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INCONTRI: Giorgio Albonico e il suo viaggio letterario

di Sabrina Sigon

 

Ideato nel 2014 e curato dal dottor Giorgio Albonico, il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como affianca alla promozione della letteratura di qualità l’impegno nella valorizzazione turistico-culturale del territorio lariano.

“La scadenza per partecipare al premio è il 20 giugno ma, tenuto conto delle difficoltà che hanno avuto sia le persone sia le poste stesse – nonostante abbiano sempre lavorato – ai primi di giugno decideremo se fare una piccola proroga per presentare la domanda” mi dice Giorgio Albonico, che incontro nella sede dell’Associazione Eleutheria di Como; “nel caso lo faremo sapere attraverso i canali di comunicazione del Premio”.

Come stanno andando le iscrizioni?

Siamo sui livelli di due anni fa, anzi li abbiamo superati; rispetto all’anno scorso siamo allineati, per cui direi bene, considerando anche il fatto che, di solito, molti degli arrivi si concentrano negli ultimi quindici giorni. Direi che sono molto contento, la risposta c’è stata”.

C’è già un’idea su data e luogo della premiazione?

“Abbiamo fissato Villa Olmo per il 3 ottobre, si dovrà vedere l’evolversi della situazione. L’anno scorso abbiamo riempito due sale della villa perché avevamo invitato sia i vincitori sia i finalisti, era stata una cerimonia seguita con grande interesse; avevamo poi organizzato, la domenica successiva, una gita in battello fino a Bellagio durante la quale un attore aveva letto i testi arrivati in finale. Quest’anno dovremo fare i conti con le distanze, gli ingressi contingentati, vedremo come potremo organizzarci; l’utilizzo di spazi esterni andrebbe senz’altro bene, però in quel caso la variabile sarebbe il tempo. Non è esclusa nemmeno l’ipotesi di posticipare la premiazione nella speranza che, magari all’inizio del prossimo anno, le cose siano migliorate. Vedremo”.

Un Premio Letterario che, in ambito culturale, in questi anni ha acquisito sempre maggior prestigio

“Siamo alla settima edizione. Il primo anno pensavo arrivassero pochi iscritti, invece siamo partiti con ben 1200; ma non è solo il numero degli iscritti che, negli anni, è aumentato, quanto il prestigio e l’interesse che si è creato intorno al premio”.

incontri giorgio albonico

Oltre a essere presidente dell’Associazione, Giorgio Albonico è anche scrittore e appassionato di viaggi. È del 2019 il suo bel libro: “Attraverso i mondi. Memorie di Richard Francis Burton”, ed. Brioschi. Pubblicazione che gli è valsa l’invito, venerdì 5 giugno, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente, al prestigioso evento “Gran tour in Italia, tra cultura e natura”, evento organizzato dal mensile Leggere tutti, in collaborazione con I Parchi Letterari.

“Che il libro sia bello lo giudicheranno i lettori”, dice Albonico sorridendo perché, sostiene, sebbene all’autore piaccia il suo libro, è opportuno che si armi di un certo spirito critico. “Quella senz’altro bella è la figura di Richard Francis Burton, un personaggio interessantissimo, che ha girato mezzo mondo ed è un peccato che in Italia sia poco conosciuto; infatti per poterne scrivere ho dovuto tradurre diversi testi dall’inglese. Scrivendo di lui in parte ho viaggiato, in parte mi sono immedesimato nei suoi viaggi e, anche per me, si è trattata di un’esperienza davvero notevole”.

Il viaggio è arrivato prima o dopo la scrittura?

“Sono riuscito a fare alcuni viaggi proprio mentre ne scrivevo, quindi ho potuto vivere le due esperienze contemporaneamente. Ovviamente la mia modalità è stata diversa dalla sua che, nel 1800, non arrivava mica a destinazione in aereo, come invece ho fatto io. Le coste della Tanzania, il lungo viaggio verso il lago Vittoria; è stato addirittura il primo occidentale a percorrere il tragitto da Medina alla Mecca vestito da arabo. Davvero un personaggio”.

La domanda posta dagli organizzatori dell’evento: “Come cambierà il viaggio? Non più spazi da attraversare ma luoghi da vivere” introduce un tema interessante

“Francis Burton si muoveva con i mezzi di allora: l’Africa, come molti altri luoghi, l’ha raggiunta in nave. Un altro viaggiatore e scrittore dell’800, Sir Patrick Leigh Fermor, è partito da Londra ed è arrivato a Istanbul a piedi: quello era viaggiare. Si conoscevano i costumi, l’alimentazione, il clima, le persone stesse; ci si muoveva attraverso il viaggio – Affrettati lentamente, dicevano i latini. Il turismo che c’è stato fino a ieri non permetteva di apprendere più di tanto dei luoghi visitati, al di là degli aspetti puramente nozionistici. Burton era un esploratore, un etnografo, era uno che considerava gli stranieri come possessori di una cultura diversa dalla nostra e non popoli inferiori. La cultura occidentale del tempo pensava che gli africani fossero quasi al pari delle bestie e, da questo punto di vista, Burton ha sviluppato, e promosso, un pensiero innovatore”.

La mente dello studioso, di colui che vuole capire ciò che non conosce. Cosa ci può dire, oggi, un uomo come Burton?

“Ci può aiutare a prestare attenzione e recuperare lo spirito del luogo che si visita; c’è un passo del libro in cui racconto del viaggio di Burton con un altro esploratore, il giornalista Henry Morton Stanley: a un certo punto passano insieme da un villaggio della Tanzania, e vedono che tutti gli abitanti sono ubriachi in seguito alla morte del loro re. Stanley si scandalizza e pensa di trovarsi di fronte a una manica di balordi – esseri inferiori, li definisce – mentre Burton, con il suo approccio da studioso, capisce il valore rituale di quello a cui stanno assistendo, per omaggiare l’anima del re che era passata all’altro mondo. Ecco il punto di vista nuovo che bisogna cercare di assumere quando si viaggia. A volte, di fronte a quello che non capiamo, siamo portati a dare un giudizio negativo”.

Visto come andranno le cose quest’anno, come potremo tornare a essere esploratori dei nostri luoghi?

“Dovremo imparare a guardarli con un altro occhio. Spesso chi va sul lago la prima cosa che cerca è la villa di George Clooney. Ma uno sguardo lo meritano anche i cipressi di Brienno, le darsene del lago, i percorsi che vanno notati non con l’occhio del turista frettoloso, ma visti con occhio particolare, a piedi o in barca”.

Un ultimo invito per il Premio Letterario

“Oltre a partecipare, invito tutti a iscriversi al canale Youtube. Basta un click, non costa niente, il link è sulla pagina Facebook sia del Premio sia del mio profilo. Con 1000 partecipanti potremo creare interessanti dirette streaming; mancano solo un centinaio di persone, poi partiamo anche con questo”.  

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