Le rubriche di CiaoComo - Le api dell'invisibile

La de-pittura di Marta Mariano

la de-pittura di Marta Martino

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“Nell’epoca del bombardamento di immagini togliere il superfluo è il compito dell’arte. De-pitturare. Togliere le immagini”. A scriverlo è Marta Mariano, ospite dell’ottava puntata del podcast “Le api dell’invisibile”, uno spazio dedicato alla voce di giovani che si occupano di creatività in vari ambiti.

Marta, in quanto prima artista a chiacchierare con noi su questa rubrica, sfonda le porte di un regno della creatività finora inesplorato e lo fa raccontandoci una visione innovativa del ruolo dell’arte nel mondo di oggi. L’uomo, come lei stessa afferma, si muove costantemente nello spazio e così facendo va a modificarlo, consapevolmente o meno. Modificare il mondo che ci circonda è quindi un’attività che ci risulta istintiva, completamente naturale: ognuno di noi lo fa e ognuno di noi lo fa a modo suo. Marta in particolare ci riesce con il linguaggio creativo della pittura. Una pittura realizzata però in modo particolare, ovvero rifiutando l’uso del pennello, visto dall’artista come uno strumento che impedisce il contatto diretto con l’opera in fieri. Marta dunque dipinge con le mani, in un contatto pelle-colore che le permette non solo di immergersi nell’opera, ma ancor più di immergersi nella realtà che nell’opera si manifesta: mette le mani in pasta nel mondo con un obiettivo molto chiaro. “Abitare vuol dire modificare l’ambiente circostante. Come un agricoltore modificare il terreno, io modifico la tela”. Il rapporto che si istituisce così con il quadro è per lei “un discorso apofantico”, un’interazione che si fa incontro.

Per capire meglio il credo artistico di Marta però bisogna tornare alla sua prima citazione, con la quale l’abbiamo introdotta qui: l’artista infatti è convinta che solo togliendo, graffiando, disvelando è possibile lasciar emergere l’ossatura del mondo. È proprio questo il motivo per cui Marta si è avvicinata all’arte, nella convinzione che modificare la realtà che la circonda sia l’unica maniera per accedervi, per trovare le risposte alle grandi domande che da sempre la assillano. Togliere il superfluo e modificare le immagini è per Marta un’occasione di dialogo che si fa ricerca per comprendere la realtà attuale in cui siamo immersi: il bisogno è quello di demolire, decostruire, cancellare, ma l’obiettivo è quello di penetrare nel reale. A dimostrazione di quanto l’arte sappia parlare sempre del mondo che ci circonda, anche in questa fase di quarantena, quando tutti eravamo bloccati nelle nostre case, Marta si è mossa per trovare tramite l’arte il senso dell’esperienza che abbiamo vissuto.

Curiosi di sapere come? Vi lascio un indizio, o meglio, vi lascio le parole per l’artista: “L’obbiettivo della macchina fotografica mi rende accessibile una prospettiva normalmente inaccessibile: lo sguardo dell’altro su di me che mi percepisce come altro da sé, mi oggettivizza, mi obbiettivizza”. Per saperne di più sulle sue iniziative, per ora telematiche ma in futuro in presenza, e per immergervi nell’arte insieme a Marta Mariano potete fare non una, non due, ma ben tre cose: visitare il suo sito e vedere il suo portfolio cliccando qui, ricevere aggiornamenti sulla sua ricerca artistica e le sue creazioni tramite Instagram (@marta_mariano_art) e beh, ovviamente, sentire cosa ci ha raccontato nel podcast qui sotto.

Questa è una rubrica dedicata a tutti coloro che scrivono, in particolare poesie. Se  volete venire a raccontarmi il vostro progetto, la vostra scrittura e le vostre parole, scrivete a martinatoppi43@gmail.com: “Le api dell’invisibile” vi aspettano!

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«…il nostro compito è quello di compenetrarci così profondamente, così dolorosamente e appassionatamente con questa terra provvisoria e precaria, che la sua essenza rinasca invisibilmente in noi. Noi siamo le api dell’invisibile. Noi raccogliamo incessantemente il miele del visibile per accumularlo nel grande alveare d’oro dell’Invisibile.»  R. M. Rilke

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A cura di Martina Toppi
podcast api dell'invisibile

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