Villa Bernasconi riaprirà al pubblico il 1 giugno e aspetta i ladri…di storie

“Una data simbolica”, dice Claudia Taibez, responsabile dell’area promozione turistica, culturale e sportiva del Comune di Cernobbio; “perché il museo è sempre stato aperto di lunedì; inoltre, con questa riapertura, si vuole poter accogliere tutte le persone che faranno il ponte: sia gli ospiti che arriveranno sia i nostri vicini di casa, i cernobbiesi. Il progetto di Villa Bernasconi è soprattutto un progetto culturale e di socialità. La nostra è un museo-casa, un luogo dove sentirsi sempre accolti e coinvolti. Si va al museo di Villa Bernasconi così come si va a casa di amici, per passare del tempo insieme sentendosi a proprio agio, si chiacchiera di argomenti conosciuti attraverso linguaggi amichevoli e alla portata di tutti”.

La presenza della Casa nel periodo di lockdown

Per tutto il periodo della chiusura l’amministrazione si è interrogata su come poter comunque tenere vivo questo messaggio di accoglienza. Il fatto che noi siamo una casa in un periodo in cui tutti stavano a casa ci ha aiutato ad attivare delle iniziative che sono piaciute, chiaramente online e fatte utilizzando le nostre risorse, lo staff giovani delle ragazze del servizio civile del comune insieme all’ufficio cultura”.

Qual è stata l’iniziativa che è piaciuta di più?

La mostra virtuale dei picnic. Un’iniziativa che non era prevista ma che è nata per l’occasione grazie alla generosità di Elena Franco che ha messo a disposizione gratuitamente la sua collezione di foto storiche; in questo modo si è stimolato un racconto collettivo, un interesse da parte di chi ha voluto partecipare. In molti hanno scritto racconti ispirati dalle foto della mostra virtuale del sito, oppure hanno inviato altri contributi fotografici, non legati necessariamente al periodo storico – fine 800, inizio anni 20 – ma fotografie di picnic più recenti e, addirittura, anche quelli fatti nelle case in occasione della passata Pasquetta. Questa esperienza, oltre ad averci dato grande soddisfazione, ci ha permesso di uscire sulla stampa nazionale e di instaurare rapporti con altre istituzioni, enti e musei”.

Avete creato una rete

“Il progetto di Villa Bernasconi è proprio questo, un progetto di rete. Il museo non possiede una collezione propria – il museo parlante racconta la storia della casa – ma ospita installazioni, prestiti di privati, e altre realtà culturali di musei locali e, in alcuni casi, come era avvenuto per la mostra di Dudovich, addirittura internazionali; in quell’occasione avevamo collaborato con il M.A.X. Museo di Chiasso.  Durante la chiusura avevamo tenuto viva la casa con queste iniziative e, quando è stato il momento di ragionare sulla riapertura, lo sforzo di tutti era concentrato su come poter riproporre questo nostro valore dell’accoglienza; non è un valore solo del museo ma un valore di tutta la città di Cernobbio che, dall’anno scorso, ha ottenuto il marchio di qualità ambientale “Comune fiorito”, il cui motto è proprio: fiorire e accogliere: oggi più che mai con le nuove modalità di sicurezza. La domanda quindi è stata: come possiamo far sentire a proprio agio un visitatore che deve portare guanti e mascherina e che non può più muoversi liberamente, non può più toccare?”.

Ecco l’idea, davvero originale

“Abbiamo pensato che chi si maschera e deve fare attenzione a ciò che tocca è, molte volte, un ladro; e cosa potrebbero rubare, i ladri, in una villa che racconta le storie se non le storie stesse? Per cui con pochi accorgimenti a basso impatto economico – perché uno dei problemi delle riaperture in campo culturale e non solo, è proprio l’aspetto economico – ci siamo lanciati in questa nuova idea: il visitatore non sarà più un ospite ma un ladro. Prima, all’ingresso, il visitatore riceveva una lettera di benvenuto in cui la casa parlava in prima persona – per anticipare quell’atmosfera di ospitalità e complicità – e dava le prime indicazioni di servizio su come muoversi e le informazioni sui contenuti che il visitatore avrebbe trovato al suo interno. Da lunedì 1 giugno il contenuto della lettera cambia: la villa dirà che, alla riapertura, si aspettava che sarebbero arrivati i ladri; ma lei non ha paura, ed è pronta per accoglierli”.

Come avviene la nuova accoglienza

“Abbiamo smontato il bookshop e in questo spazio accoglieremo i visitatori – massimo otto all’ora – i quali verranno invitati a disinfettare le mani, indossare i guanti, e a scaricare sul cellulare il QRCODE che abbiamo realizzato apposta per rubare le storie. Quindi attenzione, il cellulare sarà da tenere a portata di mano e, per seguire meglio, invitiamo a portare anche i propri auricolari. Durante la visita, che non è guidata ma strutturata attraverso un percorso vincolato, tutte le installazioni e tutti i contenuti sono fruibili – a parte alcuni oggetti parlanti – insieme all’audioguida scaricata sul proprio telefonino che va attivata in ogni stanza. Visto il tempo a propria disposizione è possibile che non si riesca ad ascoltare tutto ed ecco l’ulteriore novità: una volta fuori l’appnfunziona ancora e si potrà finire di ascoltare le storie rubate. Avrete un’ora di tempo, poi arriveranno le guardie, dirà la casa ai suoi ladri di storie, ma non preoccupatevi; quello che non riuscite ad ascoltare potrete portarvelo a casa”.

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Il tema della tecnologia e del digitale

“Un tema che era già attuale e adesso è diventato attualissimo; tra l’altro, il museo della Villa partecipa da anni ai lavori dell’Osservatorio Digitale dei Beni Culturali del Politecnico di Milano, una community di piccoli e grandi musei riuniti intorno al tema del digitale. Siamo partiti circa cinque anni fa con una ricerca sull’uso e la presenza dei social nelle realtà museali. Successivamente la ricerca è diventata sempre più approfondita e orientata a delineare nuovi modelli strategici digitali, tema che è stato esteso ad altri ambiti culturali e, nella community, sono entrati anche teatri e altri luoghi della cultura, come il Teatro La Fenice di Venezia e la Reggia di Caserta”.

Un museo che è suggestione e stimolo alla curiosità

“Per noi è importante partire da questo, la curiosità; poi l’approfondimento vero e proprio va ricercato in altri ambiti. La casa, per esempio, racconta storie legate alla seta; se poi qualcuno volesse approfondire il ciclo produttivo della seta, riceverà ulteriori indicazioni con l’invito a visitare il Museo della Seta di Como. La stessa modalità viene adottata anche per altri temi, attraverso i quali coinvolgiamo il Teatro Sociale, Villa Carlotta, la Fondazione Volta”.

Ingresso con la prenotazione obbligatoria

“Si entra solo con la prenotazione fatta online, probabilmente già per il 1 giugno sarà possibile anche il pagamento online. Ricordiamolo: ingresso gratuito per bambini under 14, anziani over 75, gli abitanti del comune, i disabili con accompagnatore, gli insegnanti, gli abbonamenti musei Lombardia; per tutti gli altri il biglietto è portato a 5 euro, che era il vecchio biglietto ridotto. Inoltre per chi fa la visita in questo periodo, conservando il biglietto, quando poi tutto si normalizzerà, potrà tornare gratuitamente a fare la visita più in libertà – non da ladro. Abbiamo visto che un’ora è il tempo di permanenza medio ma qualcuno potrebbe volersi fermare di più, quindi l’idea è che poi possa tornare”.

Una novità molto interessante per il pubblico

Dal giorno prima del lockdown in villa c’era, già allestita, la mostra “Fiori narrati: illustratori dell’Art Nouveau in dialogo con Villa Bernasconi”, con alcune opere importanti di Alphonse Mucha, tra cui una litografia molto rara, intitolata “Les fleurs”, realizzata all’inizio della sua carriera e quindi precedente rispetto al suo periodo Liberty. Avevamo inaugurato la mostra il 7 marzo e il giorno successivo abbiamo dovuto chiudere. È arrivato finalmente il momento di poterla visitare”.

Giorni e orari di apertura: lunedì, venerdì, sabato, domenica e giorni festivi dalle 10 alle 18

La foto di rito a fine intervista è con la gentilissima Claudia Taibez e l’Assessore alla Cultura e Vicesindaco di Cernobbio Mariangela Ferradini

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Sabrina Sigon