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A CiaoComo il senatore Alfieri:”Doppio impegno per sollecitare le autorità svizzere”.

La mattinata da incubo di oggi che vi abbiamo raccontato per migliaia di frontalieri comaschi bloccati in frontiera dalle operazioni doganali per entrare in Ticino. Una conseguenza non tanto del Coronavirus in sè, ma dall’annullamento degli accordi di Shengen. A spiegarlo oggi – nella diretta di CiaoComo – il senatore del Pd Alessandro Alfieri che sull’argomento ha promesso massimo impegno ed attenzione continua.

Sopra la presa diretta di stamane a Ponte Chgiasso. Un incubo per migliaia di persone, molte in coda da ore. La chiusura (che prosegue) di Maslianico e della Valmara porta qui decine e decine di lavoratori diretti in Ticino. Tutti fermi in coda.

Sollecitazioni all’apertura dei valichi tuttora chiusi arriva anche dal deputato della Lega Nicola Molteni con una nota diffusa oggi:”I valichi di Maslianico e Val Mara sono ancora chiusi nonostante gli annunci. La Lega dopo aver già presentato un’interrogazione al governo, raccoglie l’appello dei sindaci e di migliaia di frontalieri comaschi e chiede un intervento immediato al ministro Di Maio. Occorre che si agisca con determinazione con la Federazione elvetica affinché riapra immediatamente anche questi due valichi fondamentali. E’ vergognoso che ogni mattina migliaia di lariani siano costretti a percorrere più di 100 km per andare a lavoro, solamente perché fino ad oggi questo governo non ha compreso i sacrifici che fanno queste persone. Un disagio gravissimo che non può perdurare oltre. Il governo raccolga quanto prima l’appello della Lega e faccia aprire Maslianico e Val Mara”.

Anche il deputato di Fratelli d’Italia Alessio Butti chiede al Ministro Di Maio interventi concreti su questa delicata situazione. Lo stop ai valichi minori al centro di una interrogazione che Butti ha presentato in queste ore in Commissione:”Quale sia l’opinione del ministro in merito a quanto esposto.

-Per quale motivo siano ancora chiusi alcuni valichi doganali, ad esempio quello di Valmara e di Pizzamiglio-Maslianico, mentre altri sono stati riaperti. Sfugge l’aspetto organizzativo e logistico di tale decisione.

Per quale motivo l’Italia non abbia ancora richiesto ufficialmente alla Svizzera la riapertura di tutti i valichi doganali operativi prima dell’emergenza sanitaria.

-Quali siano le tutele messe in campo dalle autorità italiane in merito alla sicurezza sanitaria dei nostri connazionali e alla questione occupazionale ed economica”.