Bentornati: Sabrina Sigon al Capriccio e al Cip Garden foto

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Da oggi,  lunedì 18 maggio, ripartono quasi tutte le attività commerciali. Restano ancora ferme le palestre, le piscine e i centri sportivi oltre ai cinema e ai teatri. Sabrina Sigon ha deciso di visitare alcuni esercizi per sentire gli umori di gestori e clienti dopo tanti giorni di chiusuta.

CAPRICCIO di COMO: finalmente aperti anche con servizio al tavolo.

Pasticceria e gelateria artigianale, caffetteria, ristorante e pizzeria a Como, Grandate e Bregnano. Vado nella sede di Grandate – Strada Provinciale 35 dei Giovi n. 52 – per farmi raccontare della riapertura.

Da oggi lunedì 18 maggio sarà possibile sedersi al tavolo e gustare una buona pizza, oppure un piatto alla tavola calda”. È il figlio dei proprietari Alessandro Tarzi a raccontarmelo, mentre mi accoglie all’entrata del locale – ben distinta dall’uscita, che si trova dalla parte opposta, una volta superata la cassa – e mi guida attraverso il percorso messo a punto per rispettate i dettami di sicurezza. “Si parte con la sanificazione delle mani e dai guanti”, dice Alessandro, “poi si può accedere alla zona pasticceria uno alla volta rispettando la distanza di un metro. Al centro del locale tre banconi con due appoggi per bancone, qui abbiamo aumentato la distanza a un metro e trenta, per dar modo ai clienti di consumare in tutta tranquillità. Fuori anche dei tavolini dove, vista la bella stagione, ci si potrà sedere e godersi una buona consumazione senza problemi; anche i tavolini sono ben distanziati fra loro”.

Adesso non c’è che da aspettare i clienti   

Nonostante le anticipazioni, fino a ieri sera niente era ancora formalizzato, e abbiamo dovuto organizzarci in fretta con gli ultimi aggiustamenti. Questa è un’azienda a carattere familiare, i dipendenti li stiamo richiamando poco alla volta, faranno dei turni, tutto dipende da quanta gente arriverà. Da parte nostra siamo pronti, speriamo ovviamente che si recuperi il desiderio di uscire, ma questo potremo capirlo poco alla volta. Infatti, per quanto riguarda la ristorazione, aspettiamo di vedere come si muove la richiesta. Qui intorno ci sono tanti uffici, bisognerà capire quante persone continueranno a lavorare con lo smart working per decidere come procedere”.

Per quanto riguarda le indicazioni sulle norme da seguire

Per darti un’idea, nei bagni abbiamo più scritte che WC”, mi dice scherzando Alessandro; “noi ci impegneremo a far rispettare le regole, ma contiamo che anche le persone facciano la loro parte; anzi, visti i giorni scorsi, direi che non abbiamo dubbi. La gente ha capito”.

Sul sito tutte le indicazioni circa i menù e, ovviamente, le dovute norme di sicurezza.

Vi ricordiamo che è obbligatoria la distanza interpersonale di 1 metro e indossare la mascherina sempre, quando non si sta consumando. Se avete febbre o sintomi influenzali non potete accedere ai nostri negozi. Il consiglio è anche quello di prenotare altrimenti non sarà possibile avere la garanzia di sedersi allo stesso tavolo.

bentornati cip garden capriccio

CIP GARDEN

Fiori, piante, accessori per il giardino e per la tavola, decorazioni: una passeggiata nel verde mondo Cip Garden trasmette allegria e passione per la natura. Questa la presentazione del Centro per il giardinaggio di via Varesina 279 a Como. Ma come hanno trascorso questo periodo, dalla fase di lockdown alla riapertura completa di oggi?

Incontro la Direttrice Elisa Patrignani.

Per il lockdown abbiamo chiuso circa nove giorni, c’erano solo i ragazzi che venivano a bagnare tutta la parte che riguarda i vegetali, due/tre ragazzi ogni due giorni. Il 31 di marzo abbiamo deciso di aprire solo con le consegne a domicilio, ci siamo organizzati con tre mezzi, venivano fatti gli ordini tramite mail, whatsapp, telefono. Abbiamo cercato, in questo modo, di consegnare tutto quanto le persone ci chiedevano. Giovedì 30 aprile è stata la giornata di apertura al pubblico della parte del vegetale, dei terricci e dell’attrezzatura da giardino, piante e fiori, ovviamente. Per poter arrivare a questa apertura abbiamo impiegato un bel po’ di tempo perché, inizialmente, non facevamo parte del settore produttivo. Abbiamo dovuto quindi prepararci e organizzare una zona esterna per la produzione; in realtà avevamo già una parte del vivaio destinata a quelle piante che erano in difficoltà vegetativa, in aggiunta abbiamo piantato una serie di bulbi, delle ortensie, abbiamo fatto talee con piante grasse”.

Da centro solo commerciale a centro produttivo

Per poter avere la clientela all’interno abbiamo dovuto creare questa zona e diventare produttori mentre siamo comunque andati avanti a consegnare a domicilio. Da quel giorno le persone sono entrate e hanno cominciato ad acquistare in autonomia. Le persone del comune di Como, ovviamente, e basta.  Oggi finalmente siamo riusciti ad aprire la parte dell’oggettistica”.

La domanda e l’offerta come si sono mosse in questo periodo

“Il mese di marzo abbiamo lavorato i primi giorni e molto male, perché c’erano già le restrizioni e quindi meno gente in giro. Abbiamo perso, quindi, marzo e aprile, quei due mesi nei quali la gente si prepara con l’orto in giardini e balconi. Siccome da parte della floricoltura è stato buttato via molto, la produzione a un certo punto è stata bloccata. Poi, con le consegne a domicilio, la domanda ha ricominciato a muoversi e abbiamo passato i primi venti giorni a consegnare, dopodiché sono cominciati i problemi con la fornitura perché, a quel punto, è ripartita la richiesta che però era maggiore rispetto alla disponibilità. Gente che prima non faceva l’orto poi si è ritrovata in casa ha cominciato a farlo. Una situazione non causata da nessuno ma dovuta al contesto dell’emergenza, che purtroppo ha agito su queste dinamiche. Mentre negli scorsi anni la domanda era spalmata sui due mesi qui c’è stata un’esplosione della domanda a partire dal 4 di maggio, quella delle persone che volevano rimettersi in pari con i due mesi precedenti”.

Allo stato attuale com’è la situazione, anche per le norme di sicurezza?

Adesso la situazione va verso una normalizzazione, anche se c’è ancora molta gente che preferisce chiamare perché non intende uscire di casa, qualcuno ha ancora paura altri si sono semplicemente abituati al servizio. Per quanto riguarda la sicurezza l’ingresso è ancora contingentato: qui dentro possono starci circa 40 persone, facendo bene attenzione a non creare assembramenti. I primi giorni è stato difficile far passare le norme che, anche qui, volevano la presenza di un solo componente per famiglia, perché la nostra ordinanza era come quella per i supermercati. Pian piano tutto sta migliorando” conclude Elisa Patrignani “vediamo i prossimi giorni come vanno”.

Sabrina Sigon

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