“Alla ricerca del tempo sospeso – viaggio intorno alla letteratura per riprenderci il nostro futuro”. Qui il video

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Le ventuno e cinque, la diretta è cominciata, corro ad accendere il telefono. C’è ancora la sigla, ho il tempo per condividere, fare video party, insomma quello che la tecnologia mi permetterà di fare. Si collegano gli amici, comincia Raul Montanari e il suo Miracolo Segreto. All’inizio la voce è fuori sincrono, poi va a posto; sarà perfetta una volta su Youtube.

alla ricerca del tempo sospeso

Simona Bennardo porta il suo desiderio di alleggerire questo momento difficile, Maurizio Fierro parla del tempo che serve alla medicina per trovare soluzioni, Rosa Teruzzi racconta di “una porta che si apre come fossi aspettato”; costruire un proprio bagaglio in tempo di guerra può essere utile in tempo di pace, dice Errico Buonanno; Primula Galantucci con la sua passione per l’arte, Mauro Fogliaresi e i suoi silenzi che raccontano, poi la domanda che ci inchioda nella notte, quella di Mario Bianchi: “C’è nessun essere umano che sappia cosa sta vivendo mentre lo vive?”.

alla ricerca del tempo sospeso
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Continuiamo. Immersi nell’asimmetria di Alida Paternostro ragioniamo sulle nostre liberà, viaggiamo con Gastone Terragni al termine della notte e con Stefano Maesani per arrivare a un’acqua che non ha sapore ma disseta. Riscopriamo la notte di Gian Battista Galli, quella che sta fra la fine di un giorno di festa e l’inizio di un giorno di fatica; troviamo con Armidina Talisi il vero colpevole: è il detective! Con Massimiliano Finazzer Flory diventiamo fiume, tigre e fuoco mentre sogniamo il mondo. Alla fine, è con Pako Ioffredo che ci interessiamo all’aria e all’erba che trema, e nella notte ci sentiamo improvvisamente vivi.

alla ricerca del tempo sospeso
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La musica: Andrea Paternostro e il suo sax pieno di giovane stile, Xoan Curiel con un cammino dentro il nostro cammino. Il Professore: Andrea Di Gregorio, che si è mosso fra gli autori con tutto l’entusiasmo della sua cultura, che ci ha entusiasmato.

Ma prima ci sono state le telefonate, i messaggi, il conoscersi, la disponibilità di tutti: «Va bene se ti mando il video oggi pomeriggio?». «Ci sono eh, il tempo di tornare dall’ospedale e mi collego». «Scarico al volo Skype e ti chiamo». «Ho pensato a una cosa speciale per il nostro progetto». «Ho mandato il video, spero che vada bene!». «Dopo ti faccio il video, ho in mente una cosa, vedrai!». «Se piace, sennò ne faccio un altro». «Ho iniziato così…ma tu tieni solo l’ultimo eh!». «È una lettera molto bella, la traduco e poi la leggo anche per voi».

«Conversescion affollatissima oggi, con gli autori del nostro speciale di domani: Alla ricerca del tempo sospeso», dice Lorenzo Canali, grande ideatore e regista di questa ricerca, in un tempo in cui fare un bel gesto vale doppio.

Solo io potevo dirvi queste cose e, per ognuno di loro, ci tenevo a farlo. La sigla, il silenzio. 1800, 1900, 2500 visualizzazioni. E Noi. Saluti, abbracci e parole d’affetto. «È stata una bella esperienza» mi hanno detto. Lo spero, ma adesso basta scrivere, vado a dormire. So che il virus non sparirà domani, né che l’economia per miracolo si metterà a posto o che tutti saremo migliori. Però.

«Anni fa mi è capitata sotto gli occhi una poesia di uno scrittore argentino», scrive Raul Montanari nel suo ultimo libro; «diceva che l’avevano portato nel Deserto del Sahara; era cieco quest’uomo, si è chinato, a tentoni ha preso in mano una manciata di sabbia e l’ha spostata: da qui a lì. “Ecco” ha detto “adesso il Deserto del Sahara non è più come prima”».

Stasera gli voglio credere.   Sabrina Sigon

 

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