di tutti – sia con le istituzioni a cui viene chiesto di diventare parte attiva per aiutare un settore fra i più penalizzati dalla pandemia, da questa crisi sanitaria ed economica che sta mettendo a dura prova chi lavora nel mondo dello spettacolo.

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Oggi, lunedì, di solito giorno di chiusura, segna la riapertura dei teatri”, mi dice l’attore Davide Marranchelli “e già questo ci piaceva perché era una cosa un po’ strana. Almeno il 70% degli artisti e delle maestranze non lavoreranno: viste tutte le regole da rispettare, solo alcuni teatri riusciranno a riaprire. Quindi siamo qui per far vedere che il teatro, anche se non ci sarà ancora per un po’ – per come lo conosciamo – in realtà c’è ancora. Perché il teatro è nelle persone e non solo nei luoghi che aprono o che non aprono. L’idea era quella di riunire in un abbraccio virtuale attori, registi, maestranze, pubblico soprattutto, e di ritrovarci qui per fare una festa e dire: IL TEATRO È PRESENTE. Adesso cominceremo con un appello di tutte le Associazioni, le Compagnie Teatrali – amatoriali e non – che fanno parte del nostro territorio. E sono tante!”.

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I teatri che riaprono

Solo quelli che possono permetterselo, comunque rischiando e non facendo tutto; anche in questi casi non si tratta di una riapertura vera e propria, ma con un carattere molto limitato nei tempi e nelle proposte. Chi apre è coraggioso ma, per tanti di noi, la crisi continua. E, visto che la crisi continua, cerchiamo di vivere questo momento come un’opportunità, e non una crisi e basta. Oggi l’idea è quella di aprire un dialogo serio che, per una volta, prenda in considerazione tutte le persone che sono venute qui, che lavorano davvero nel teatro; queste sono le persone che vanno sul palcoscenico, e suonano e ballano. Siamo qui per capire quanti siamo, contarci, e cominciare un dialogo con le istituzioni. Questo il nostro grido per dire: Noi ci siamo. Guardandoci oggi dico che si tratta di un miracolo: le compagnie comasche non si sono mai riunite così, in così poco tempo. Saranno venti – venticinque; già essere qui è un successo, adesso può anche piovere. Potremo poi dire: Noi c’eravamo. Su un giornale inglese è stato fatto un sondaggio ed è emerso che uno dei lavori più inutili è quello dell’artista. Ma la domanda è: come avete fatto guardando Netflix, ascoltando la musica, leggendo un libro: come avete fatto a sopravvivere alla quarantena? Adesso noi, con l’arte, vogliamo uscire dalla quarantena. Il nostro è un urlo per chiedere aiuto, facendo rete anche con tutte le piazze che hanno manifestato per questa causa. Non solo Milano ma anche la Calabria, la Sardegna. Siamo tutti in collegamento attraverso un unico gruppo che si chiama ATTORI E ATTRICI RIUNITI, che sta facendo richieste importanti per cambiare il discorso dei contratti, per rendere la vita lavorativa dell’attore e dell’artista al pari di altre categorie perché, durante la crisi, questo problema è esploso in tutta la sua potenza”.

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Teatro deriva dalla parola guardare, ed è questa la sua funzione: guarda nella società cercando di migliorarla, dice il regista Mario Bianchi.

Oggi un segno che voglio darvi”, dice al microfono l’Assessore alla Cultura Carola Gentilini, presente all’evento, “è di vicinanza, perché vorremmo cercare di essere d’aiuto, in questo periodo, che sicuramente non è facile per nessuno. Per cui penso sia possibile instaurare un maggiore dialogo e sarò quindi a disposizione se vorrete contattarmi per capire e organizzare altre cose. A breve usciranno anche i famosi bandi sia per l’estate sia per la cultura. Anche per noi è un anno strano. Usciranno fra poche ore le assegnazioni degli spazi gratuiti che saranno messi a disposizione quest’anno in città e l’erogazione di contributi. È un piccolo aiuto da parte dell’amministrazione ma spero possa essere un sincero aiuto per tutti voi, per ripartire, perché ce n’è bisogno”.

Alla fine dell’evento un applauso: lungo, sentito, pieno di calore. Facciamolo durare, chiedono gli organizzatori.

Sabrina Sigon

 

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