Addio a Italo Gomez, inventore dell’Autunno Musicale di Como

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Eravamo giovani, in quel periodo eravamo quattro o cinque della stessa età e, innanzitutto, invitavamo i nostri amici a suonare. Era un Festival come ce n’è pochi; per la verità adesso, dalle mie parti, ce n’è uno che ha un po’ queste caratteristiche, è il Festival Internazionale Musica sull’Acqua di Gravedona, di cui Francesco Senese è il direttore artistico. Ecco, lì rivedo un pochino lo stesso tipo di situazione. Non sono eventi facili, ma quando ti capitano dei musicisti che hanno la voglia di cimentarsi, io sono un’ottimista, ci sono le condizioni perché accada ancora”. A raccontare è Gisella Belgeri, e lo fa nell’autunno 2019 durante il Meeting di NoMus, a Milano. (Domenica di Carta 2019, a proposito del Fondo Autunno Musicale di Como e Fondo CEMAT).

Perché il ricordo di Italo Gomez, mancato oggi all’età di 87 anni a Roccabernarda (KR), dove viveva da qualche anno, non può che passare da qui, da quell’Autunno Musicale organizzato e seguito con passione per anni, che cominciava ai primi di settembre all’Hangar, alla Chiesa di San Fedele, a Cernobbio, per poi proseguire al Teatro Sociale di Como, in Pinacoteca, al Cinema Gloria, a Villa Olmo. Gli eventi comprendevano Il Teatro Musicale, attraverso il quale il Festival si è sempre distino per la ricerca di nuovi linguaggi, le Sonate per Pianoforte, con incontri che prevedevano la partecipazione di pianisti affermati a livello internazionale, la Musica da Camera, la Danza. Un progetto che, fin dalla sua prima edizione, si è svolto sia nella città sia nel territorio provinciale e regionale, per poi estendersi, grazie alla formula musica-architettura, in altre regioni d’Italia e all’estero.

Sia il Festival Autunno Musicale, sia tutte le sue derivazioni, progetti nazionali e internazionali – ai tempi si organizzava anche a New York, Spagna e molti altri paesi – facevano capo alla stessa Direzione Artistica, che era la Direzione Artistica dell’Autunno Musicale”, continua a raccontare Gisella Belgeri e precisa: “tutti quanti appartenevano alla fantasia e alla capacità inventiva di Italo”.

Violoncellista e compositore, nato a Medellin in Colombia nel 1933, era arrivato in Italia nei primi anni ‘60 per diplomarsi al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze con Pietro Grossi, che lo aveva avviato anche alla composizione e alla musica elettronica. Fu tra i primi a promuovere la musica contemporanea e fondò il complesso Società Cameristica Italiana, presente in tutti i più importanti festival europei, l’Orchestra Michelangelo di Firenze e l’Orchestra Symphonia di Como, nel quale assunse il ruolo di concertatore; collaborò con Abbado alla Scala di Milano e fu direttore artistico per circa dieci anni alla Fenice di Venezia. Dopo il 1965 Gomez intraprese la strada dell’organizzazione delle attività culturali, prima a Firenze e successivamente a Como dove appunto, con Gisella Belgeri, fu l’ideatore e l’organizzatore del Festival Autunno Musicale – nato dall’esperienza di Gioventù Musicale – fiore all’occhiello della città fino al 2009, anno in cui la manifestazione venne trasferita a Milano.

Dopo quarantadue anni di “lunga ed entusiasmante avventura in musica”, la città di Como, però, e i suoi abitanti, gli rimasero nel cuore, tanto che continuò per qualche tempo a curare il progetto sulla musica sacra nelle chiese della città.

Io seguivo la parte organizzativa, noi la chiamavamo segreteria operativa, sia per Autunno Musicale sia per Federazione Cemat, ambedue scomparse; in questi anni, però, hanno lasciato dietro di sé molte cose e, se non ci fosse stata l’Associazione NoMus e Maddalena Novati a raccoglierle, ben difficilmente se ne avrebbe contezza, perché poi le generazioni passano e nessuno si ricorda”, dice Gisella Belgeri; “la memoria dell’Autunno Musicale, sia dell’impresa sia per la parte che riguarda poster, manifesti, locandine – i programmi che erano molto pensati, anno per anno e iniziativa per iniziativa, nazionali e internazionali – è tutta qui. Anche bei servizi fotografici, molti fatti da Lelli e Masotti e da altri fotografi importanti. C’è per esempio la documentazione del primo stage di Carolyn Carlson che è una cosa stupenda, quella di Pina Bausch, cose che allora sembravano quasi una stranezza. Inoltre, queste fotografie sono state tutte digitalizzate, quindi doppiamente salvate. La stessa cosa è successa con le cassette, ho avuto la sorpresa di vedere che moltissime sono state conservate, una bella testimonianza, anche per gli interpreti importanti: Michele Campanella veniva quando aveva diciassette anni, non aveva ancora preso il diploma, ma ce ne sono altri, Daniele Gatti, Leslie Howard, Lakeman, tutta gente che ha fatto una grande carriera; allora erano ragazzi e c’era un ambiente molto particolare, al Festival”.

Grande capacità inventiva e organizzativa, una persona disponibile e aperta alle innovazioni, Italo Gomez fu un sostenitore delle sinergie ad ampio respiro, quelle necessarie a far conoscere e dare valore al patrimonio culturale e artistico di Como anche all’estero, quelle che tanto serviranno anche a noi nel prossimo futuro e che ci auguriamo verranno messe in campo. Uno dei meriti del Festival Autunno Musicale è stato valorizzare la musica, da quella tradizionale a quella popolare e contemporanea, e, oltre ai luoghi dove si era già abituati a sentirla, saperla portare anche in quelli meno consueti.

Oggi, nel mondo culturale comasco, c’è già chi immagina una via dedicata all’Arte, alla Musica e alla Cultura, una via che parta dall’esperienza di quell’Autunno Musicale ma che le stagioni, alla fine, riesca a comprenderle tutte.

Sabrina Sigon

 

 

 

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