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Como

In-Side – Oltre la quarantena: di cosa si parla quando si parla di Cultura?

side festival

Alla vigilia di In-Side – Oltre la quarantena, prima edizione digitale del Festival Arte e Cultura di Como, si profilano interessantissimi (il superlativo assoluto è pertinente vista la qualità dei relatori), interventi nella stanza della Cultura.

Saranno 5 le stanze attive on line sabato 2 maggio dalle 15 alle 24; alla Cultura si aggiungono l’Arte, la Musica e le due assolute novità di questa edizione anomala di Side, la stanza Kids Act con spettacoli ed esperienze dedicate ai più piccoli, e Riflessioni,  il meet up per ragionare su questo momento particolare nella nostra epoca.

La Cultura, secondo Side, ha un aspetto liquido, con buona pace di Bauman, capace di passare velocemente dalla letteratura alla satira, dalla psicanalisi alla poesia alla musica al teatro sempre con estrema fluidità sfruttando link filologici e l’eclettismo di chi animerà la stanza della Cultura

 

Per quanto riguarda la cultura, andrebbe mantenuta una visione, perché è sempre stata sacrificata ad altre cose; ci sono occasioni che bisogna saper cogliere. Anche qui vale il tema dell’etica, di come si diffonde la cultura; se non cogliamo tutti segnali torneremo a vivere la nostra vita come prima, riprenderemo a correre solo per andare a sbattere contro un muro. L’energia che c’è in rete è bellissima, poi andrà portata fuori, non deve essere vanificata, la cultura va messa a sistema.” Maurizio Pratelli.

Per me è sempre un piacere parlare di Side Festival, perché è qualcosa che mi ricorda che in amicizia si possono fare grandi cose”, dice Gastone Grasso Terragni ai microfoni di CiaoComo. “Era il 2016 e con altri due amici, Mendo e Taz, avevamo deciso di ingrandire quello che allora era Allineamenti; a quel tempo con Mattero organizzavamo letture nei bar, ed erano delle atmosfere molto calde, le persone partecipavano e davano la propria arte, noi lo dicevamo sempre: “Porta la tua parte”. Abbiamo quindi deciso di ingrandire la manifestazione e così abbiamo sfruttato l’occasione di Mosaico e abbiamo realizzato un Festival per il Museo Archeologico Giovio di Como. Nessuno prima di allora aveva organizzato una cosa così grande, che metteva insieme molti artisti ma soprattutto la comunità comasca, persone ed esperti del settore che volevano dare il loro contributo. Il nome nasce dal fatto che eravamo fra amici e discutevamo sempre su come dovesse chiamarsi. Chiamiamolo “Side”, abbiamo deciso a un certo punto, che giochiamo sui due lati, giochiamo sugli opposti; e così siamo partiti. Gastone Grasso Terragni.

 Sabato alle 21.30 interpreterò il racconto “Sette Piani”, di Dino Buzzati; all’inizio ero indeciso riguardo a cosa fare, poi ho scelto questo racconto per una serie di circostanze, una sorta di sincronicità che mi ha convinto. Il protagonista che, fra l’altro, si chiama Giuseppe Corte, finisce ricoverato in un ospedale di sette piani. Al settimo ci sono le persone meno gravi e, man mano che si scende di piano, i malati aumentano in gravità. Una discesa, questa, che per una serie di circostanze il protagonista si troverà a dover fare, anche se ritiene di stare bene. La particolarità, oltre che della storia, è la chiave tragicomica, ironica e grottesca con cui viene raccontata. Un modo per parlare di un luogo, purtroppo oggi molto nominato, attraverso una duplice dinamica narrativa, un modo per far – qualche volta – sorridere, ma indirizzata verso le profondità del pensiero. Questo vuole essere, inoltre, un omaggio per tutte le persone che in questo momento si trovano e lavorano negli ospedali, per permettere qualche spunto di riflessione in più rispetto a quanto abbiamo sotto i nostri occhi ormai tutti i giorni. I finali di Buzzati sono famosi per essere, spesso, dei Non Finali; in questo in particolare c’è una sorpresa che fino all’ultima parola tiene incollato chi ascolta e che noi, ovviamente, non sveliamo. La capacità di Buzzati nel riuscire a scrivere raccontandoti in maniera semplice un tema in realtà molto pesante credo ben si sposi alla dualità che si propone di sviluppare il Side Festival. Ho sempre partecipato a tutti i suoi festival e mi fa piacere che quest’anno, anche se non possiamo trovarci in piazza, riusciamo comunque a incontrarci di nuovo”. Stefano Dragone

Enrico Melozzi, una grande carriera di successi come compositore, direttore d’orchestra e produttore discografico italiano, nel 2019 dirige l’Orchestra del Festival di Sanremo per il brano Rolls Royce di Achille Lauro; nel 2020, sempre a Sanremo, collabora con più artisti e conquista il podio dirigendo “Ringo Starr”, brano dei Pinguini Tattici Nucleari. È dello stesso anno il debutto al Teatro Sociale di Como della sua Opera Crime”, la prima opera lirica interattiva al mondo.

Ecco il suo saluto su Instagram:

Ciao ragazzi vi aspetto il 2 maggio alle 18.30 per una bellissima chiacchierata sull’arte, la cultura, la musica, che oggi, purtroppo, non esistono più; come vi state rendendo conto, nessuno ci considera più, non ne parla più nessuno. Insieme a Barbara Minghetti faremo una bellissima chiacchierata, insieme a voi ci divertiremo, e ne diremo delle belle!”.

al cavallino bianco operetta

Qui il programma completo

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“Vuoi sapere come iscriverti a In-Side – oltre la quarantena, l’evento digitale Arte e Cultura più grande di Como? È semplicissimo, hai due possibilità: la prima riguarda il link di eventbrite. Se ti iscrivi ti arriveranno per email i 5 link per accedere alle 5 stanze digitali di zoom, più semplice di così! In questo caso potrai partecipare DIRETTAMENTE. La seconda possibilità invece riguarda le dirette, che verranno trasmesse sui social di Side ma anche di CiaoComo, oppure sul sito sidefestivalcomo.org. Live painting, workshop, progetti per bambini, oltre 70 gli ospiti, persone che interverranno fra artisti, scrittori, giornalisti, politici e sportivi. Tutte le informazioni sono disponibili sui siti social che partecipano all’iniziativa oppure di possono chiedere scrivendo all’indirizzo mail: sidefest@gmail.com”.

Sabrina Sigon

 

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